19.02.93

Casimiro Stolz (per la Rosa Purpurea, febb. '93)

Lia Celi

Nessuno potrebbe definire Casimiro Stolz il più grande poeta vivente. E per due buone ragioni. Intanto perché l'epico cantore del Pomeriggio belga di un cucù, il sulfureo veggente di Perplessi metacarpi, colui che ha saputo descrivere come nessuno la poesia incantata di piccole cose come uno scherzo telefonico ordito da quattro membri del Sant'Uffizio, è morto. Da poco, è vero, però è completamente defunto. Non era tipo da lasciare a metà un impegno così serio. La seconda ragione è che nessuno ha mai letto una riga di Casimiro Stolz. Tutte le sue opere sono rimaste chiuse in una cassapanca con la serratura rotta, il che per ora le rende accessibili solo a un esiguo pubblico di eruditi scassinatori. Quell'inespugnabile canterano tiene in ostaggio la fama di un grande poeta e il futuro dei suoi trentaquattro amici ed eredi. Ma lasciate che vi spieghi.
Un "povero scroccone": così lo giudicavano i meschini. Solo noi che lo abbiamo conosciuto sappiamo che in realtà Casimiro Stolz era un "sordido scroccone". Pagargli pranzi, cene, spuntini e cauzioni era un privilegio che egli concedeva con olimpica larghezza a chiunque. Intanto, libero dalle meschine cure quotidiane, lavorava indefessamente a Carrube in amore, il suo canzoniere in versi monosillabi sdruccioli (un metro tipico della tradizione papuasica, anche se il galateo lo sconsigliava in presenza di signore anziane). Un arduo capolavoro, che Stolz riscrisse a mano ben diciotto volte, prima di accorgersi che non aveva ancora tolto il cappuccio alla biro, scoperta che influenzò profondamente il suo stile. Finalmente soddisfatto, depose il manoscritto nella cassapanca del tinello, in attesa che la critica si accorgesse di lui. Agli amici che gli consigliavano di inviare le sue poesie a un editore, rispondeva pacato: "Omero ne ha avuto bisogno? Eh? Valgo forse meno di un vecchio greco rincoglionito? Eh?". Fatalmente, la cirrosi si accorse di lui prima della critica.
Spirò serenamente in un pomeriggio di settembre, lasciandoci come estremo messaggio l'ultima quotazione del franco belga. Poeta, anche nella morte. Ma, il giorno dopo le esequie, ognuno di noi ricevette una lettera sorprendente: "Caro amico, quando riceverà questa lettera, io starò facendo bisboccia con Baudelaire e Catullo. Le mie Carrube in amore saranno il successo postumo dell'anno. Il guaio è che non so ancora quale anno. Non potendo in futuro soddisfare personalmente la curiosità di studiosi e redattori culturali, ho deciso di lasciare ai miei benefattori la cosa più preziosa che possiedo: informazioni riservate sulla mia persona". Seguiva, vergato su finta carta pergamena, un particolare della vita intima di Casimiro Stolz, di entità corrispondente ai favori ricevuti dal destinatario, secondo questa tabella:

Alloggio (pensione completa)..............................Segreti inconfessabili
" (mezza pensione)............................................Scabrosi retroscena
Pranzi, cene e colazioni all'inglese...........................Penose rivelazioni
Consumazioni al bar.................................................... Confidenze piccanti
Tabacchi, mentine e cioccolata...Gustosi aneddoti/Fosche profezie

Casimiro non aveva dimenticato nessuno dei suoi trentaquattro amici. Il conte Bistazzoni, notabile cittadino che ospitò il poeta nella sua villa in campagna, ora è il felice depositario di tre Segreti inconfessabili e un paio di Scabrosi retroscena; il cameriere del bar "Da Nestore" possiede un ricco assortimento di Confidenze piccanti. Stolz ebbe un pensiero anche per me, che gli avevo pagato tre bustine di tabacco da fiuto, in un inverno lontano. Un modesto investimento che mi ha fruttato altrettanti Gustosi aneddoti sul soggiorno di Stolz nella colonia "Sol et Salus" a Lido degli Scacchi nell'estate del '36, roba che farebbe la fortuna di una trasmissione del pomeriggio o di un manuale di psicopatologia infantile. Uno però l'ho appena scambiato con una Fosca profezia sull'egemonia mondiale delle isole Marchesi nel 2154, ereditata dal mio amico Enzo, insieme a una Penosa rivelazione bisvalida sul trauma subito da Stolz padre, quando il figlio appena nato lo abbandonò sui gradini di un ospizio. Un mare di pettegolezzi che varranno una fortuna, non appena scoppierà il "caso Stolz". Al momento giusto potranno essere diffusi in interviste esclusive o talk-show alla moda, vendute ai biografi, o ceduti a giovani laureandi in Letteratura italiana contemporanea, in cambio di favori sessuali o lavoretti in casa. Quando le Carrube saranno famose, trentaquattro persone saranno ricche.
In questo momento la cassapanca di Casimiro Stolz è ancora nel deposito "Cosimati e C." in via Calasanzio 34. Ermeticamente chiusa. E la prossima settimana mi scade la rata del frigo.

Posted by robgrassilli at 23:50 | Commenti (1)