Ace Ventura II
Piccola confessione: scrivo sotto la dettatura di
Smilla, la mia gatta. Molto più competente di me, su
Ace Ventura. Io sono solo una fan; lei, come gatta, è anche una delle sue potenziali clienti. Perché, vedete,
Ace è un pet detective. Un pet-detective è l'equivalente umano [dico bene,
Smilla?] di
Rintintin: un animale che, per ottuso collaborazionismo, si danna per tirare fuori dai guai i bipedi vestiti di stoffa.
Ace è un homo sapiens che si danna per togliere dai guai gli animali. Smetti di strusciarti al computer, micia, e raccontami le ultime sul vecchio
Ace.
Cominciamo da quella storia del procione sperduto in alta montagna. E' accertato: non è colpa di
Ace se il plantigrado si è spiaccicato sulle rocce. Lui tentava di trattenerlo, ma quel pirla, sul più bello ha mollato la presa [il procione, non
Ace]. Le arrampicate bisogna lasciarle ai felini: finora, la massima quota altimetrica mai raggiunta da un procione è la testa di
Davy Crockett, e per giunta sotto forma di berretto.
Insomma, bilancio vittime, due: procione, spiaccicato sulle rocce, e cuore di
Ace pure. Povero caro, gli ci è voluto un lungo soggiorno in un monastero tibetano per ritrovare la p
Ace. Ma, insieme alla p
Ace, un giorno si ritrova davanti un ciccione in abito coloniale. E' l'inviato del console inglese in
Namibia, e vuole ingaggiarlo per ritrovare un animale scomparso nel cuore dell'Africa. Oddìo, di animali, in Africa, ne scompaiono tanti. Poi però ricompaiono tutti: in genere, alla prima della Scala, intorno al collo delle signore. Il guaio è che in questo caso trattasi di un animale sacro:
Shikaka, la mascotte della pacifica tribù
Wachati [
Smilla prende molto a cuore i problemi degli animali sacri: i suoi antenati felini, in Egitto, erano tenuti in altissima considerazione]. Guaio ancora peggiore,
Shikaka doveva essere portato in dote dalla figlia del re al suo sposo, il principe della bellicosa tribù Wachutu. Tipetto permaloso, visto che, in caso di mancato recapito della veneranda bestiola, minaccia di sterminare i
Wachati . Un consiglio: se intendete dare vostra figlia in sposa a un principe wachutu, tenetevi uno
Shikaka di scorta. Non si sa mai.
Ace e il ciccione si fiondano in Africa. Il console britannico è un losco bipede chiamato Cadby, tutto patacche di Cartier al polso e patacche di fango sulle scarpe. Smielato come una siamese in cerca di fidanzati, implora: mr.
Ventura, impedisca a quei selvaggi di scannarsi fra loro, non voglio sangue sulle mie aiuole. Mi creda,
Shikaka è stato rapito dai bracconieri, zoticoni sanguinari che darebbero la caccia anche a me, se gli stronzi fossero una specie rara. Glielo può confermeare qui il signor Quinn, il padrone del vicino parco-safari. Tanto per far capire che è una carogna, porta sempre un corvo sulla spalla.
Ace si lancia sulle tracce del sacro... pipistrello? Sì: i
Wachati adorano l'unico animale che il detective-per-animali non può sopportare [e nemmeno
Smilla: un topo che vola è uno schiaffo morale per qualsiasi felino]. Per fortuna, l'unica cosa che
Ace detesta più dei pipistrelli sono i cinici rapitori di pipistrelli. Come quel farabutto che ha trafugato
Shikaka dalla Sacra Bat-Caverna, lasciando come unico indizio una penna di corvo. Tempo un'ora, e Quinn, il corvomunito boss del parco-safari, si ritrova pedinato da uno strano rinoceronte incinto di un pet detective. Tempo due ore, il lestofante, legato come un barboncino isterico e sottoposto da
Ace a un terzo grado, confessa: sì, voleva rapire il pipistrello per farne un'attrazione per turisti, ma qualcosa è andato storto.
Le frecce avvelenate, invece, vanno dritte. Dritte sulla cuticagna di
Ace. Hanno tutta l'aria di un sollecito inviato dai Wachutu per reclamare dai
Wachati lo stramaledetto pipistrello. PS: i simpaticoni fanno sapere che, visto il ritardo, in caso di mancata consegna di
Shikaka, oltre alla testa di tutti i
Wachati pretenderanno come soprattassa anche quella di
Ace [calmati,
Smilla, smettila di soffiare: i pet detectives se la cavano sempre].
Ma quei dardi tze-tze non sono made in Wachutu: sono fabbricati con un legno che si trova da tutt'altra parte della foresta, e spedite da qualcuno che vuole neutralizzare l'intrepido
Ace. E spera che
Wachati e Wachutu si facciano allegramente a pezzi. Un terzo che, fra i due litiganti, vuole godersi... cosa? Animale, minerale o vegetale? Tutti e tre: è prodotto da un animale, sembra un minerale, e i vegetali ne vanno pazzi. In una parola: guano. fonte dell'84 per cento del fabbisogno mondiale di fertilizzanti. Le caverne dei
Wachati sono zeppe di candido sterco di pipistrello [chiamiamolo popò-strello,
Smilla, e non se ne parli più], ad alto contenuto di azoto, il miglior concime del mondo. Chissà come mai, pochi giorni prima, il guano concimava anche le scarpe nere del console Cadby. Nere come la sua coscienza. Sì, dice,
Shikaka l'ho rubato io. Complimenti, mr. Ventura. Posso chiamarla mr. Alibi, visto che lei - o meglio, il suo cadavere - sarà la prova che noi bianchi abbiamo fatto di tutto per scongiurare il massacro dei poveri
Wachati ?
Al tempo! L'anticamera del consolato è invasa da una delegazione di animali selvaggi ansiosa di fare un discorsino al losco diplomatico. Tradotto dall'esperanto della giungla: prova soltanto a toccare il nostro amico
Ace, e in un secondo il console Cadby diventerà nient'altro che il ruttino di un leone. O il punching-ball di un gorilla. O lo stepper di un ippopotamo. O... [basta,
Smilla, abbiamo capito]. Molto meglio lasciare che l'eroe riporti il sacro pipistrello a
Wachati e Wachutu, giusto in tempo per trasformare una strage imminente in un party di matrimonio [beh, quasi].
Toglimi una curiositè,
Smilla: come è messa la tua cacca, ad azoto? Perché, a pensarci bene, potremmo metterci in affari...
Posted by robgrassilli at 28.11.95 16:19