Nella mia prima gioventù, per raccattare qualche soldo collaborai alla stesura di "I Cento Modi Per Farlo Impazzire Sotto Le Lenzuola". Di mio, conoscevo al massimo quattro modi per far impazzire un uomo a letto: i tre canonici, più quello - efficacissimo - di declamare "Il 5 maggio" di Manzoni con la voce da Topo Gigio mentre il partner cerca di prendere sonno. Trovare altri novantasei sistemi fu un'avventura terribilmente complicata. E inutile: l'editore si rifiutò di prendere in considerazione le mie trovate. Non le capiva. Gli proposi di sperimentare personalmente i metodi n. 35 (il materasso ad acqua bollente), il n. 66 (il rottweiler nascosto sotto il copriletto) e il 98 (un'improvvisa irruzione del defunto generale De Gaulle). Non servì a nulla.
Ma il lavoro non fu del tutto vano.
Mentre, stesa sul letto mi scervellavo per escogitare, uno dopo l'altro decine e decine marchingegni sado-afrodisiaci per arrivare al Cento, mi era ritrovata ad assaporare, come fosse la prima volta, la sequenza dei numeri, a scoprirli anche più appassionanti del sesso, soprattutto perché non ti attaccano brutte malattie. Risalivo faticosamente, gradino per gradino, dal modesto uno fino al rotondo, solenne, irraggiungibile numero a tre cifre. E' diventato la mia ossessione. Ecco il succo delle mie riflessioni, che presto saranno pubblicate con il titolo "Le Cento Cose Che Non Sapete Del Numero Cento e Cento Motivi Per Odiarlo".
Perché si conta in base dieci? Perché dieci sono le dita, naturale nonché unico sistema di conto per l'uomo primitivo (e per la donna moderna, ma solo se è Valeria Marini).
Stufi dei consueti passatempi da festino orgiastico (incesto, sacrifici umani, Trivial Pursuit), gli uomini dell'orda paleolitica, alla ricerca di un nuovo gioco di società, devono aver cominciato a contarsi reciprocamente le dita delle mani, scoprendo il sistema decimale, e quelle dei piedi, ripromettendosi di scoprire al più presto il pedicure. (I più svegli preferirono contare le tette delle donne primitive più carine, inventando il sistema binario fondato sul due, che oggi sta alla base dell'informatica). Molti contatori di dita si addormentarono prima di essere arrivati a quattordici. Altri, resi insonni dal carpaccio di mammut piantato sullo stomaco, proseguirono la conta approfittanto delle dita dei dormienti. Dieci decine di dita pelose, dieci paia di mani irsute. Cento.
Nato dalle dita dell'uomo, il Cento se n'è subito distaccato per darsi alla clandestinità. O meglio, all'irrealtà. Fateci caso, riuscireste a cogliere il centinaio a colpo d'occhio? Putacaso, se vi passa davanti un fottìo di canguri, sareste in grado di dire, all'impronta: "Toh, ecco cento canguri"? Nell'attesa di un ritorno di frotte di canguri in Eurasia, evento che vi permetterà di fare la prova e darmi una risposta precisa, vi confido la mia teoria: il numero cento non esiste. "Cento" è inconoscibile, se non sotto forma di cittadina in provincia di Ferrara - Cento, appunto - residenza di un amore giovanile di Gianni Morandi ("Andavo a Cento allora per trovar la bimba mia, ye ye ye ye"), e nota fin dal Trecento perché ci stava ben tre volte.
Nella storia, il centinaio è sempre stato un'entità astratta e nebulosa, senza una personalità definita. Nella numerazione dell'antica Roma, "centum" è una holding di misteriose decine (ciascuna delle quali indicata con X) e si firma come Zorro, con l'iniziale C.
Successivamente, decide di nascondersi dietro tre insospettabili prestanomi, uno e una coppia di zeri, ed è sempre invischiato in brutte faccende, tipo la Guerra dei Cento anni o i Cento giorni di Napoleone.
Oggi il Cento è diventato una loggia segreta composta di unità eversive, che domina la vita pubblica del nostro paese manovrandone gli umori e i pensieri. E' l'onnipotente Per Cento che governa i sondaggi e pretende di esprimere le nostre opinioni. Apriamo il giornale: il Sessanta Per Cento degli italiani vuole la pena di morte (che esagerazione: questi al massimo si meritano un paio d'anni di galera). Il Cinquantasette Per Cento legge solo un libro all'anno (ah, ecco: i botti di San Silvestro non sono petardi, ma il rumore di milioni di copertine chiuse di scatto).
Per il Trentadue Per Cento degli italiani, la famiglia è un valore: difatti venderebbero la mamma per la prima rata della Saab Biturbo. Mi gira il Cento Per Cento delle palle. E' grazie a questo cacchio di numero a tre cifre che noi impariamo a diffidare dei nostri simili e un tipo come Gianni Pilo si sottrae all'unico mestiere adatto a lui: il supporto umano per parrucchini. "Ma dovete fidarvi - dicono i sondaggisti -, "cento" è un campione". Campione: andiamoci piano. Dove e quando si è tenuto il campionato? E poi, campione di che? Di trotto, di scacchi, di decathlon? "Di italiani", rispondono i sondaggisti. Ci siamo: "cento" è un campione rappresentativo della popolazione.
Adesso è tutto chiaro. A guardarlo bene, il 100 è davvero la perfetta rappresentazione del nostro Paese. C'è sempre uno, e un paio di zeri che lo seguono.
Signora Lia, lei è un genio!
Posted by: Bongo at 11.02.04 15:39