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07.11.97

Paginatre 07/11/1997

Guarderanno Magalli in cambio di una pastasciutta

Crisi di audience a Fantastico:
precettati i profughi curdi

ROMA - E' il destino di tutti gli immigrati: accettare i mestieri che gli
indigeni rifiutano. Anche quello di spettatore dei varietà Rai. E' la
cinica proposta che il ministero delle Poste ha fatto alle migliaia di
irakeni di etnia curda che si stanno riversando sulle coste italiane: in
cambio di vitto e alloggio, guardare i ributtanti spettacoli
dell'emittente di Stato, spernacchiati dagli italiani, e cercare di far
lievitare lo share e l'interesse degli sponsor. Dal prossimo sabato sera,
i campi profughi e gli ostelli verranno attrezzati di televisori
monocanale e di rilevatori Auditel; le porte dell'edificio verranno
elettrificate, in modo che nessun curdo possa piantare in asso Magalli con
la scusa della toilette o di una sigaretta. L'indomani sarà la volta della
Domenica in di Frizzi, lunedì dell'Inviato speciale di Chiambretti,
giovedì dei Facciatosta di Teocoli. L'offerta del governo ha seminato il
panico nelle famiglie curde, molte delle quali hanno deciso di fare
ritorno in patria. «Nel mio paese ne vedo di orrori - confida terrorizzato
Muhamad -, ma per vederli non devo pagare un canone di 170mila lire
all'anno». Altri curdi continueranno il viaggio verso la Francia e la
Germania, ma lasceranno qui i parenti resi ciechi o sordi dall'età. «Così
soffriranno di meno - è la speranza dei familiari -. Poi, quando potremo
permettercelo, torneremo a prenderli. A meno che non li abbiano già usati
come pubblico di Elisir».



Anche buddisti in Cosa Nostra?

Palermo: dopo il frate,
arrestato anche il bonzo della mafia

PALERMO - Cade il mito dello stretto legame fra mafia e Chiesa cattolica:
le cosche del Duemila stanno esplorando la suggestiva frontiera della
spiritualità orientale. E' quanto hanno scoperto gli inquirenti dopo
l'arresto di Rosario Friccichiddi, detto «Figghienirvana», il guru che
avrebbe iniziato al buddhismo boss del calibro di Totò Riina e Piddu
Madonia. La tradizionale impassibilità dei mafiosi di fronte a stragi e
massacri di innocenti sarebbe il frutto delle lunghe sedute di meditazione
nel ritiro presso il ristorante Budda Matri Santissima, presso Corleone.
Qui, ha rivelato il maestro Figghienirvana, Nitto Santapaola ha scoperto
le sue sette precedenti reincarnazioni e i sette ergastoli ricevuti in
ognuna di esse; qui Giulio Andreotti ha imparato il suo caratteristico
mantra «E' un complotto dei pentiti», qui Leoluca Bagarella ha appreso la
formula per sciogliere le articolazioni: HCl, acido cloridrico. Il guru,
seguace del metodo Luparayana, è molto orgoglioso dei risultati dei suoi
allievi, e ad alcuni di loro riconosce qualità da veri maestri: «Totò
Riina - ricorda - è riuscito a far levitare per molti metri Falcone e
Borsellino, e a separare le anime degli agenti di scorta dai loro corpi. E
dire che lui si trovava a molti chilometri di distanza!». Ma le indagini
in corso potrebbero aprire altri spiragli sorprendenti sulle tendenze
spirituali delle cosche. Dopo il frate confessore di Aglieri e il bonzo
dei Corleonesi, infatti, sono attivamente ricercati anche l'Imam dei
Catanesi, il pope di Misterbianco e il rabbino della cosca di Corso dei
Mille.



Tiggì faziosi: alzata di scudi a Saxa Rubra

I giornalisti Rai si giustificano:
«Possiamo leccare solo un culo per volta»

ROMA - No, la censura arrivata dalla Commissione di vigilanza proprio non
la mandano giù. In un accorato documento, i mezzibusti dei telegiornali
Rai chiedono condizioni più umane: «La nostra professionalità è sempre
consistita nel leccare il culo ai governi di turno - si legge -, ma con
l'Ulivo siamo costretti al superlavoro. Ora dobbiamo aggiungerci lappatine
diversificate per i partiti minori e per quelli che stanno nella
maggioranza ma non nel governo. Tutto questo con una sola lingua.
Pretendiamo - continua la nota di Saxa Rubra - che le leccate ai Verdi e
Rifondazione ci siano almeno pagate come straordinario». Durissimi i
provvedimenti disciplinari inflitti a Maurizio Mannoni, il giornalista del
Tg3 reo di aver definito «assurda» la recente crisi di governo: sarà
condannato per un anno a fare l'addetto stampa di Armando Cossutta, e
obbligato ad accompagnare sempre il nome del leader rifondatore con
l'appellativo «Luminosa e Beneamata Stella Polare Antagonista». Intanto
sono in corso contatti fra la Commissione di vigilanza e l'Institute of
Biomolecular Engineering per la costruzione in laboratorio di speciali
giornalisti dotati di almeno tre-quattro lingue lunghe e carezzevoli, per
garantire un vero pluralismo dell'informazione.



Pulizia etnica: nuovo blitz delle forze dell'ordine contro i lumbard

Candeggiate a tradimento
centinaia di camicie verdi

SONDRIO - Lavatrici in funzione in piena notte, sul programma a 90°.
Pungente odore di varachina. E poi, l'acqua dello scarico di quel colore
verde brillante. La Squadra Ace dei Carabinieri di Sondrio ha fatto le
cose per bene, e ora il verde delle bluse delle guardie padane
valtellinesi è ridotto a un grigetto slavato, indegno di sfilare perfino
alla Sagra della Polenta Taragna. Dopo le recenti perquisizioni in casa
dei leghisti varesini, bottino un pacco di volantini sgrammaticati e ben
due bottiglie di profumo «Colonia lumbarda per l'om», questo è il colpo
più serio sferrato all'arsenale degli indipendentisti. Sdegnata la
reazione del senatùr: «E' un complotto di Scalfaro - ha denunciato - vuole
farci mettere quelle camicie color bianco sporco per far credere che non
ci laviamo, come i terroni. E poi col lavaggio in acqua bollente si sono
ristrette di tre misure e si strappano da tutte le parti». Ma i magistrati
non raccolgono: «Abbiamo agito nel pieno rispetto della legge - ribatte il
pm - una camicia di per sé non è un oggetto di reato, è il colore verde
che la rende un sofisticato strumento di propaganda antitaliana. Così
abbiamo deciso di sequestrare solo il colore».



Come Buscetta: pur di cavarsela l'ex leader di Lc rinnega il suo passato

Adriano Sofri: «Mi pento
di non aver ucciso Calabresi»

PISA - Lo sciopero della fame? Inutile. L'unica via d'uscita era diventare
un pentito. E Adriano Sofri, a sorpresa, lo ha fatto. In un'accorata
dichiarazione ai magistrati, ha sconfessato il gesto per cui dovrà
scontare 19 anni di carcere: non entrarci per nulla nell'assassinio del
commissario Calabresi. «Negli anni '70 predicavo l'eversione - ha ammesso
- ma non ero abbastanza sanguinario per massacrare un uomo. Cominciavo già
ad entrare in quella spirale di non-violenza che mi ha travolto negli anni
successivi». Sofri si è anche pentito di decine di non-omicidi commessi
negli ultimi vent'anni, fra i quali quelli di Flaminio Piccoli, Cesare
Romiti e Gina Lollobrigida. «Li ho lasciati in vita senza pensarci due
volte. E mi perseguita il rimorso per i tanti pedoni che non ho mai
investito, anche perché non ho la patente». Ora Sofri spera che i giudici
e le più alte cariche dello Stato valutino il suo caso con maggiore
clemenza e gli concedano i privilegi riservati a Buscetta e ad altri
collaboratori di giustizia. Dopo la scarcerazione, per l'ex leader di Lc
comincerà una nuova vita di espiazione: ha annunciato che si iscriverà
subito a un corso di tiro a segno.

Posted by Lia Celi at 07.11.97 00:55
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