per “Noi Donne”

1950: esce il Tesoro del ragazzo italiano, flottiglia di otto volumi in pura ghisa utilissimi per costruire barricate anti-fratellino. Obiettivo: trasformare il fanciullo italico in un gentilometton pura ghisa utilissimi per costruire barricate anti-fratellino. Obiettivo: trasformare il fanciullo italico in un gentilometto edi boxe, citare brani di Tolstoj, produrre artigianalmente acido solforico e scrivere a un’Eminenza. Risultato reale, vent’anni dopo: Pierferdinando Casini.
1970: arrivano i Quindici, piastrellone rilegate in grigio, dagli spigoli altamente contundenti. Obiettivo: rendere socialmente utile la depressione dei figli unici in quel cupo decennio. Di culto l’ultimo volume (malattie infantili e incidenti domestici), destinato ai genitori ma spulciato in segreto dai ragazzini in mancanza dei «Piccoli brividi» oggi tanto di moda. Risultato reale, vent’anni dopo: la gioventù cannibale anni ‘90.
1998: con il Grande Libro per Ragazzi, possiamo contare su un’enciclopedia ampia, divertente, e soprattutto innocua dal punto di vista balistico. Obiettivo: forgiare una nuova generazione di adorabili secchioni in grado di scocciare l’ottanta per cento dei loro compagni e irritare il cento per cento dei loro insegnanti. Insomma, qualcosa a metà fra le Giovani Marmotte e Quentin Tarantino. Risultato reale, fra vent’anni: l’adulto che avremmo voluto essere noi, oggi.

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