09.04.00

Paginatre 09/04/2000

Videogames: impazza al Futurshow il golpe virtuale di Pappalardo

Ma quale colpo di Stato,
era solo «Caramba Raider»

BOLOGNA. Alla fine, nella rutilante cornice del Futurshow, la verità è venuta felicemente a galla. Le file di ragazzini entusiasti che affollano lo stand della Benemerita non lasciano dubbi: quello che sembrava il delirante progetto di un colpo di Stato era solo il piano di «Caramba Raider», il nuovo, avvincente gioco virtuale ambientato fra caserme e palazzi del potere, presto disponibile in tutte le 4.665 Playstazioni dei carabinieri dislocate sul territorio. Il lancio del game, ideato dal colonnello Antonio Pappalardo per promozionare l'Arma fra le giovani
generazioni, era previsto per la tecno-kermesse bolognese, ma qualcuno ha voluto bruciare la sorpresa facendo circolare in anticipo il documento con i contenuti del gioco, creando equivoci e apprensioni. «Figuriamoci se nel Duemila possiamo perdere tempo con i colpi di Stato - sogghigna il presidente del Cocer, finalmente libero dal riserbo mantenuto finora per ragioni di marketing -. Roba che andava bene negli anni Sessanta. Ma non è difficile capire chi ci ha giocato questo scherzetto. Sempre la polizia, naturalmente. Sono gelosi marci del nostro successo. Ora noi siamo la quarta forza armata, dopo Esercito, Marina e contrabbandieri». E non basta.
Pare che anche la Polizia stia per presentare un videogioco per i bambini delle elementari, protagonisti due scoiattoli in divisa di nome Cip&Cop impegnati a inseguire i trafficanti albanesi con un triciclo. Ma sarà difficile molto competere con «Caramba Raider»: già al suo debutto qui al Futurshow sta conquistando legioni di appassionati, soggiogati dal carisma del suo eroe, Santo Lopuzzo, un muscoloso capitano in shorts, canottiera e cappello col pennacchio che promette di rivaleggiare in sex appeal con Lara Croft. Lopuzzo combatte in nome del Popolo contro i corrotti OnorEvil, una gang di 615 malvagi affamatori nati da una catastrofe cosmica chiamata Suffragio Universale. Molte le prove che l'audace carabiniere deve affrontare: dalle più semplici (abbattere le istituzioni democratiche, sobillare i colleghi, depistare indagini) alle più ardue (sillabare correttamente la parola «maresciallo», contare fino a dieci, capire una barzelletta). «E' fantastico - afferma rapito un ragazzo, impegnato in un
giro di prova ai computer del Futurshow -, ma adesso lasciatemi stare, devo
far saltare in aria un treno».


Jails wide shut: esultano i feticisti delle manette

Aperte le
Case di Tolleranza Zero

ROMA. Corpi immobilizzati dalle cinture di sicurezza, volti occultati da caschi integrali, documenti d'identità esposti senza pudore e, quando scoccano le tre di notte, tutti in camera da letto: il sogno dei patiti del controllo sociale diventa realtà. Grazie a un piccolo emendamento alla Legge Merlin, nascono le Case di Tolleranza Zero, isole suggestive e riservatissime dove provare tutta l'emozione di uno stato di polizia. Il primo cliente, soddisfattissimo, è stato il ministro dell'Interno Enzo Bianco: «Sono riuscito finalmente a realizzare finalmente tutte le fantasie che non posso vivere nel mio ministero. Sono mesi che cerco dei partne disposti a indossare caschi e cinture belle strette anche quando scendono a piedi le scale di casa, o immagino di poter spedire fuori a calci uno straniero senza documenti. Ma la gente normale mi ride dietro o mi dà del pervertito. Grazie alle Case di Tolleranza Zero, per qualche ora alla settimana posso sentirmi un vero uomo forte». Finora gli italiani amanti dell'ordine e della sicurezza dovevano sobbarcarsi costosi viaggi nel Nordeuropa, in paesi dai costumi più disinvolti dove gli automobilisti non si vergognano di allacciarsi sempre le cinture e perfino chi va in bicicletta si protegge il cranio. Adesso, per soddisfare i loro desideri più segreti potranno recarsi nella più vicina Casa di Tolleranza Zero. Un insospettabile ventenne napoletano, interpellato all'uscita, ci confida: «Se gli amici sapessero che mi piace andare in motorino col casco, mi chiamerebbero ricchione. Qui invece ci sono delle bellissime vigilesse che mi dicono bravo».

Posted by Lia Celi at 19:37 | Commenti (0)

07.04.00

Paginatre 07/04/2000

Per chi vive una malavita dinamica e sempre attiva
Nuovo Ergastolines Ali

e sei libero anche in quei giorni


ROMA. Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca ce l'hanno, e non lo cambierebbero più. Ergastolines Ali, l'ultima novità nel campo delle condanne a vita, è l'amico più intimo della criminalità organizzata e sicura di sé, intraprendente e che non si ferma mai. L'ergastolo di vecchia concezione, scomodo e ruvido, toglieva al malvivente la scioltezza dei movimenti e lo faceva sentire bloccato, impacciato. Ergastolines Ali, invisibile grazie alle sue dimensioni ridotte (pochi anni), ti consente di correre in moto o in macchina, seminare le forze dell'ordine, uscire con gli amici degli amici, anche nei giorni in cui dovresti stare chiuso in cella. Il suo segreto sta nei due strati di cui è composto: uno emette la condanna di primo grado, il secondo ci impiega un secolo a pubblicare le motivazioni della sentenza e a renderla definitiva, facendo scadere i termini della detenzione e obbligando i giudici a rimettere l'ergastolano in libertà. «Ne ho provati tanti, di ergastoli - racconta un pluriomicida calabrese -, ma solo Ergastolines mi soddisfa. Amo quella sensazione di libertà, di leggerezza, come se avessi la fedina penale sempre fresca e pulita. E mi sento sempre a posto, anche negli incontri più ravvicinati con polizia o carabinieri». Ma sentiamo un esuberante camorrista, impegnato in
un regolamento di conti con un clan rivale: «Direste mai che ho addosso un ergastolo? Con Ergastolines, è come non averlo!»

Posted by Lia Celi at 19:17 | Commenti (0)

04.04.00

Paginatre 04/04/2000

«Giorno della memoria»: il Parlamento lo vuole pluralista

«Va bene, commemoriamo la Shoah
ma anche l'estinzione dei dinosauri»

ROMA. Gli ebrei, gli infoibati, gli etruschi, i dinosauri, le vittime della spagnola, i Guelfi neri, i Sioux e le fochine del Polo Nord, massacrate dai cacciatori di pellicce: nel Giorno della Memoria ci dev'essere posto per tutti. E' l'opinione dei parlamentari italiani che hanno bloccato l'iter della legge per l'istituzione di un giorno per ricordare il genocidio degli israeliti d'Europa perpetrato dai nazisti. I primi a dire «no» sono stati gli esponenti del Polo. «La storiografia più aggiornata - rileva il portavoce di An - ha appurato che il cosiddetto "Olocausto" è solo un equivoco. Secondo David Irving, la colpa si deve alla dattilografa di
Hitler, che per errore trascrisse in un rapporto la frase "eliminare sei
milioni di ebrei", mentre la vera intenzione del Fuehrer era "eliminare sei
maglioni di ebrei". Probabilmente il capo del Reich si riferiva a pullover particolarmente brutti e antigienici, ma gli israeliti, notoriamente tirchi, se la sono legata al dito. Quel refuso ha fornito alla sinistra internazionale l'alibi per gettare fango sul più nobile anticomunista del secolo». Il centro-destra sarebbe disposto a tollerare un Giorno della Memoria» dedicato ai maglioni ebraici, a patto che vengano ricordate anche le migliaia di camicie nere sforacchiate dalla sanguinaria repressione partigiana. Ma le perplessità sulla ricorrenza vengono, a sorpresa, anche dalla sinistra. La stessa relatrice della proposta, la diessina Annamaria Bucciarelli, ha sollevato qualche dubbio: «In effetti Hitler non è stato
molto carino a incaponirsi a tormentare proprio gli ebrei, ma noi non possiamo essere cattivi e politicamente scorretti come lui. Commemorare solo gli ebrei sarebbe in fondo confinarli per l'ennesima volta in un ghetto, e loro stessi poi finirebbero per lamentarsi. Forse è meglio creare un giorno per ricordare che morire è sempre una bruttissima cosa, soprattutto se capita a tanta gente tutta insieme». Ma nelle ultime ore alcuni politici del Nord Est, su suggerimento del leader nazionalista austriaco Haider, hanno avanzato una nuova proposta: «Sì al giorno commemorativo per l'Olocausto, ma bando alla tristezza: facciamone una lieta ricorrenza intitolata Festa dello Sterminio».

Posted by Lia Celi at 19:31 | Commenti (0)

01.04.00

Paginatre 01/04/2000

Fuga di gag: come sulla corazzata Potiomkin!


Ammutinamento sulla Berlusconave:
«Vogliamo barzellette decenti»


ADRIATICO. All'ennesima storiella disgustosa e ammuffita propinata dal Cavaliere all'ora di cena non ce l'hanno fatta più. «Questa barzelletta ha
i vermi - ha proclamato il timoniere -, pretendiamo un intrattenimento
degno di esseri umani». Scene degne di un film quelle viste questa mattina
a bordo dell'Excellent, lo spot galleggiante inventato da Silvio Berlusconi. Inutile la furia del leader del Polo che ha accusato i marinai di essere una masnada di bolscevichi al soldo della sinistra. L'equipaggio, esasperato da una settimana a base di sparate maccartiste e di battute su malati di Aids, ginecologi e negri baluba, ha seguito l'esempio degli uomini del Bounty, del Caine e della corazzata di Ejzenstein, e ha preso il comando della nave. Dopo aver rinchiuso nella stiva Berlusconi e la sua insopportabile madre e aver obbligato lo stato maggiore di Forza Italia a lavare il ponte con straccio e scopa se volevano salva la vita, gli ammutinati, con un S.O.S hanno richiesto l'intervento a bordo di un comico decente, possibilmente di sinistra. «La barzelletta sul sieropositivo era solo un pallido esempio di ciò che ci toccava sorbire tutti i giorni - si
sfoga un macchinista ribelle -. Quando Berlusconi diceva "La sapete quella..." anche i topi si gettavano fuori bordo». Ma gli scherani del Cavaliere non tarderanno a reagire per salvare il loro leader: dalle coste abruzzesi è partita alla volta dell'Excellent una flottiglia da guerra guidata da Pippo Franco.

Posted by Lia Celi at 19:27 | Commenti (0)