Per chi vive una malavita dinamica e sempre attiva
Nuovo Ergastolines Ali
e sei libero anche in quei giorni
ROMA. Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca ce l'hanno, e non lo cambierebbero più. Ergastolines Ali, l'ultima novità nel campo delle condanne a vita, è l'amico più intimo della criminalità organizzata e sicura di sé, intraprendente e che non si ferma mai. L'ergastolo di vecchia concezione, scomodo e ruvido, toglieva al malvivente la scioltezza dei movimenti e lo faceva sentire bloccato, impacciato. Ergastolines Ali, invisibile grazie alle sue dimensioni ridotte (pochi anni), ti consente di correre in moto o in macchina, seminare le forze dell'ordine, uscire con gli amici degli amici, anche nei giorni in cui dovresti stare chiuso in cella. Il suo segreto sta nei due strati di cui è composto: uno emette la condanna di primo grado, il secondo ci impiega un secolo a pubblicare le motivazioni della sentenza e a renderla definitiva, facendo scadere i termini della detenzione e obbligando i giudici a rimettere l'ergastolano in libertà. «Ne ho provati tanti, di ergastoli - racconta un pluriomicida calabrese -, ma solo Ergastolines mi soddisfa. Amo quella sensazione di libertà, di leggerezza, come se avessi la fedina penale sempre fresca e pulita. E mi sento sempre a posto, anche negli incontri più ravvicinati con polizia o carabinieri». Ma sentiamo un esuberante camorrista, impegnato in
un regolamento di conti con un clan rivale: «Direste mai che ho addosso un ergastolo? Con Ergastolines, è come non averlo!»