05.10.02

Giornate della moda

L'influenza arriverà solo a dicembre. Ma per i milanesi già a settembre c'è un ottimo motivo per mettersi a letto e chiudersi in casa per una settimana: le Giornate della Moda. Ecco i tipi umani (si fa per dire) più caratteristici.

Divetta tivù
Periodo morto per veline e letterine: tutti i calciatori sono già impegnati nel campionato, e gli show televisivi iniziano solo fra un mese. E così le starlet catodiche affollano gli atelier milanesi, sognando che uno stilista rifaccia loro il look, com'è successo a Simona Ventura e Paola Barale. Dolce e Gabbana hanno brevettato la ricetta per trasformare una formosa valletta di provincia in un'icona mediatica: basta farla dimagrire di trenta chili, affidarla a un coiffeur psicopatico e infilarle una vecchia sottoveste di Barbie (il difficile, poi, è spiegare alla divetta cosa vuol dire «icona mediatica»). Ma per le balde ragazzone quest'anno non sarà facile trovare posto in prima fila: Vittorio Sgarbi ha già prenotato decine di poltrone per le sue fidanzate. Così per qualche giorno si distraggono, non gli rompono le scatole e il vice-ministro dei Beni Culturali può andarsene in giro con il suo Alain Elkann a infastidire bassorilievi.

Driver
Aggiornamento «glamour» dell'antico e venerando custode delle greggi, il driver ha il compito di sorvegliare le indossatrici e di guidarle in piccole mandrie nelle transumanze quotidiane fra hotel e passerelle, lungo gli infidi tratturi del quartiere Brera. Pastore metropolitano senza cioce né vincastro, ha sostituito la tradizionale zampogna con il cellulare, dal quale, nei momenti di relax, seduto su un fittone di corso Garibaldi, trae bucoliche melodie. Le modelle, per lui, non hanno segreti: le chiama tutte per nome, sa capire al primo sguardo se stanno bene, le difende dalle avances dei maschi intemperanti. Insomma, il buon driver ama le sue pecorelle. «Sono meglio di molti esseri umani» ama ripetere, giocherellando con il fischietto ad ultrasuoni con cui, al momento del pascolo, dirotta le sue protette verso pascoli ipocalorici di insalatine scondite, lontano dalle pastasciutte e dalle pizze sulle quali le imprudenti bestiole vorrebbero avventarsi.

Gruppi anti-sommossa
Dopo il G8, l'allarme è ancora altissimo, e il Viminale è stato chiaro: dovunque ci sia gente che sfila pacificamente, la polizia deve intervenire in assetto di guerra. Le sfilate milanesi non fanno eccezione, anche se ai militi dal grilletto facile è stato raccomandato di non sparare ad altezza Duomo. A impensierire le forze dell'ordine, un'informativa dei servizi segreti secondo cui a Milano si prevede un grande ritorno dei «tailleurs», nome che indicherebbe una versione più sanguinaria dei «casseurs» parigini. E pare che i famigerati black bloc godano di insospettabili coperture nelle case di moda: in Questura è pervenuto un filmato in cui un gruppo di indossatrici, al termine di un défilé, festeggia un figuro equivoco in jeans e maglietta nera. «E' certo che questo pericoloso agitatore si troverà a Milano - afferma un poliziotto -. Mia moglie, quando ha visto la foto segnaletica, si è messa a ridere: macché black bloc, coglione, quello è Giorgio Armani. L'ho riempita di botte finché non ha sputato anche i nomi dei complici». I sociologi prevedono che l'inedito incontro fra haute couture e manganello farà tramontare lo stereotipo della «fashion victim» in favore di quello, molto più trendy, della «fascio victim».

Inviata Rai
Irrompe nella rarefatta atmosfera dell'alta moda come una corroborante brezza romanesca al profumo di pajata. Quando non sta snocciolando in video un pistolotto estatico (sempre lo stesso da vent'anni, con lievi aggiornamenti a seconda che la collezione sia autunno-inverno o primavera-estate), sta cazziando il suo operatore o infamando qualcuno via cellulare qualcuno a Saxa Rubra, con colorite ingiurie in puro stile Alvaro Vitali. Ma gli addetti ai lavori la sopportano volentieri: in fondo è solo grazie ai servizi del tiggì che l'italiano medio ha imparato che il prêt-à-porter non dice messa, che Miu Miu non è una marca di cibo per gatti e che i volants non stanno sulle automobili. E poi con lei si va sul sicuro. Tratta gli stilisti come i matti e i bambini, gli dice sempre «bravo» qualsiasi cosa facciano.

Star in trasferta
Il divo hollywoodiano in platea dà lustro alla sfilata e manda in brodo di giuggiole i media. Le celebrità di quest'anno sono ancora top secret, ma si sa come vanno le cose: se la guest star è femmina, è Madonna, se maschio è ubriaco, se entrambi è Elton John. Il programmino è decisamente invitante: pisolino in poltrona da Donatella Versace, ostriche a scrocco da Dolce e Gabbana, e poi di corsa in Montenapo per uno shopping pantagruelico, peggio dei russi sulla riviera romagnola. Al ritorno negli Usa li attende una dolorosa sorpresa: causa il solito disguido a Malpensa, i loro valigioni miliardari sono atterrati a Giakarta. In cambio si vedranno riconsegnare le famose urne cinerarie smarrite da mesi nello «hub» milanese.

Posted by Lia Celi at 03:24 | Commenti (2)