Il cibo è moda e cultura, ma basta provare a indossare una pasta e fagioli o a leggere una scaloppina per intuire che forse il cibo è anche una cosa che si mangia. Meglio se fuori casa e con gli amici. Se proprio vogliamo dimostrare anche a tavola il nostro disprezzo per l'ovvio, meglio aggiornarsi sulle ultime tendenze nel campo della ristorazione. Ecco cosa bolle in pentola.
Cook-Look
Per il vero gourmet gustare le pietanze è un prosaico corollario al più raffinato piacere di ammirare i gesti sapienti dello chef. Di qui il successo di Cook-Look, il ristorante-spettacolo: gli avventori vengono accolti in cucina, dove possono contemplare le gesta del cuoco, lanciargli fiori e incitarlo con cori e striscioni, sbocconcellando un tramezzino portato da casa. Al leggendario «El Bulli» di Ferran Adrià, con un minimo sovrapprezzo si possono perfino sbucciare le cipolle e pulire le casseruole, o farsi cazziare da Adrià in persona perché è impazzita la besciamella. In Italia il guru del Cook-Look è il grande Gianfranco Vissani: la cucina del suo locale è sempre affollata di Vip, mentre lui e i camerieri, seduti al tavolo, aspettano che la cena sia pronta.
Feedness
Chi non sa rinunciare alla fitness nemmeno in pausa pranzo ha trovato la soluzione ideale. No, non è il manicomio: è la Feedness, il pasto-ginnastica che impazza nella City londinese e si prepara a conquistare i businessmen italiani. La ricetta per tonificare i bicipiti anche a tavola è semplice: cibi leggeri, posate da un quintale. Il panino va acchiappato con i piedi, dondolandosi da una sbarra, e per conquistare un'insalata bisogna inseguirla a rotta di collo su un tapis roulant al ritmo di «YMCA» dei Village People. Al momento della frutta, il cameriere inchioda una mela sul pavimento e il cliente, in posizione prona, deve sbocconcellarla ritmicamente eseguendo trenta flessioni. Poi, di corsa in ufficio, previa sosta in pasticceria per rinfrancarsi con una carriolata di bigné.
Cucina microbiotica
Nata per caso in una trattoria di Rotterdam - il cuoco non si era accorto che il frigorifero era guasto - questa cucina piacerà anche agli ecologisti di casa nostra per il suo tono decisamente «verde» (verde-muffa sul pane, verde-zombie nella bistecca, verde-lavanda gastrica sulle facce dei commensali). Ma quel che fa la differenza fra un comune ristorante macro- e un microbiotico, oltre allo stuzzicante profumo da negozio di esche vive, è l'atmosfera calda e conviviale, specie quando irrompono i Nuclei Antisofisticazione. E' possibile ascoltare anche musica live, ma solo quando i bacherozzi sono in vena.
Schoolfood
Mentre sushi, kebab e cuscus ormai spopolano nelle mense scolastiche, scende sul piede di guerra una generazione di trentenni nostalgici disposti a tutto per ritrovare la pastasciutta collosa e le carote bollite dei tempi delle elementari. E così, la «next big thing» in fatto di cucina esotica è proprio la dieta dello scolaro. A Milano è imminente l'inaugurazione di «Pensa ai bambini africani», un ristorante arredato con tavolini di formica e seggioline mignon, specialità pollo lesso e formaggino. Il personale è addestrato a mollare scappellotti ai clienti che non finiscono la verdura o fanno gli aeroplanini con le carte di credito.
Brunchinner
Evoluzione europea del «brunch», la colazione-pranzo da farsi in tarda mattinata, il trendyssimo brunchinner ingloba anche la cena. Il risultato è un menù a tutto campo: brioches farcite di cacciucco, trenette al pesto e marmellata, cappuccino corretto maionese, cassoeula ai corn-flakes. Insomma, il brunchinner è un «pasto totale» che toglie l'appetito per tutta la giornata, e a volte anche di più. L'unico problema è l'orario: ci si mette a tavola alle tre del pomeriggio, ci si rialza alle quattro di notte e non si sa più che cavolo fare, se non cercare un'Alka Seltzer.
Lia, chi sei? sei sei bella come scrivi, non partecipare mai a miss universo, o rovinerai la suspence a tutti.
Ti leggo su urban, con l'articolo di giugno sulle fiere paesane in italia mi hai fatto morire, e sì che sono cresciuto con "Il male", "Cuore", Disegni e Caviglia, e adesso sto in overdose di Vernacoliere.
Ti vedo? Non ti vedo? Sto cercando una tua foto in rete, ma ancora non trovola, dopo aver impostato questo messaggio lo farò.
Un bacio
Fabrizio di Roma
Caro Fabrizio, mi spiace rivelarti che, fra i motivi che possono spingere una ragazza a diventare scrittrice comica, uno dei più validi è proprio la coscienza di non poter aspirare non dico al titolo di Miss Universo, ma nemmeno a quello di Miss Tinello. Lascia perdere mia la foto, ti risparmierai la cocente delusione che ho provato io tanti anni fa quando, da giovane fan della sua scrittura, ho visto per la prima volta la foto di Michele Serra.
Posted by: Lia at 11.02.04 13:17hmm...:?
Posted by: watch me at 03.09.05 03:01