Lia ha scritto, e pare stia ancora scrivendo, una rubrica settimanale per Clarence intitolata Paginatre. Dal 1997, prima per puro sostegno da pioniera del web, poi come regolare collaboratore, ha sfornato commenti, titoli, specialini e pezzuoli nel solco delle prose che uscivano regolarmente sulla terza pagina di Cuore.
Nel 2001 Einaudi propose a Clarence e a Lia di uscire con una raccolta degli articoli pubblicati fino ad allora sul portale. Il volume s'inititolò: "Salvare le modifiche prima di chiudere? «Paginatre», dal secolo scorso la satira in rete" (collana Stile Libero). Einaudi lo pubblicò e se ne dimenticò immediatamente.
Il volumetto, nei marosi del mercato librario italiano, senza nessun sostegno, intervista, pubblicità, passaggio promozionale di sorta, fece una silenziosa traversata e sparì tra i ghiacci del Grande Magazzino di Verona.
La Celi, già passata per esperienze analoghe, non se ne crucciò più di tanto. Paginatre le aveva già elargito sufficienti soddisfazioni, come, ad esempio, i complimenti di Victor Hugo in persona, raccolti in un intervista che il grande romanziere francese rilasciò alla redazione di Clarence proprio in occasione dell'uscita Einaudiana. Eccovelo qui riporposto.
E' stato un po' difficile rintracciare il numero di telefono, ma ne è valsa la pena pena. Victor Hugo, autore de "I miserabili", la più grande opera satirica mai scritta, ricorda i tempi di Tangentopoli, le battutacce di "Cuore" e i pezzi al vetriolo di Lia Celi, ai quali spesso si è ispirato per comporre le sue opere.
Monsieur Hugo, grazie per aver accettato questa intervista
postuma. Vorremmo chiederLe, per cominciare, come ha conosciuto il
lavoro di Lia Celi.
Fu uno di quei casi della misteriosa premeditazione che dall'alto si immischia nelle cose umane. Un amico mi recapito' a Parigi alcune copie del giornale Cuore. Volevo conoscere le vicende italiane del novantatre... millenovecentonovantre. Una classe politica era in piena combustione, ovunque erano imboscate, arresti,
confessioni, suicidii, pentimenti, tranelli: pane per i miei denti. E la' dove la pantera e' in trappola, la donnola sfugge: il pentapartito era asseragliato nel suo castello costuito con la menzogna e il ladrocinio, le pietre del castello si drizzavano contro e si richiudevano su di esso, la...
Ci scusi Maestro... Tangentopoli la ricordiamo tutti. Volevamo
sapere di Lia Celi...
Certo. Aprii le pagine verdi di Cuore e restai colpito da un titolo pieno di ironia e amara saggezza. Sotto, si svolgeva un brano di Lia Celi in cui la scrittrice sferzava implacabile certe vigliaccherie di oggi. Nonostante la forza della scrittura, mi colpi' il senso di pieta' che filtrava da quelle parole. Il satirico a volte
e' selvaggio: meta' uomo meta' fiera. Ma Lia, davanti alla stupidita', appariva tentata di assolvere l'uomo ed imputare il creato. Decisi di saperne di piu' e cominciai a leggere regolarmente Cuore. Il giornale poi falli': Alceo chino' la testa, ma Erdofonte volo' sul mare nuovo.
Che...sarebbe a dire...?
Quando Madame Celi comincio' a scrivere sulle pagine elettriche di Clarence venni informato da un certo Canternac, un webmaster di ventura che incontravo a volte a casa di Chateaubriand. Mi feci installare una connessione e ricomenciai a leggerla con vivo piacere nella rubrica Paginatre. Erneinde aveva di nuovo la sua Buccina. La valle risuonava ancora delle sue battute.
Ci pare di capire che per Lei Lia Celi e' qualcosa di piu' di una scrittrice di satira. Lei la dipinge quasi come un'oracolo, una voce nel deserto che usa l'umorismo per affermare realta' supreme...
E' per affermare queste realta' supreme che esiste la satira.
Abbattere la Bastiglia con una risata vuol dire liberare l'umanita'; l'autore di satira e' il punto di partenza della risata, e l'autorita' la barriera contro cui si scaglia. L'autorita', pero' e' insita nell'autore, donde l'assurdita' dell'autorita'; donde la legittimita' dello sberleffo rivoluzionario. La rivoluzione e' l'avvento del popolo, e in fin dei conti il popolo e' l'uomo. E se il popolo e' l'uomo, la satira e' la donna: Lia Celi, appunto. Uhhhh.
Maestro Hugo, non si scaldi cosi'... si rimetta a sedere, la preghiamo. Eccole la tisana di cerfoglio... Nonostante la sua eta' e' capace ancora di una passione che ci commuove. La potenza del suo pensiero e' chiara e forte come l'acciaio...
Non fate i bischeri, non so neanch'io cosa stavo dicendo.
Generalmente affermo un po' di verita' assolute perche' cosi' non ci si sbaglia mai, e poi so che a voi tardo-Comunardi fa sempre piacere. Pero' non scherzo quando dico che Lia Celi mi diverte e mi appassiona veramente. Ella ha sull'anima e sul cuore quei due lumi che sono il rigore e la morale. E come se Illiana e Coridone si tenessero abbracciati sotto l'arco di Lepto.
Vabbe' abbiamo capito... Ci scusi se l'abbiamo importunata.
Di nulla, giovanotti. Chiudete la cripta uscendo.
Posted by robgrassilli at 22.02.04 00:41Mi trovo per caso in questo blog che vedo semina cultura , sto leggendo articol idi grande interesse ,
è stata per me una piacevole sorpresa,
Luciano