24.02.04

Israele: no al muro,
è più chic una tendina

Gli architetti e i designer riuniti all'Aja bocciano il progetto del megatramezzo fra Israele e Palestina: "E' out, meglio una tenda a soffietto o, per rimanere in atmosfera mediorientale, una persiana". Respinta la proposta di Sharon di coprire il muro di rampicanti. Per di più, al Catasto Terrestre risulta che il Medio Oriente è un open-space, e per dividerlo in due miniappartamenti ci vuole l'autorizzazione del Padreterno. Strani incidenti nei cantieri per la costruzione del muro confermano l'irritazione del Grande Architetto: i manovali non riescono più a capirsi a vicenda e parlano un linguaggio incomprensibile. Dall'Italia una soluzione alternativa: disseminare il confine fra le due regioni di cantieri autostradali stile Autostrada del Sole. Costretti a marciare a passo di lumaca, i terroristi lasceranno perdere.

Posted by Lia Celi at 24.02.04 12:30
Comments

Ma come si può pensare che un muro, per quanto alto e sorvegliato, possa risolvere un problema di convivenza così annoso e radicato nelle coscienze dei due popoli? Si dice che gli ebrei siano mediamente più intelligenti e con un più elevato indice di scolarità rispetto agli altri popoli; tra di loro ci sono stati, e tuttora ci sono, menti geniali. Senza "fare il tifo" per nessuno dei due, a me sembra che quel muro è e resterà un monumento all'idiozia.

Posted by: Bongo at 24.02.04 20:27

Ho l'impressione che in Israele la paura abbia sopraffatto l'intelligenza e il senso della storia. Da sempre le cinte di mura sono l'equivalente architettonico delle guepière per signora: una provocazione irresistibile per chi sta fuori, una tortura per chi ci sta dentro. Speriamo che un giorno il muro israelo-palestinese faccia la fine dei bastioni (inespugnabili!) di tante città italiane: pittoresca passeggiata per coppiette e bambini.

Posted by: lia at 24.02.04 22:33

Cinta di mura = guepière. Geniale, Signora Lia! Se l'era preparata o le vengono così?

Posted by: Bongo at 25.02.04 08:34

Potremmo sempre mandarci il Nostro cosi, come un novello David Copperfield (a proposito, ma che fine ha fatto quest'ultimo?) potrà sempre farci vedere com'è facile passare attraverso il muro.

Posted by: Briciolanellatte at 25.02.04 19:09

@bongo: macchè genio, è retorica classica (cioè arte del dire). La metafora città da assediare=bella donna è vecchia come come il cucco. Di qui è facile dedurre il corollario cinta di mura=guepière. Vedi Bongo, l'umorismo (quello buono) è fatto per un 10% di ispirazione e per un 90% di logica e retorica applicate rispettando il principio aristotelico di non contraddizione. E' per questo che il mio illustre collega Daniele Luttazzi descrive il suo lavoro di scrittura come "costruire orologini"... Scusa per la pedanteria, ma è uno dei miei argomenti preferiti!

Posted by: lia at 25.02.04 23:24

@daniela: con un modulo a due punte, ovviamente...

Posted by: Lia at 25.02.04 23:26

Sta storia del muro è stata una genialata,il progetto del muro lo ha fatto l ingegner Cane.un progetto irrealizzabile,perche dovrebbe zigzagare troppo per raggruppare tutti i territori,è praticamente impossibile costruirlo.
la soluzione non la vedo.Anzi si,il famigerato stato palestinese.

Posted by: poldo at 27.02.04 12:20

Boh, a me sembra una trovata fra il simbolico e il propagandistico (il muro, non lo stato palestinese). Santocielo, ma quando mai i muri hanno impedito alla gente di scannarsi o incontrarsi?

Posted by: Lia at 27.02.04 23:01
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