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notizie da un festival che non possiamo rifiutare
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08.03.04

Otto Marzo

L'Otto Marzo, come tutte le feste, è un Giorno della Memoria.
Non commemora una vittoria del sesso femminile, ma una delle tante stragi di femmine che costellano la storia dei maschi. Non la più ingente, non la più efferata: erano operaie americane bruciate vive dal padrone perché chiedevano migliori condizioni di lavoro.

In questa prospettiva, ha ragione lo spot dell'Oil of Olaz: la Festa della Donna è tutti i giorni, visto che, spulciando nel passato e nel presente, di mattanze femminili si può riempire tutto un calendario, dalla persecuzione delle streghe all'infanticidio delle bambine in Cina. Ad onore di quell'imprenditore, bisogna dire che forse non bruciò le sue operaie in quanto donne. Se fossero state operai, magari li avrebbe bruciati lo stesso. Ma l'Otto Marzo, credo, fu istituito dalle donne come una specie di Venerdì Santo, in ricordo di un sacrificio che preludeva a una Pasqua di libertà ed eguaglianza che - dieci, venti, cent'anni fa - sembrava imminente. Di vittorie vere, dopo, ce ne sono state: voto, aborto, riconoscimento dello stupro come reato contro la persona. Esseri umani di sesso femminile sono diventati premier e premi Nobel. Ma la vera Resurrezione dell'umanità femmina appare ancora lontana, e nel mondo sono ben poche le terre emerse dal mare nero della sopraffazione sessuale. E' uno degli argomenti addotti dalla gente maschia e femmina che, da un po' di tempo in qua, sentenzia sull'inutilità dell'Otto Marzo. In genere sono gli stessi che considerano ricorrenze inutili il Primo Maggio, il 25 aprile e forse anche il Natale. Sul Ferragosto non ha ancora sputato nessuno, e dire che dopo più di
duemila anni potremmo anche fottercene del compleanno dell'imperatore Ottaviano Augusto.

Il vero problema non è la data, né le mimose vendute a peso d'oro o un paio di marcantoni con le balle di fuori che sculettano per le signore in discoteca. E' che da noi nessuno sa più festeggiare nulla, né l'Otto marzo né altro. Ogni Festa nasce dal bisogno di una comunità di fermarsi per un giorno a ringraziare, ricordare, sperare. Ringrazi per il buon raccolto, per la nascita di un dio, per la sconfitta dell'inverno o del nazismo, per l'emancipazione femminile. Ricordi la carestia, la schiavitù dello spirito, l'oppressione del gelo, del nemico, del maschio. Speri in un riscatto definitivo da fame, schiavitù, oppressione e maschilismo nell'altro mondo (feste religiose) o in questo (feste laiche). Da tutto questo, vissuto insieme agli altri e alle altre, nasce la gioia della festa. Memoria, gratitudine, speranza e gioia oggi sono merce rara. Stavo per scrivere «in Occidente», ma pare che si sia globalizzata anche l'infelicità. Se a certe persone prive di fantasia l'Otto Marzo fa schifo, pazienza.
Come diceva un grande festeggiato, bisogna avere pietà di quelli che non sanno quello che fanno. La Festa della Donna la festeggino tutte le donne (e gli uomini) che amano la libertà e sanno goderla.

Marzo 2002

Posted by Lia Celi at 08.03.04 10:59
Comments

La festa della donna è, per TANTE che la festeggiano, solo l'occasione di "sbragarsi" (termine tecnico basso padano...). A malapena si ricordano del perchè si dovrebbe festeggiare. Ma festeggiare una cosa senza capirne il senso, che motivo ha? Mi sa che per questo molti sono contro questa festa. E non so se dargli torto, perchè anche io lo sono. Se riesci a mettere in testa al resto delle donne che non c'è solo la mimosa, cambierò idea. E poi Ottaviano Augusto è stato quanto di più simile a Berlusconi: logico che si festeggi!

Posted by: Tripudiatore at 09.03.04 12:09

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Posted by: buy tramadol at 24.08.04 04:34

Ciao! Adoro rispondere ai vecchi post! Ehmm..., scusa. Vengo al dunque: come altri esempi di "feste" anche l'8 marzo è stato fagocitato dalle armate di marchettari che si ingoiano alternative e dissenso. Piuttosto che festeggiare insieme ai cioccolatini e ai cattolici preferisco dichiarare la ricorrenza "agè", tenermi stretto l'orrore per la più grande discriminazione di massa della storia, ingoiare i risultati del referendum, fare zapping finchè non vedo un programma senza nè culi nè tette e rispettare le differenze che mi separano dalla mia compagna. L'8 marzo non va abolito e basta, va ripulito da quella mediocrità cattolico-markettara che negli ultimi quindici anni l'ha ridotto a una ricorrenza priva di significato. Si festeggia un risultato raggiunto, non una battaglia disperata ancora da inventare. Anche quest anno, mi sono limitato a brindare in silenzio. Non a quello che è stato, ma a quello spirito ormai deceduto che ha permesso le conquiste che ricordavi. Massimo rispetto. Stai bene. Cyrano.

Posted by: Cyrano at 11.07.05 14:30

L’otto marzo è la giornata della Donna. Ricorre ogni anno una fotografia, un’analisi delle condizioni delle Donne nel nostro presente.

Moltissimi ritengono questa data una festa, ma non è così. Non si tratta di festeggiare, né di comprare regali. Qui si tratta di interrogarci, di porre l’attenzione su una data che ha ormai un secolo di vita.

Qual è la condizione della Donna, oggi?
La parità uomo-donna è ancora lungi dall’essere raggiunta, in un mondo fatto di ineguaglianze, che, in alcuni paesi del mondo, raggiungono aspetti drammatici.
E lì dove l’eguaglianza è garantita, la sua applicazione è discutibile.
In Africa ci sono 90 milioni di "donne “mancanti”, e l’Aids ne uccide di più degli uomini, per non parlare poi delle mutilazioni sessuali;
nella ex- Jugoslavia, nel Ruanda, nel Congo (e in molti paesi in conflitti odierni) lo stupro è diventato un’arma di guerra come un’altra;
gran parte del mondo, inoltre, conosce forme di schiavitù moderna, come la tratta di esseri umani a scopo di prostituzione e turismo sessuale.

Nei cosiddetti paesi “occidentalizzati”, l’ineguaglianza si esprime sotto altre forme. La presenza femminile in politica e nei posti di potere traccia il livello d'avanzamento di civiltà di una nazione, ed anche il livello dello sviluppo economico.
Lì dove c’è minor integrazione delle donne, esiste maggiore povertà, minore welfare.
Il fiore all’occhiello della comunità europea è rappresentato dalla Svezia – dove al parlamento le donne sono il 47% e l’80% delle donne hanno un lavoro.
Nonostante pochi casi, le donne europee (italiane in testa) rimangono a casa a curare le faccende domestiche(le svedesi lavorano in casa appena il 50% in più degli uomini, le italiane il 200%).

Oggi esiste una continua contraddizione tra chi esalta i risultati raggiunti e chi invece li critica.
Anche se ognuno ha il diritto di dire la sua…

Posted by: inopera at 08.03.06 01:24

Coinvolto anche il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro


Incidente sulle vie del sesso


Il popolare giornalista annuncia clamorose iniziative per arginare il fenomeno prostituzione dalle strade: presto inizierà la pubblicazione delle targhe dei clienti di transessuali e prostitute


Roma. Aveva più volte denunciato l’estrema pericolosità per la sicurezza stradale rappresentata dai clienti che si fermano lungo le strade del sesso per contrattare il prezzo o semplicemente interloquire con transessuali e prostitute. L’aveva fatto sulle frequenze di Radioroma in oltre sette anni di conduzione, in alcune puntate a tema sull’argomento. L’aveva fatto tramite numerosi articoli pubblicati sulle testate da lui dirette. Non avrebbe mai immaginato però il noto giornalista e conduttore Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, che proprio lui sarebbe stato vittima dell’ignorata profezia. Infatti l’altra sera, mentre faceva rientro a casa con la sua Mercedes, è rimasto vittima di un incidente stradale, causato proprio dal comportamento superficiale e distratto di un cliente di un transessuale, che ha compiuto un’incauta manovra alla guida della sua autovettura. Sembra che il conducente di una Fiat Coupé di colore grigio, che si è poi qualificato come avvocato, si trovasse fermo a luci spente lungo la carreggiata a trattare il prezzo di una prestazione sessuale con un transessuale, a quanto pare non protetta, quando è sopraggiunto De Pierro, fortunatamente a velocità ridotta. Improvvisamente questi sarebbe ripartito senza azionare i segnalatori luminosi direzionali, invadendo la traiettoria della Mercedes del giornalista, che non è riuscito ad evitare l’impatto, riportando tra l’altro anche lievi ferite, per le quali non ha ritenuto di dover ricorrere alle cure dei sanitari. Sembrerebbe che il presunto avvocato, visibilmente imbarazzato, non abbia atteso l’arrivo della Polizia Municipale, chiamata dal reporter, giunta tra l’altro in breve tempo, e si sia allontanato dal luogo del sinistro, comunque non prima che De Pierro fosse riuscito ad annotare il numero di targa e il nome della compagnia assicurativa.
Le dichiarazioni del popolare giornalista sull’accaduto non lasciano spazio a dubbi: ”E’ da tempo che mi batto in prima persona per eliminare il fenomeno della prostituzione dalle strade, denunciando più volte soprattutto lo sfruttamento. Ho cercato ripetutamente di sensibilizzare le istituzioni, ma invano: evidentemente devo pensare che non ci sia assolutamente la volontà di debellare il problema. Ad Ostia ho denunciato lo stato di degrado della pineta, ma l’allora presidente del Municipio Davide Bordoni non ha voluto neppure essere intervistato. In quel luogo è più che mai incombente il rischio di incidenti stradali a causa dei numerosi clienti che popolano il ciglio della strada. Questa situazione è ben documentata all’indirizzo http://www.italymedia.it/articoli/attualita&cronaca/0063.htm
Ora sono stato coinvolto in prima persona. Avevo già da tempo pensato di agire in maniera ferma e decisa, ma ora, visto l’immobilismo di un apparato istituzionale sordo e miope, è giunto il momento di passare ad azioni clamorose: la risoluzione non è poi così ardua, basta colpire i clienti, annullare la richiesta, e quindi decapitare l’offerta. Presto partiremo con la pubblicazione sul web delle targhe automobilistiche di chi si apparta con transessuali e prostitute, siamo pienamente consapevoli che sarà una violazione della legge sulla privacy, ma non colpiremo certo dei santi: queste persone violano di continuo i precetti giuridici e quelli etici. Si va dall’intralcio alla circolazione, con conseguente grave pericolo per gli altri automobilisti, al favoreggiamento della prostituzione, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutte condotte illegali che non vengono praticamente mai sanzionate e, tenendo conto che le statistiche indicano le persone ammogliate come quelle che nella maggior parte dei casi cercano rapporti non protetti, non c’è bisogno certo di spiegare le prevedibili conseguenze socio-sanitarie. Da alcune inchieste svolte sono emersi particolari raccapriccianti sull’insospettabilità dei clienti: forse è proprio questo il motivo di tanta indifferenza. Se ne vedranno delle belle: anche molti vip sono stati avvistati al mercato del sesso. Saranno tante le donne che scopriranno gli inimmaginabili vizietti e perversioni dei propri mariti e compagni. Non è assolutamente una crociata moralistica, ma solo senso civico e umano contro tutti i pericoli o le attività delittuose che orbitano intorno al fenomeno”.


Posted by: ufficio stampa at 28.07.06 02:05

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