Onore al campione nazionale della partenza intelligente: milioni di persone sono imbottigliate nell’esodo di fine luglio, lui sfreccia indisturbato da un capo all’altro della penisola. Nel cassetto del biker assassino, un sogno: eguagliare il record di fuga del Mullah Omar. La sua arma vincente, il look: altezza media, pelato, con la pancia e l’aria incazzata, già al naturale si confonde perfettamente con il quaranta per cento degli italiani, compreso padre Pio. Un malvivente all'antica, che non ruba ai ricchi, non dà ai poveri, è ateo, se ne frega della politica, non c'entra con la droga, non collabora al Foglio e non scrive nemmeno gialli di successo: non va messo in cella, ma esposto al museo, di fianco all'Uomo del Similaun. Fra le numerosissime segnalazioni di Liboni raccolte dalle forze dell’ordine, per ora la più attendibile pare quella arrivata dalla Sicilia e firmata da un certo Bernardo Provenzano. Ora per snidare il“Lupo”, gli investigatori giocheranno d’astuzia: sguinzagliate centinaia di poliziotti vestiti da Cappuccetto Rosso.
Il premier ne farà le veci, in attesa che l’avvocato nonché onorevole Taormina trovi un omicida che metta d’accordo tutte le componenti della Casa delle Libertà, compreso Bruno Vespa. Finalmente un interim su misura per Berlusconi; sono più di vent’anni che le sue tivù martellano la testa ai bambini. Dopo la condanna di Annamaria Franzoni a trent’anni di carcere, il suo pirotecnico difensore denuncia le lacune dell’accusa: “Si sostiene che l’assassino portava gli zoccoli: è stato controllato l’alibi di tutti i cavalli della zona?” Niente carcere per l’imputata, considerata dai giudici “non pericolosa”, mica come quel mascalzone incallito di Sofri che, appena fuori dal carcere, ricomincerebbe di certo ad uccidere commissari di polizia.
Attorniato da una troupe colorita e litigiosa (un produttore bauscia nano e megalomane, un destrone cagasotto e un filosofo cattolico affamato di poltrone), il segretario di un piccolo partito di maggioranza cerca invano di girare un film che lo veda protagonista invece che inutile comprimario. Nel suo immaginario erotico incombe la Balena Bianca, un'anziana e gigantesca prostituta, materna e minacciosa, vagheggiata con infantile rimpianto. Unico difetto del film, la durata: è iniziato quindici giorni fa, e siamo ancora al primo tempo. I cineasti rivali sentono puzza d’imbroglio: “Otto e mezzo? Che esagerazione. l’Udc ha al massimo il 6,5”. La critica grida al capolavoro, solo il recensore della “Padania” lo boccia in favore di “Viale del Tremonti”, la biografia del profeta della finanza creativa. Fra le sequenze più memorabili di “Follini otto e mezzo”, il grottesco girotondo da circo dei protagonisti fra vertici notturni e summit a base di tramezzini, ma il pubblico mugugna: “Scene oniriche? Ma se le vediamo tutti i giorni al Tg1!”
Sono dieci anni che tentiamo di farli partecipare alla politica sullo stesso piano dei partiti laici, ma l’esperimento è miseramente fallito. Qualunque sia il colore dell’esecutivo, gli integralisti del defunto Biancofiore vogliono poltrone separate, pretendono di praticare I loro riti primitivi, boicottano I programmi ministeriali e rifiutano tutte le leggi contrarie al loro credo. Forse la soluzione giusta è quella indicata dalla scuola milanese di via Agnesi: rinchiuderli tutti in una classe protetta, e buttare via la chiave. Intanto a Palazzo Chigi prosegue la verifica: Follini in nome della collegialità, chiede l’ingresso al governo di Orsoline, Salesiani e Barnabiti, la Lega scalpita in attesa del ritorno di Bossi, alias “il Migliora”: “O si riprende lui, o andiamo a riprenderlo noi”. Berlusconi offre di nuovo a Fini il Tesoro: "Okay, stavolta gli do pure la mappa e la vanga".
Anche fra le amarezze della politica c’è posto per I sentimenti più teneri.
Ieri sera Dudu e Marina, secondo la tradizione, hanno messo l’avviso sotto il cuscino e stamattina, sorpresa! ci hanno trovato un milione di euro per pagarsi l’avvocato. Il pediatra di famiglia: “E’ un fenomeno naturale nei piccoli Berlusconi: alla loro età, gli avvisi da latte lasciano il posto a quelli permanenti”.
I due giovani indagati si difendono dall’accusa di ricettazione e riciclaggio: “All’epoca dei fatti andavamo all’Università, eravamo troppo impegnati a imbrogliare agli esami”.
Marina rifiuta di rispondere ai giudici: “Parlerò solo in presenza del mio visagista”. La difesa chiederà le attenuanti genetiche.
Coraggio, Cavaliere, la smetta di fare il ventriloquo del ministro Castelli e si assuma anche l'interim della Giustizia, così la facciamo finita: già adesso il conflitto di interessi si vede da Saturno, vogliamo fare ingelosire Nettuno e Plutone?
Un saluto manzoniano per un ministro padano doc: il genio incompreso della finanza creativa se ne va lasciando un vuoto incolmabile nelle casse dello Stato.
Voleva ridurre le tasse, ma non gli è stato possibile: Berlusconi si è reso conto che gli italiani preferiscono continuare a pagare pur di non vedere più quella faccia da stronzo. Adesso l’interim dell’Economia ce l’ha Silvio in persona: non si accontenterà di truccare il bilancio, gli farà direttamente il lifting. Nel frattempo sonderà la disponibilità di economisti di alto profilo disposti a giocarsi le chiappe e la faccia per risanare I conti dello Stato: fra I papabili, Mario Monti, monsignor Milingo e il mago Tony Binarelli.
Ma forse il ministro ideale per il governo della Casa delle Libertà va scelto fra Agliana, Cupertino e Stefio: sanno già cosa vuol dire essere ostaggio di una manica di pericolosi gradassi.
Dietro la riluttanza delle autorità francesi a riconsegnarci il terrorista-giallista, un malaugurato equivoco: "Ci risultava che questo Cesare Battisti fosse un patriota socialista trentino perseguitato dall'Impero austroungarico, ma in effetti sembrava un po' troppo arzillo per suoi 129 anni".
Rintracciato a Parigi anche Guglielmo Oberdan: gestiva un bistrot insieme a Fabio Filzi. Critica italiana in allarme: se Cesare Battisti ha potuto uccidere quattro innocenti a sangue freddo, figuriamoci cosa può fare a un recensore malevolo.
Mentre la sinistra si prepara a dividersi sull'ennesimo caso di ex terrorista cagacazzo, Battisti sta organizzando la sua nuova vita in Italia: fra un processo e l'altro terrà seminari di scrittura creativa nei poligoni di tiro. E se dovrà scontare i quattro ergastoli che gli sono stati inflitti? "Cambierò genere, diventerò uno scrittore d'evasione".
Intanto altri terroristi rossi tentano il salto dalla lotta armata alla letteratura: che sia Nadia Lioce l'autrice di "Cento colpi di pistola prima di andare a dormire", il best seller hard firmato "Melissa P38"?