27.04.05

Compri due spiagge, paghi tre monti!

Favolosa offerta del nuovo governo: chi acquista due lotti di costa meridionale avrà in omaggio un vicepremier valtellinese che parla a vanvera. Il maresciallo Silvio Badoglio succede a se stesso: “In un anno riuscirò dove quel coglione del mio predecessore ha fallito”. La sua soluzione per l’emergenza economica: “Scaricheremo il 50 per cento delle responsabilità sui passati governi di centrosinistra, e l’altro 50 su quelli che seguiranno”. Subito avviati gli aiuti per le famiglie in difficoltà: l’orfano di Ugo La Malfa trova finalmente un posto di lavoro. Il ministro Micciché prontissimo ad affrontare i problemi del Mezzogiorno: “L’orario è perfetto: il mio pusher passa alle undici”. Prime iniziative del neoministro per le Attività produttive Claudio Scajola: in corso l’interrogatorio di decine di piccoli imprenditori nella caserma di Bolzaneto. Dal suo dicastero della Salute, Francesco Storace avverte gli italiani: "Stavolta l'olio di ricino non ve lo leva nessuno". Già in alto mare il progetto berlusconiano del partito unico: per realizzare la casa comune del centrodestra bisognerebbe abrogare la legge Merlin.

Posted by Lia Celi at 10:40 | Commenti (14)

25.04.05

Il 25 aprile di Silvio: "Io sì che ho fatto la resistenza: sono ancora premier"

Per la prima volta anche il premier si unisce ai festeggiamenti per la Liberazione: “Mi sono liberato di quel rompicoglioni di Follini”. Oggi il partigiano Berlusca, insieme al Comitato di Devoluzione Alta Italia, deporrà una corona d’alloro sui luoghi della sanguinosa epopea contro l’oppressore nazicentrista: la buvette di Montecitorio, il salottino di Palazzo Grazioli, il culo di Gianfranco Fini. Le guardie padane fermano alla frontiera svizzera gli ex ministri dell’Udc: stavano tentando di espatriare travestiti da esponenti del Gruppo misto. Sfollati e perseguitati illustri ritornano a Palazzo Chigi con tutti gli onori. Magnanimo il neo-vicepremier Tremonti: “Non serbo rancore a nessuno, il mio cuore è sempre pronto al condono”. Attimi di commozione quando, dopo mesi di astinenza, Rocco Buttiglione ha finalmente riabbracciato una poltrona governativa. Il nuovo ministro dei Beni culturali si batterà contro la lobby gay nell’arte: “Quei due culattoni dei bronzi di Riace possono essere recuperati: gli combinerò un appuntamento con la Venere di Botticelli”

Posted by Lia Celi at 00:45 | Commenti (3)

20.04.05

Papa Ratzinger: "Aprite le porte a Cristo e uscite con le mani in alto"

- Bigott mit uns! Si compie la profezia degli antichi testi: "Quando udrai un fragor a mille decibèl, giù dal ciel piomberà Ratzingeeer, veloce distruttore come un lampo non dà scampo, odia la paura non conosce la pietà. Altolà, falsità, fermati malvagità, su di voi avvoltoi c'è Ratzingeeer!". E ora, dopo l'"habemus papam", è ora dell'"habemus fifam". Perché, vaticini a parte, era da sessant'anni che un tedesco non si ritrovava in mano tanto potere: forse è proprio il caso di raccomandarsi a Dio.
- Archiviato il pontificato del Grande Comunicatore, la Chiesa si affida al Grande Scomunicatore. Quando si è affacciato al balcone di San Pietro, Benedetto XVI ha guardato la folla osannante con le lacrime agli occhi: “Crazie – ha mormorato commosso -, pecato ke tre qvarti ti foi antrà a inferno”. Successivamente ha invitato i fedeli a tornare a casa: "Date un ceffone ai vostri pampìni - si è raccomandato - e dite: questa è karezza ti Papa".

- "Umile lavoratore nella vigna del Signore", si è definito il nuovo pontefice, ma i colleghi di vendemmia storcono il naso: "Non ha mai toccato un grappolo, ha sempre fatto il sorvegliante e bastonava i vignaioli che battevano la fiacca". Importante il contributo di Ratzinger alla teo-enologia: uscito dallo stesso seminario tedesco che ha sfornato il noto cardinal Riesling e l'arcivescovo Mueller-Thurgau, si è distinto nella creazione di vini eccellenti, come il "Deus Est Est Est", bianco secco ortodosso con retrogusto ascetico, il "Cilicio superiore", ottimo vino da meditazione, e il "Giordano Bruno", apprezzatissimo come brulé. Alcuni enologi sottolineano il suo atteggiamento contraddittorio: vituperava i vini adulterati o con tracce di zolfo, ma da parte sua li battezzava appena possibile.
- "E' l'unica cosa non di sinistra in Italia", ha gongolato il ministro delle Riforme Calderoli alla notizia dell'elezione di Joseph Ratzinger. Secondo voci accreditate dai camerlenghi leghisti, lo stesso Umberto Bossi potrebbe concedere un'udienza particolare al nuovo pontefice nella sua nuova residenza di Comerio, sempreché Benedetto XVI accetti di trasferire il papato a Vimercate, assuma il titolo di "Grande Druido del Dio Po" e la smetta di vestirsi con quei camicioni da beduino.
- La statura intellettuale di Benedetto XVI rischia di mettere soggezione ai semplici fedeli. Ma niente paura: uno che ha scritto libri a quattro mani con Marcello Pera e Vittorio Messori non può avere tutta quella puzza sotto il naso. Intanto Giuliano Ferrara si prepara a lasciare la direzione del Foglio: ora che Ratzinger è diventato Papa, il posto di prefetto alla Congregazione per la dottrina della Fede è suo.

Posted by Lia Celi at 10:44 | Commenti (18)

19.04.05

Fuma bene fuma sano fuma solo Vaticano

Secondo sbuffo nero dal camino più sorvegliato del mondo: i 115 cardinali non sono ancora riusciti a mettersi d’accordo su un nome. Del resto molti di loro non sono riusciti ad accordarsi sul proprio: i sudamericani hanno almeno due cognomi ciascuno, il boemo Vlk ha perso le vocali a causa delle torture inflittegli dai sovietici durante la primavera di Praga, e i sostenitori del malgascio Razafindratandra vengono colti da malore prima di averne scritto per intero il nome sulla scheda. Ma il vero problema è l’età avanzata dei votanti: otto cardinali su dieci non ricordano più perché cavolo sono lì.
- Un classico scherzo da prete ha chiuso ieri sera la prima giornata di consultazioni: la fumata bianca che intorno alle venti ha fatto impazzire agenzie, tiggì e pellegrini. Testimoni autorevoli riferiscono di grasse risate provenienti dalla Cappella Sistina, seguiti da cori avvinazzati (“E dopo nove mesi/è nato un bel bambino/che somigliava tutto/allo spazzacamino”), in cui si riconosceva perfettamente la voce del cardinal Tettamanzi.

- Era quel che ci voleva per allentare la tensione creata dalla sinistra omelia “pro eligendo papa” con cui Joseph Ratzinger, più che nel solco di Giovanni Paolo II, si è collocato a destra di Bonifacio VIII. Per scongiurare la cabala ostile ai papabili troppo accreditati a inizio conclave, il porporato non ha esitato a presentarsi come un Torquemada paranoico che getterà milioni di cattolici in braccio alla concorrenza. Alla frase “Ci fuole eine zanta inqvi…”, si è alzato un brusio terrorizzato: c’è chi sostiene che Ratzinger abbia detto “inquietudine”, ma i più giurano di aver sentito “inquisizione” e si sono toccati sotto la tonaca. Il riferimento a “ein paztore ke ci zalvi talle onde” ha convinto i padri conclavisti che il crucco si è bevuto il cervello e non sa più distinguere un pastore da un bagnino. Gli unici a prenderlo sul serio sono stati i vaticanisti belgi: “Era un’allusione trasparente al nostro connazionale, il cardinal Danneels: tutti sanno che il pastore belga è apprezzatissimo come cane da salvataggio in mare”.
- Come ingannano il tempo i porporati nel ritiro di Santa Marta? Con i più classici giochi da tavolo: la tombola dei pontefici, Nonopoly (sfida avvincente per la riconquista del potere temporale, ambientata nella Roma di Pio IX), Pivial Pursuit (gioco a quiz per testare la conoscenza dei dettagli liturgici), Scarabeato (vince chi riesce a comporre per primo sul tabellone il nome di un santo pescando lettere a caso). I cardinali americani hanno ottenuto un angolo fitness per gli esercizi spirituali sotto la guida del trainer Ponzio Pilates. Niente partite di calcio amatoriale per I cardinali sportivi, per l’evidente impossibilità di dividersi in scapoli e ammogliati.
- Habemus frigidum, si è aperto anche il Conclave del Freddurista: Qual è il peso netto di un papa? Il peso lordo meno la tiara. Chi è il porporato che non soffre mai di emorroidi? Il cardinal Sodano. A quale organizzazione ultracattolica appartiene Bruno Vespa? All’Opus Nei. A domani!

Posted by Lia Celi at 13:07 | Commenti (5)

18.04.05

Lo sai che i papabili son alti alti alti?

- Conservatore o progressista? Italiano o straniero? Ratzinger o sano di mente? Anche i vaticanisti più ferrati non avanzano ipotesi sul papa che sarà incoronato dal 264esimo conclave. Bendix ne commenterà giorno per giorno i lavori: sono oscuri, contorti e incomprensibili, ma almeno si svolgono in una stanza sola, mentre per seguire la crisi di governo bisogna indovinare quel che succede nello chalet di Bossi, nello studiolo di Follini e nel cesso di Berlusconi.
- Per i 115 cardinali riuniti in assise non sarà facile trovare un degno successore a Karol Wojtyla, e non è esclusa la possibilità di un secondo mandato. “L’imbalsamazione è riuscita perfettamente – osserva un alto prelato – e al momento della sepoltura appariva molto più in forma che negli ultimi due anni di pontificato”. Le regole di voto stabilite dallo stesso Giovanni Paolo II, che prevedono due fumate quotidiane, alle 12 e alle 19, hanno suscitato il malcontento di alcuni cardinali: “Okay due fumate al giorno, ma anche una scopata ogni tanto non sarebbe male”.

- Nella serata di ieri sono state celebrate le cerimonie preparatorie: in serata i 115 cardinali elettori si sono trasferiti nella Casa di Santa Marta, dove risiederanno nel corso delle operazioni di voto. Santa Marta, che nel frattempo si concederà un viaggetto alle Canarie, ha consegnato loro le chiavi di casa sua, raccomandando di innaffiare le piante e dar da mangiare al gatto. “E lasciate in ordine – ha ammonito l’anziana santa –. Vi conosco, voi cardinali: venite a casa mia a ogni morte di Papa, fate I vostri comodi e poi tocca a me pulire tutto”.
- Occhi puntati su Joseph Ratzinger, per ora il papabile più "hot". Se il motto “chi entra papa esce cardinale” ha qualche fondamento, sarà molto se da questo conclave il porporato bavarese uscirà chierichetto. Giustamente preoccupato, Ratzinger sta facendo di tutto per far precipitare le proprie quotazioni: si è lanciato in lodi sperticate di Lutero e Calvino, ha rivelato di abbuffarsi di salsicce ogni Venerdì Santo e ha raccontato barzellette sporche sull'Opus Dei. Nell'estremo tentativo di auto-screditarsi, ieri in pieno giorno ha zigzagato per Via della Conciliazione in moto, senza casco, completamente ubriaco e con una suora seminuda abbarbicata alla tonaca, cantando a squarciagola “Born To Be Wild”. I pellegrini, tutt’altro che scandalizzati, hanno tentato di baciargli lo stivalone da biker, e un vigile si è limitato a raccomandargli “Santità, stia attento”.
- Già da oggi, secondo il regolamento, i prelati non avranno più contatti con il mondo esterno alla Santa Sede. Non è una grave perdita: a giudicare dall’atteggiamento della Chiesa su sessualità e morale, le gerarchie ecclesiastiche hanno interrotto i contatti col mondo esterno al Vaticano da almeno quarant’anni. Panico fra i politici italiani, timorosi di non poter ricevere istruzioni da monsignor Ruini in un momento tanto delicato. Ma il cardinal vicario li ha tranquillizzati: secondo la bolla Universi Dominici Gregis, Montecitorio, palazzo Chigi e palazzo Madama sono considerati dépendances della Santa Sede.
- La Cappella Sistina, dove si terranno le votazioni, è stata setacciata alla ricerca di microfoni e microspie. Tutte le figure del Giudizio Universale sono state perquisite dalla polizia vaticana. “Cimici non ce n’erano – riferisce un ufficiale – in compenso abbiamo trovato ragni grossi così”. In un vecchio armadio è stato rinvenuto lo scheletro di un nano: secondo i primi rilevamenti, si tratterebbe della microspia piazzata dal re di Spagna Filippo II in occasione del conclave del 1572.

Posted by Lia Celi at 11:00 | Commenti (5)

08.04.05

A grande richiesta, funerale-bis!

Morto un papa, se ne fa uno show: indici d’ascolto alle stelle per un interminabile musical in latino, interpretato da vegliardi in sottana, con il protagonista chiuso in una cassa e nemmeno una ballerina. Visto l’enorme successo, le esequie di Karol Wojtyla verranno replicate martedì prossimo, e non si esclude una terza data estiva, riservata agli spettatori polacchi. Oggi le tivù di tutto il mondo hanno diffuso le immagini della Woodstock di potenti in grisaglia, affratellati dallo stesso pensiero: “Ma quando finisce?” Presenti Bush padre e figlio, assente Bush spirito santo, impegnato in Iraq. Nessun rappresentante della Cina, in compenso è stata una delegazione di Alpha Centauri: “Che peccato, nel 2027 aveva in programma una visita pastorale da noi”. Davanti alla bara del pontefice, i leader di paesi nemici si sono stritolati la mano in segno di pace. Commosso il principe Carlo d’Inghilterra, che indossava già lo smoking con cui domani sposerà Camilla: “Era dai funerali di Diana che non mi divertivo tanto”. Leader, Vip e papa-boys tornano a casa meditando sull'invito di Wojtyla ad "aprire le porte a Cristo": di questi tempi si può aprire la porta così a uno sconosciuto?

Posted by Lia Celi at 12:42 | Commenti (12)

02.04.05

E' già atterrato in Paradiso: viabilità celeste in tilt

"Siate lieti, io lo sono": così parla un cristiano con le palle. Che in ventisette anni ha dato tanto alla Chiesa, alla pace, alla lotta contro le ideologie, al dialogo interreligioso e, giusto ricordarlo, anche alla satira. E siccome ogni albero dà i frutti che ha, Bendix e Lia Celi non possono che commemorare Giovanni Paolo II con una piccola antologia di "schegge" satiriche a lui dedicate e apparse su Clarence dei tempi d'oro. Roba di un passato recente, che sembra già lontanissimo. Ragli d'asino che di sicuro non arriveranno in cielo (al quale peraltro non erano destinati, ci mancherebbe), ma non è detto che una commemorazione untuosa e coccodrillesca avrebbe ali molto più robuste.

1998: SPECIALE VENTENNALE WOJTYLA

Papa che vince non si cambia!

Offerta speciale dalla Polonia: «Se volete ve ne mandiamo un altro»

CRACOVIA. Dura da vent'anni, piace a tutti, ha fatto centinaia di migliaia di chilometri, a parte qualche acciacco, fa ancora il suo dovere: perché cambiare marca? Molti cattolici vedono con favore la proposta che arriva dalla Polonia: prenotare un altro papa polacco per il prossimo millennio, a prezzo speciale. «Giovanni Paolo II - dicono dai cantieri Croszefiszus (ex Lenin) di Danzica - ha dimostrato al mondo la qualità della nostra industria pesante. Disegnato negli anni 20 da ingegneri di formazione tedesca e costruito in puro acciaio baltico, il "Wojtyla" ha abbattuto muri, attraversato oceani, va benissimo in montagna e ha forato solo quando è stato preso a pistolettate. Oggi lo stesso tipo di papa è disponibile in versioni anche più robuste e moderne, e se il Vaticano è d'accordo, possiamo rottamare il vecchio Wojtyla e fare un consistente sconto su quello nuovo». Il soglio di Pietro sarà dunque targato Polonia per altri vent'anni? Non è detto. I critici rilevano la sua concezione antiquata del «Wojtyla»: richiede famiglie numerose, si è dimostrato un po' scomodo per le donne single e per i giovani che vogliono divertirsi, mentre gli omosessuali non amano la sua linea troppo rigida e severa. Secondo i detrattori, insomma, i modelli di papa alla «Karol» vanno bene solo per i mercati dell'Africa e dell'America Latina. «E poi, diciamolo - afferma un cardinale che preferisce rimanere anonimo -, questi papi polacchi hanno un difetto nel cambio. Sono vent'anni che la Chiesa va a marcia indietro».

Bolletta papale per «Porta a Porta»

La telefonata di Wojtyla era a carico del destinatario!

ROMA. Brusco risveglio dall'estasi mistica per Bruno Vespa, dopo l'ormai leggendaria telefonata in diretta di Karol Wojtyla nel suo talk-show sui vent'anni di pontificato. La chiamata papale, internazionale e a carico del destinatario, rischia di sbancare il bilancio di viale Mazzini. Il Papa ha scelto prudentemente di addebitare i costi alla Rai, conoscendo le lungaggini e la disorganizzazione dell'emittente di Stato: per intervenire in trasmissione per pochi secondi, Wojtyla è dovuto rimanere all'apparecchio per un'ora e mezza, ascoltando profane musichette d'attesa e ripetendo a trentasette segretarie, quarantuno funzionari e cinquantacinque capistruttura diversi le sue generalità e il motivo della chiamata. Vespa ha cercato di giustificare l'accaduto al consiglio d'amministrazione della Rai con motivazioni soprannaturali: il Papa, non avendo sottomano pani né pesci, avrebbe miracolosamente moltiplicato gli scatti. Per evitare la bancarotta, la Rai, cattolica ma oculata, è passati alle contromisure: i telefonisti, in caso di altre telefonate a nome «Karol Wojtyla» (ne sono arrivate al «Lotto alle otto», alla «Zingara» e perfino a «Chi l'ha visto?», hanno l'obbligo di rispondere «Sia lodato Gesù Cristo» e riagganciare immediatamente.


La più cara amica del Papa si confida

La Madonna: «Io gli regalo una cravatta»

PARADISO. «E' tanto gentile, mi chiama tutti i giorni. Neanche mio figlio mi è così affezionato». Seduta sulla sua nuvoletta ricamata all'uncinetto, Maria di Nazaret sta impacchettando il regalo che offrirà al suo più ardente ammiratore per i vent'anni di papato: una stupenda cravatta bianca e gialla. Il loro rapporto dura da moltissimi anni, fin da quando il giovanissimo Karol Wojtyla la vide in una chiesa di Cracovia e cominciò a portarle mazzi di fiori tutti i giorni. «Era così aitante e romantico - ricorda Maria -, ma anche tanto timido. Si sa come sono questi slavi. Mi parlava solo in ginocchio e con gli occhi bassi, e non ha mai avuto nemmeno il coraggio di invitarmi al cinema o a prendere un caffè. Quando ha saputo che ero sposata con Giuseppe e avevo un figlio già grande, ha deciso di farsi prete. Se lo avessi incontrato duemila anni fa - sospira Maria -, forse la nostra vita sarebbe stata diversa.» Wojtyla però non l'ha mai dimenticata: si circonda dei suoi ritratti, si ricorda di tutte le sue feste e le ha dedicato molti appassionati discorsi. La Madonna sorride: «Lo so, siamo una coppia un po' buffa. Lui settantotto anni, io duemilaquattordici. Ma per Karol sono sempre una ragazzina. Anzi - aggiunge arrossendo -, una vergine».

Fumata rossa a Palazzo Chigi

Incarico a Massimo D'Alema: «Si sbalio, vi corrigerete»

ROMA. A vent'anni esatti dall'elezione di Karol Wojtyla, una nuova rivoluzione nei palazzi romani. Un uomo venuto dal mondo comunista ascende al soglio più «bianco» del mondo: la presidenza del Consiglio italiano. Un filo di fumo dall'inequivocabile colore rosso, salito dai tetti di Palazzo Chigi, ha annunciato l'incarico a Massimo D'Alema, primate di Gallipoli e arcivescovo di Botteghe Oscure. D'Alema ha accettato l'investitura di Oscar Luigi Scalfaro in ginocchio, poi, con la cordialità che gli è abituale, ha invitato il Presidente della Repubblica a rialzarsi. Nel cortile dell'edificio si stanno già raccogliendo frotte di pellegrini provenienti dall'Emilia e dalla Toscana per rendere onore al nuovo premier, e già si parla di miracoli: un Ulivo praticamente morto è improvvisamente rifiorito, l'Unità ha venduto cinque copie in più, Livia Turco sembra quasi carina e a Cossiga è venuto un herpes sulla lingua. Fioriscono i pronostici sul nome che il Pontefice Massimo sceglierà per il suo mandato: alcuni puntano su Palmiro Alcide I, altri su Blairio II, altri ancora su Ammazzasilvio, ma i dubbi verranno sciolti fra poche ore, quando D'Alema si affaccerà al balcone di Palazzo Chigi per salutare la folla adorante e per spingere Walter Veltroni giù dalla balaustra.

God Vibrations: meglio di Fausto Papetti!

Con il ciddì del Papa si cucca un casino!

ROMA. Bastano poche note e i sedili dell'automobile si ribaltano da soli. Sarà la calda voce da Barry White bianco di Karol Wojtyla, sarà l'intrigante tappeto musicale fornito dagli arrangiatori di Patty Pravo e Gianni Morandi, ma "Abbà Pater", il compact disc con la voce del Papa, è già schizzato in vetta alle classifiche delle musiche più adatte a surriscaldare un rendez vous, superando vecchi classici come "Je t'aime, moi non plus" e "I Feel Love". Che l'album papale non favorisse solo la comunione delle anime ma anche quella dei corpi è apparso chiaro fin dalla presentazione in Vaticano di "Abbà Pater": anziane religiose si sono lanciate in strip tease in stile "Nove settimane e 1/2", mentre i prelati più compunti si sorprendevano a muovere ritmicamente il bacino. Sembra che il Santo Padre sia soddisfatto, anche se all'inizio quel titolo non lo convinceva molto. "Gli Abba sono roba da pensionati - avrebbe osservato -, per piacere a giovani molto melio chiamare brano Skunk Anansie Pater". Ora per il remix pontificio fioccano le prenotazione da parte di discoteche trendy e club privé. E per la prossima estate gli studi di Via della Conciliazione stanno confezionando altri hit, da "Rave Maria" (uno scatenato rosario trance-hip-hop) a un impertinente musical sulla vita di papa Paolo VI, "The Full Montiny".

Il Papa svela l'ultimo mistero della celebre spogliarellista portoghese

Il terzo segreto di Fatima: «Porto solo slip di seta nera»

LISBONA. Veder messi in piazza i dettagli della propria intimità è sgradevole. Quando a farlo non è la stampa rosa, ma un anziano pontefice che dovrebbe occuparsi di ben altro, l'imbarazzo si somma alla rabbia. E la rabbia della vedette portoghese dello striptease che da anni si esibisce col nome di Fatima è tanta. «Sono sempre stata una buona cristiana - brontola l'artista, le cui danze conturbanti hanno sempre stuzzicato la fantasia dei cattolici di tutto il mondo - ma adesso non ne posso più. Sono anni che i preti parlano dei tre segreti di Fatima, come se da me dipendessero i destini del mondo». La sua incredibile vicenda è cominciata alcuni anni orsono, quando l'artista, durante una passeggiata in campagna, si mise a chiacchierare con tre ingenui pastorelli incontrati per caso, e raccontò loro alcuni aneddoti della sua vita privata, raccomandando scherzosamente ai fanciulli di tenere il segreto. I ragazzini, impressionabili e molto devoti, andarono a confessarsi dal loro sacerdote, che a sua volta, in preda all'eccitazione, riferì tutto ai superiori. «Da allora non ho più pace - lamenta la povera Fatima -. I miei primi due segreti, e cioè che non sono una bionda naturale e convivo con un batterista bisex, sono ormai sulla bocca di tutti. Il terzo, un particolare sulla mia biancheria intima preferita, è arrivato perfino all'orecchio del Papa, che minaccia di spiattellarlo domenica prossima, durante la sua visita in Portogallo». Ma Fatima potrebbe non essere l'unica vittima della febbre da «gossip» che ha colpito Wojtyla. In occasione del suo prossimo viaggio nel principato di Monaco, il pontefice potrebbe decidere di rendere pubblico il quarantottesimo segreto di Carolina di Monaco.

Grazia al cavolo: adesso Karol esagera

«Per il Giubileo zoologico liberate tutti i leoni»

ROMA. L'amnistia generale per onorare il Giubileo dei detenuti non basta. Ora il Vaticano vuole di più. In occasione del Giubileo degli zoo, che si celebrerà a Roma alla fine di giugno con un grande pellegrinaggio in Piazza San Pietro di tutte le famiglie animali e una storica messa officiata in quattro lingue (ruggito, barrito, scimmiese e latino) il Pontefice chiede allo Stato italiano di aprire, con un atto di clemenza, le gabbie di leoni, tigri, orsi e serpenti in cattività presso i giardini zoologici di tutto il paese. La richiesta papale ha suscitato, com'era prevedibile, un vespaio di polemiche. Il ministro della Giustizia Piero Fassino si è detto perplesso. «Sono disponibile a migliorare le condizioni di detenzione negli zoo - ha detto -, ad aumentare le razioni di carne fresca e perfino a consentire ai leoni un'ora di affettività settimanale con le loro compagne. Ma quanto all'amnistia, bisogna decidere caso per caso. In alcune situazioni si potrebbe consentire alle tigri che hanno dato prova di ravvedimento di lavorare qualche ora al giorno fuori dalla gabbia, magari in un circo». Nel centrosinistra, i Verdi vorrebbero dare alle belve feroci non l'amnistia, ma addirittura la Grazia, sempreché la Francescato accetti. Secondo i Popolari, se il Papa ha perdonato le sofferenze inflitte dai leoni ai primi Cristiani, anche il governo può e deve passare sopra a qualche gamba di custode ingoiata in un raptus di follia. Posizioni eterogenee nel Polo: Lega e An respingono un provvedimento che, stante l'origine africana e asiatica di leoni e tigri, aumenterebbe a dismisura la popolazione extracomunitaria sul suolo italiano. A sorpresa, Forza Italia non ha preso posizione: «Nessuna belva è in gabbia per corruzione, concussione, falso in bilancio e associazione mafiosa - osserva Domenico Contestabile - dunque non è il caso di affannarsi tanto».

Nuovi Calvari: suggestiva cornice per i riti del Venerdì santo

Wojtyla: «Celebrerò la Via Crucis alla Malpensa»

MILANO. Il Figlio dell'Uomo sballottato da un aeroporto all'altro come un agnello sacrificale, che si trascina, carico di bagagli, fra sportelli chiusi e cancelli d'imbarco deserti, navette inesistenti, tassisti avidi e tabelloni traditori. Un povero Cristo inchiodato in una sala d'aspetto e sbeffeggiato dagli altoparlanti mentre gli scribi e i farisei dell'Unione Europea congiurano e il governo, come Ponzio Pilato, se ne lava le mani. Ecco l'immagine che stasera Karol Wojtyla evocherà nella tradizionale Via Crucis. Nell'anno del Giubileo, il rito sarà celebrato nel luogo di passione più emblematico per l'uomo del 2000: l'aeroporto della Malpensa. Un'impresa estenuante per un uomo anziano, provato e avvezzo a viaggiare in modi molto più confortevoli, e i prelati più vicini al Papa hanno tentato di dissuaderlo. Ma tutto è stato inutile. «Migliaia di uomini, donne, e perfino bambini affrontano ogni giorno quel calvario - ha risposto Wojtyla -. Come capo della Cristianità devo condividere le stesse sofferenze». Così i cattolici assisteranno in Mondovisione al toccante spettacolo di un Wojtyla che cade tre volte nell'atrio sotto il peso di un'enorme valigia, compianto da una comitiva di turiste portoghesi. Lo vedranno accettare umilmente l'aiuto di Simone, un nerboruto addetto della Cirene Air, mentre una hostess di nome Veronica gli terge il volto con un kleenex. L'iniziativa del Papa ha commosso profondamente i vertici della Sea, la società che gestisce lo scalo milanese. «Anche noi seguiremo l'esempio offerto dalla Chiesa - si legge in un comunicato -. Fra cinquecento anni chiederemo scusa per i disagi che stiamo causando attualmente ai nostri utenti».

E poi dicono che Karol non ci sta più con la testa!

Clamoroso in Parlamento: il Papa scomunica Previti

Il clamoroso annuncio rivoluziona la bioetica cattolica secondo cui la tangente è sacra fin dall'atto del concepimento. Secondo il diktat pontificio, il senatore a vita non potrà più avvicinarsi ai sacramenti: «L'ultima volta si è fregato il tabernacolo». Il Santo Padre prende le distanze da Silvio Berlusconi: «E' vero, anch'io ho salvato quel losco figuro di Marcinkus, ma con un po' più di stile». Cesarone invoca il legittimo sospetto contro la Santissima Trinità: «Ce l'hanno con me, chiedo di essere giudicato da Brahma, Shiva e Visnù». Imponenti le misure per assicurare la serenità del soggiorno papale: i leghisti sono stati ammessi in aula solo muniti di guinzaglio e museruola. In un toccante discorso, il ministro della Giustizia Castelli ha promesso un atto di clemenza verso i detenuti: «Verrà abolita l'ora d'aria, troppa corrente fa male». Evidente il disagio del Pontefice, costretto a sedersi fra Pera e Casini: come Gesù Cristo, avrebbe preferito finire fra due ladroni piuttosto che fra due ipocriti. Migliore il feeling del Pontefice con Giulio Tremonti: sono gli unici al mondo a credere nel dogma della propria infallibilità. Ripartito l'illustre ospite, i parlamentari hanno dovuto rimettersi subito al lavoro: per pagare il chilometrico conto lasciato dal Papa alla buvette di Montecitorio bisognerà modificare di nuovo la Finanziaria.

Un Papa imbarazzato e divertito chiude la storica visita

Montecitorio, il commiato di Wojtyla: «Grazie, ma perché leccarmi tanto il culo?»

ROMA. «Capisco che dopo un anno e mezzo di governo Berlusconi la piaggeria vi sia entrata nel sangue, ma occhio a non esagerare: in fondo sono solo il Papa»: con queste parole e un'espressione visibilmente sollevata, Karol Wojtyla ha chiuso la sua storica visita a Montecitorio. Una parentesi di svago nell'austera vita del Pontefice, scandita per lo più da impegni spiritualmente più densi e sofferti e raramente illuminata da appuntamenti così frivoli. «Veramente il Santo Padre aveva espresso il desiderio di visitare lo Zoo di Roma - confida un alto prelato del suo entourage -, ma non ci sembrava la stagione adatta, vista la sua età e la sua delicata salute. Ma per non negare al Papa un momento di sano divertimento, gli abbiamo organizzato questa gita di mezza giornata al Parlamento italiano, una meta altrettanto pittoresca ma decisamente più confortevole. Lui ha accolto la proposta con entusiasmo, lieto di incontrare dal vivo e tutte insieme le buffe creature che ogni tanto ha visto in tivù o nelle udienze private». Il Papa, in cui batte ancora un cuore di fanciullo, avrebbe voluto assistere di persona agli avvincenti spettacoli per cui Montecitorio è famosa, e non solo Oltretevere: gli assalti alla buvette, le scazzottature fra deputati nell'emiciclo, i cappi sventolati in aula, e soprattutto le mirabolanti esibizioni dei «pianisti», desiderio comprensibile per un conterraneo di Chopin e Paderewski. I suoi collaboratori, preoccupati per il cagionevole stato del Papa, hanno prudentemente optato per un programma meno emozionante ma altrettanto spassoso: genuflessioni acrobatiche, calate di brache in massa, pistolotti al triplo olio santo. «E questi sarebbero laici? - ha commentato il Papa, al diciassettesimo applauso con cui i parlamentari hanno interrotto il suo discorso - Nemmeno al sinodo delle badesse ottengo tanti battimani». Solo due piccoli incidenti hanno offuscato la spensieratezza del clima: l'ex presidente della Camera Irene Pivetti, che coperta da un nero velo da messa si preparava a ricevere la benedizione papale, è stata scambiata per un'integralista islamica dai carabinieri, che l'hanno subito immobilizzata e trascinata su un cellulare. Poco dopo, il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani si è inginocchiato davanti a Wojtyla e, approfittando della lentezza dell'anziano pontefice nel sottrarsi a un contatto igienicamente rischioso, gli ha baciato l'anello. Immediato l'intervento dell'archiatra pontificio, che ha tempestivamente provveduto alla disinfezione della mano papale.

Posted by Lia Celi at 23:12 | Commenti (10)