Era fatale: le povere bestie sfruttate e debilitate da un’esistenza precaria sono le prime a cadere sotto i colpi della malattia. “E’ un’altra prova che si tratta di un virus atipico – sentenziano gli epidemiologi -, preferisce i lavoratori atipici”. Fra le altre specie avicole a rischio, gli utenti del digitale terrestre, i lettori del Giornale e i sindaci spennati dalla Finanziaria. Gli editori di calendari sexy rassicurano la clientela: “Le cosce e i petti delle nostre pollastre sono accuratamente controllati”. Rosticcerie in prima linea nella prevenzione: “Bisogna procedere con spiedi di piombo”. Il ministro della Sanità Storace blocca la sperimentazione del vaccino antinfluenzale: “I pazienti non soffrono abbastanza, è più etico estrargli il bacillo chirurgicamente”. Gli italiani non cedono alla psicosi: secondo un sondaggio, il quaranta per cento della popolazione non vuole l’abbattimento immediato dei capi infetti, anzi, è disposto a votarli ancora alle elezioni del 2006. Profilassi cattolica, il cardinal Ruini raccomanda la castità: “Come l’Aids, anche l’influenza aviaria si trasmette attraverso l’uccello”.
Posted by Lia Celi at 10.10.05 01:06“Bisogna procedere con spiedi di piombo”
:-)))))))))))))))
Dunque: dopo l'ennesima sbellicata estesa a tutta la redazione di culturaspettacolovenezia.it, pensavamo di fare un servizio ad honorem genii con tanto di pirotecnica intervista... Dimmi che ci stai, Lia, ti prego...
ciao
Posted by: robertoveneticus at 10.10.05 13:38Siete troppo carini, ma su che mi intervistate? Andiamo... e poi le interviste agli scrittori comici sono sempre deludenti...
Posted by: Lia Celi at 10.10.05 13:47Dunque: dopo l'ennesima sbellicata estesa a tutta la redazione di culturaspettacolovenezia.it, pensavamo di fare un servizio ad honorem genii con tanto di pirotecnica intervista... Dimmi che ci stai, Lia, ti prego...
ciao
Posted by: robertoveneticus at 10.10.05 13:51Grande Lia! Continua sempre così!
Posted by: Francesco De Collibus at 10.10.05 14:27Io sono uno di quei cococo... GRAZIE LIA, come sempre ;-)))
Posted by: Caleb Lost at 10.10.05 16:32Tu probabilmente sei troppo buona per infierire adesso, ma vorrei ricordare ora a quel centinaio di cerebrolesi che ti hanno lapidata per il pezzo sulla Fiat, che il buon Lapo, come si dice su macchianera, era "TUTTO SUO NONNO".
Posted by: luigi at 10.10.05 17:00Pensavo di scrivere lo stesso, ma Luigi m'ha preceduto. Con una differenza tra Lapo e il nonno, però: il secondo sapeva l'italiano e non eccedeva così tanto nelle dosi.
Posted by: Andrea at 10.10.05 19:54Luigi, non sono buona, ma trovo più divertente (oltre che più satirico e morale) sfottere i vincitori quando sono ancora in sella, che quando sono a terra. A differenza degli amici di Macchianera, che mi hanno pisciato in testa per il post sulla Punto, e ora si danno allegramente al Fiat-vilipendio.
Posted by: Lia Celi at 11.10.05 00:30E' da molto che leggo questo blog, ma oggi posto in quanto parte dei lavoratori cococo. In realtà i cococo non esistono più, ora ci chiamano cocopro. ^_^
Per il resto, su Storace mi sono piegata letteralmente in due dal ridere
Angel
Posted by: Angel at 11.10.05 10:05ERRATA CORRIGE: Il “cocktail di stupefacenti” che ha mandato in coma Lapo non era a base di cocaina, ma di sostanze dopanti destinate alla Juve, fra le quali EPO e ormone della crescita. Sembra, infatti, che ci sia stato un malaugurato scambio di flaconi. Commento raccolto negli ambienti FIAT: “Non tutto il male viene per nuocere. Lapo aveva proprio bisogno di un po’ di ormone della crescita!”.
P.S. E’ vero che ora il giovane “figo” è a terra, ma tornerà presto in sella, si può star certi, e senza passare per San Patrignano. I giornali e la televisione, infatti, lo trattano come se fosse rimasto vittima di una calamità naturale.
oggi, non so più grazie a quali salti concatenati per il mondo blog, ti ho trovata. sei un mito, dai tempi di Cuore!
è fantastico che tu abbia un blog.
ma lo sai che non esistono più i co.co.co? ora ci sono i co.pro.
ora, porelli... è un mondo difficile.
Cara Lia, da vecchio e nostalgico cuorista, m'è venuto in mente, leggendo i vari post, quella vecchia polemica che si scatenò quando Cuore pubblicò il titolo "Tutto pronto all'inferno per l'arrivo di Muccioli". L'accusa mossa al giornale fu infatti che il titolo era inaccettabile in quanto Muccioli, essendo già in coma, non avrebbe potuto difendersi. Non sono mai riuscito a trovare una risposta definitiva (!) alla cosa: l'obiezione era sensata, ma nello stesso tempo il titolo significava qualcosa di ben preciso rifacendosi alla carriera, ai metodi che molti avevano raccontato essere usati nella comunità di San Patrignano e ai ben noti e conseguenti guai giudiziari avuti dal moribondo d'allora.
Forse non è carino scherzare su Lapo in coma, non so... Ma nel farlo, e ripensando anche a quella vecchia storia di Muccioli, non ci sarebbe un po' del sano veleno, della critica aspra che spesso la satira fa del mondo da cui proviene Lapo e del suo essere profondo, e del fatto che in fondo, quello stesso mondo, dispone delle nostre vite attraverso un potere economico e sociale piuttosto importante?
Non m'interessa tanto il voltar di gabbana di chi passa dall'insulto a te per il tuo post a quello per la fabbrica diretta dal rampollo degli Agnelli strafatto. A questi mi sono purtroppo rassegnato, e nel nostro paese pullulano. M'interrogo sul tanto inutilmente dibattuto limite che la satira deve avere.
Insomma, per dirla cridemente, prender per il culo Lapo, ora, ti sembrerebbe solo un vile cattivo gusto?
Vauro ha detto: "se è di buon gusto, non è satira..."
Un saluto grande.
Caro Andrea, il paragone fra Muccioli e Lapo tiene fino a un certo punto. Muccioli (a proposito, guarda tu la nemesi storica, mia figlia ha avuto un flirt all'asilo con un suo nipote) anche sul letto di morte era un potente, il fulcro di un centro di potere che non è ancora stato scalfito. (A posteriori, e a titolo personale, devo confessarti che la dipendenza dalla droga mi ha sempre fatto più schifo delle sberle di Muccioli; allora, però, c'era di mezzo un morto e una cappa di omertà, il che autorizzava il furore satirico). Lapo è un pirla. Il rampollo Agnelli-Elkann, il boss della Fiat Brand Promotion, che va in overdose in un party di travestoni da due soldi, andiamo. Siamo al di là della satira e anche del cattivo gusto, sembra il Vizietto IV rifatto da Aldo Nove! Secondo me, il compito della satira è sbeffeggiare i forti e rinfrancare i deboli, se non lo assolve allora sì che si può parlare di cattivo gusto.
Posted by: Lia Celi at 11.10.05 20:23Grazie! Spero che, a liaison finita, il muccioli-nipotino non abbia preso a sberle la tua bimba, con certi esempi in famiglia non si sa mai. Certo che se le Fiat tirassero come il Boss della Brand Promotion...!
Un saluto affettuoso
No, no, era un ragazzino simpatico, oltre che molto bellino. Mena di più mia figlia (adesso fa pure wushu!) :-)
Posted by: Lia Celi at 12.10.05 13:54BENEDETTO IL PRESERVATIVO
Riguardo ‘sta faccenda dell’aviaria
ci dicon che per evitare i morti
è meglio non avere dei rapporti
con gli animali che vivon nell’aria.
O se vogliamo esser più precisi,
con gli animali bipedi e pennuti
che volano o che a terra son tenuti
perché noi li mangiamo dopo uccisi.
Mi prende, non lo nego, un gran magone
se penso che ci son dei poveretti
che per fare l’amore son costretti
a inchiappettarsi un passero o un cappone.
Però, siccome siamo tolleranti,
per me puoi far l’amor con chi ti pare:
ma bada di saperti preservare
calzando diligentemente i guanti.
Si sa che, in fondo, l’uomo è cacciatore;
pertanto, che ti piaccia o non ti piaccia,
non puoi per legge chiudere la caccia
Mangiar solo polenta, che squallore!
Ma appena il nostro papa Benedetto
ha udito profilar la profilassi,
ha urlato: “Fate retro, zatanassi!
Non qvello è l’uccellin ke fa protetto!”
In seguito è arrivato anche il Camillo
a dir che solamente l’astinenza
preservarci potrà dall’influenza.
Guai a te se scopi come un mandrillo!
Insomma, va a finir che il cittadino,
seppure laico in spirito e moderno,
per tema di finir dritto all’inferno
s’astiene dal pollame e dal tacchino.