Al grido di “Io paura drago di fuoco, Grande Spirito di Montagna non vuole”, l’ominide si è unito ai valligiani che stanno bloccando i cantieri per la futura linea Roma-Lione. Ma il suo collega Oetzi, l’Uomo del Similaun, prende le distanze: “Zoliti italiani, mai folere kantieri tafanti zua kaferna, per kolpa zua a miei tempi zaltata pizta per mammut Altamira-Vienna”. Alla radice delle proteste, uno sconcertante caso di omonimia: la Val di Susa verde e ridente che i dimostranti vogliono difendere dalla Tav si chiama esattamente come la Val di Susa cosparsa di squallidi condomini che si incontra rientrando in Italia dalla Francia. Un’impresa tunisina, la Annibale Srl, propone un progetto alternativo privo di impatto ambientale: con una linea di elefanti veloci si possono attraversare le Alpi nel giro di qualche settimana. Il ministro Scajola dà ragione ai manifestanti: “E’ vero, non si può scavare una galleria in una montagna piena di uranio: meglio costruirci una bella centrale nucleare”.
I climatologi concordano: dalla devolution al latte macchiato Nestlè, passando per il bluff dell’aviaria fino al libro di Sandro Bondi, mai tante schifezze piovute tutte insieme sulla penisola nello spazio di un autunno. Il semestre bianco si tinge di marrone: l’ondata di piena si prevede verso febbraio, con l’infiammarsi della campagna elettorale. Le precipitazioni caccose sommergono il Centro: evacuate l’Udc e l’Udeur. Ai disagi di “Latrina” si sommano quelli del maltempo: mentre la pioggia blocca la A14, grossissimi stronzi ostacolano il percorso della Ru486. Da Nord a Sud, merda a livelli record nelle città. A Bologna, finalmente un passante interviene contro uno stupro in strada: “Spostatevi, siete su un passo carrabile”. Torino, imminente il ritorno dagli Usa di Lapo Elkann: “Non posso mancare per le Olimpiadi della neve”. Messina, dopo i fischi a Zoro la Lega Calcio promette misure severe: tutte le partite di razzismo durante il quale si verificheranno episodi di calcio verranno immediatamente sospese. Tanto vale rivalutare gli acquazzoni veri, l’unico baluardo contro la deriva clericale: alla faccia dei meteo-con, venti centimetri di pioggia mettono in ginocchio il Paese più di un metro e mezzo di cardinal Ruini.
Più che un vulnus, un ictus costituzionale: basta guardare il mascherone del povero Senatùr per capire cosa succede quando si indeboliscono gli organi di controllo centrale. Ma Calderoli non lascia speranze: “La scissione tra il Nord e il Sud del viso di Bossi è stata approvata da un referendum confermativo fra i padani”. Ben 170 i sì alla riforma federalista, dovuti in gran parte al figlio del leader leghista, che accompagnava il padre in Senato: "Sì papi, ho fatto un buon punteggio - ha ammesso il ragazzino -, ma la Playstation del Senato fa proprio cagare". La Cdl difende le modifiche all'assetto dello Stato: “Non abbiamo diviso l’Italia, abbiamo moltiplicato per venti la Sicilia”. Aumentati i poteri del premier, che potrà cambiare i ministri e disfare i governi consultandosi solo con il suo stilista di fiducia. Le dimissioni di Fisichella imbarazzano An: “Cosa ci faceva un pilota di F1 fra i nostri senatori?”. Nel suo discorso al termine delle Giornate della Grappa Friulana, il presidente Ciampi assicura: “Vedo un Paese straordinariamente unito e concorde. Anzi, ne vedo due”.
La madre dei cretini tira un sospiro di sollievo: accolte le richieste dell’Udc, contraria a limitare l’assegno di mille euro ai bambini nati nel 2005. Ora ne avranno diritto tutti quelli che riusciranno a dimostrare di avere ancora un cervello da poppante in grado di credere alle promesse elettorali del centrodestra. Dure proteste degli embrioni: “Visto che per la legge 40 siamo già bambini, dateci subito la grana”. Per gli asili nido, nemmeno un centesimo, ma il ministro Tremonti spiega: "Sugli alberi i bambini prendono freddo, meglio tenerli a casa". Confermato il contributo a chi ha un disabile in famiglia: “Volevo tagliarlo – ammette Berlusconi –, ma la moglie di Bossi mi faceva un culo così”. In un impeto di generosità, il Cavaliere promette un tetto agli italiani poveri: “Sotto i piloni del ponte sullo Stretto ci sarà posto per tutti”. Ru486, è Storace il vero incentivo all’aborto: chi ha voglia di mettere al mondo figli in un paese che dove un bruto del genere fa il ministro?
Decine di vetture date alle fiamme alla periferia torinese: a mettere gli inquirenti sulla strada giusta, i volantini pubblicitari di una vicina concessionaria Fiat infilati sui tergicristalli carbonizzati. Sociologi concordi: “E’ un atto d’accusa contro un paese che favorisce le integrazioni ma scoraggia le immatricolazioni”. Dietro l’apparenza vincente di Luca, il dramma di un ragazzo delle banlieues: pur avendo la cittadinanza, in cinquant’anni non è ancora riuscito a trovare un lavoro onesto, ma solo venticinque presidenze. Parigi brucia, l’Italia si interroga: come distinguere i disordini dei sobborghi parigini da un normale dopopartita italiano? Ma il governo ha ragione, le nostre periferie sono a prova di rivolta: “Da noi gli immigrati non incendierebbero mai i cassonetti: poi dove dormono?”. Bologna, i consiglieri di Rifondazione tendono la mano a Cofferati: il sindaco pro-legalità sporge immediatamente denuncia per accattonaggio. Nessun pericolo di sommosse fra i clandestini raccolti a Lampedusa: sono così ammucchiati che non si possono sommuovere di un centimetro. Centrosinistra, Mastella respinge la tolleranza zero: “Io Zero non lo reggo, preferisco la tolleranza Cutugno”.