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08.11.05

La ville lamière! Prime auto bruciate in Italia, fermato Montezemolo

Decine di vetture date alle fiamme alla periferia torinese: a mettere gli inquirenti sulla strada giusta, i volantini pubblicitari di una vicina concessionaria Fiat infilati sui tergicristalli carbonizzati. Sociologi concordi: “E’ un atto d’accusa contro un paese che favorisce le integrazioni ma scoraggia le immatricolazioni”. Dietro l’apparenza vincente di Luca, il dramma di un ragazzo delle banlieues: pur avendo la cittadinanza, in cinquant’anni non è ancora riuscito a trovare un lavoro onesto, ma solo venticinque presidenze. Parigi brucia, l’Italia si interroga: come distinguere i disordini dei sobborghi parigini da un normale dopopartita italiano? Ma il governo ha ragione, le nostre periferie sono a prova di rivolta: “Da noi gli immigrati non incendierebbero mai i cassonetti: poi dove dormono?”. Bologna, i consiglieri di Rifondazione tendono la mano a Cofferati: il sindaco pro-legalità sporge immediatamente denuncia per accattonaggio. Nessun pericolo di sommosse fra i clandestini raccolti a Lampedusa: sono così ammucchiati che non si possono sommuovere di un centimetro. Centrosinistra, Mastella respinge la tolleranza zero: “Io Zero non lo reggo, preferisco la tolleranza Cutugno”.

Posted by Lia Celi at 08.11.05 10:44
Comments

:) crepai.

Posted by: petarda at 08.11.05 12:12

“Come distinguere i disordini dei sobborghi parigini da un normale dopopartita italiano?”
Bella domanda. Forse in Francia mancano i cori razzisti (anche se il ministro dell’Interno Sarkozy fa di tutto per stimolare la creatività della maggioranza silenziosa…)

Posted by: Roquentin at 08.11.05 20:39

Non so, continuo a preferire i roghi parigini. troppo esterofilo-romantico? :)

Posted by: Hernando at 08.11.05 22:55

Mi inchino con devozione alla battuta sui cassonetti. Tu non mi conosci, ma pensa che per breve tempo ho avuto una rubrichetta adiacente alla tua, su Clarence. Un caro saluto.

Posted by: stark at 09.11.05 14:58

L’8x1000 ALLA RICERCA SCIENTIFICA.

La legge 20 maggio 1985 n. 222, che ha istituito l'8x1000, non consente di fare una scelta diversa dalle religioni e dallo Stato. Per questa limitazione, circa 22 milioni di contribuenti non devolvono a nessuno il proprio 8x1000 dell'Irpef perché non condividono nessuna delle attuali opzioni di scelta disponibili. Quindi, la proposta di legge formulata dal giornalista Enzo Mellano, vuole consentire alla maggior parte dei contribuenti italiani, circa il 60 per cento, di non essere più orfani della libertà di fare una scelta laica e, volendo, di devolvere il proprio 8x1000 alla ricerca scientifica. A tale scopo, la proposta prevede che alle attuali opzioni di scelta, religioni e Stato, si aggiunga la ricerca scientifica. Ovvero l'aggiunta di un'altra casella su cui apporre la firma appunto per la ricerca scientifica.

E nel pieno rispetto delle convinzioni e delle scelte altrui, vale la pena ricordare che mentre in una religione si identifica solo una parte più o meno cospicua dei cittadini, nella ricerca scientifica si identifica tutta la collettività, nella speranza di trarne beneficio con risposte capaci di migliorare la qualità della vita. Perciò anche chi sceglie e continuerà a scegliere la Chiesa, ha interesse a firmare la petizione in atto.

LA RICERCA SCIENTIFICA MERITA PIU' ATTENZIONI PER GARANTIRE PIU' CERTEZZE ANCHE A TE. Se vuoi poter scegliere di devolvere il tuo 8x1000 alla ricerca scientifica FIRMA LA PETIZIONE per modificare la legge.

Per aderire e saperne di più vai sul sito www.clubfattinostri.it/8x1000.
Per chiarimenti rivolgiti al promotore, il giornalista Enzo Mellano.
Aderisci anche tu e fai il PASSAPAROLA. Non devi inviare soldi.
Il Promotore

Posted by: Enzo Mellano at 24.11.05 00:25

Mi chiamo Fabio Abati e sono uno studente della scuola di giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Dovrei fare una ricerca sui blogs oggi in Italia. Imbattendovi nel suo e trovandolo molto interessante, vorrei una sua opinione sul settore.

Che pensa del mondo dei blogger italiani?
E’ giusto considerare oggi i blog un importante oltrechè interessante media comunicativo?
Che futuro per questo modo di utilizzare la rete? Ritiene che l’abuso che se ne sta facendo possa rappresentare una minaccia?
Cosa pensa dell'abitudine dei giornalisti di utilizzare i blog come fonti?
E poi, in conclusione, mi saprebbe dare una sua definizione di blog?

La ringrazio anticipatamente per qualsiasi aiuto vorrà dare alla mia ricerca. Attendo una sua risposta.

Saluti

Posted by: Fabio Abati at 02.12.05 11:34
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