RIMINI - A Rimini la popolazione è divisa in tre tipologie: i riminesi, i turisti, gli alieni. E proprio a questi ultimi (i residenti in città ma di nascita e provenienza diverse) è dedicato "Alieni a Rimini!", ovvero "Come integrarsi fra i riminesi senza perdere il buonumore", l'esilarante libro di Lia Celi (illustrato dal marito Roberto Grassilli) che sabato 28 il Corriere di Rimini regala ai suoi lettori.
La Celi, giornalista di costume nata a Parma da genitori romagnoli, ha scritto sul settimanale satirico Cuore, su Smemoranda, Avvenimenti, Cosmopolitan e altre riviste nazionali. Ha pubblicato libri di vario genere, tra cui letteratura per l'infanzia. Roberto Grassilli, illustratore bolognese, ha disegnato fumetti e vignette e ha recentemente ideato un cortometraggio animato basato su una canzone di Piero Pelù. Dopo aver vissuto a Bologna, Milano e in altre città del Nord Italia, Lia Celi si trasferisce stabilmente a Rimini nel 2003 insieme al marito e alle figlie. In "Alieni a Rimini!" la scrittrice osserva e descrive con divertita ironia pregi e difetti degli "indigeni" e riconoscersi è inevitabile. Ecco sfilare, nelle 62 pagine del libro, il garbino, i bagnini, gli alberghi, "la stagione", il mercato...
"L'alieno - dice - riesce a vedere le cose con più distacco, le inquadra meglio rispetto ai locali. Chi vive qui da sempre non fa confronti, accetta certi aspetti in modo naturale, mentre a chi viene da fuori saltano subito all'occhio".
Quali sono le cose che ha notato?
"Come storicamente Rimini concentra 2500 anni di storia italiana, così certi atteggiamenti dei riminesi sono una miniatura dei pregi e dei difetti degli italiani".
Ad esempio?
"Il popolo italiano è meticcio, mescolato, A Rimini questo è più evidente, è una versione in scala dell'Italia. L'atteggiamento tra lo schifato e l'ammirato che hanno i giornali esteri quando parlano del nostro Paese è lo stesso che gli Italiani hanno di Rimini. In più questa città è una vetrina, ha una grande capacità di rappresentare i cambiamenti dei costumi".
A proposito di cambiamenti, il turismo riminese ha bisogno di nuovi stimoli.
"Quando le pensioni saranno vuote, il turismo riminese sarà costretto a inventarsi qualcosa, a mostrare altro.
Sarà il riscatto della Rimini a monte della ferrovia, quella che io amo".
Qual'è la caratteristica peculiare dei riminesi?
"L'uso saggio del tempo. La gente a Rimini si tiene molto tempo per se, la fretta della grande città qui non si trova. Si vede gente a passeggio, che prende il caffè, sta con gli amici. E una convivialità molto sana, molto italiana. Ed è anche una grande potenzialità che forse è stata poco sfruttata, che andrebbe arricchita, potenziata".
Come è nato questo libro?
"Mio marito è di Bologna e ha un lungo passato di militanza turistica a Rimini. E' nostra abitudine chiacchierare e sparlare dei riminesi. Bonariamente, certo, siamo ben lieti di essere qui. Però ci diamo le battute su quello che vediamo, giochiamo al rimpallo. Siamo un piccolo osservatorio domestico sulla riminesità. Scrivere il libro è stato facile, è bastato raccogliere il materiale".
Il libro è molto aggiornato, vi sono citazioni su eventi molto recenti, tipo la perdita del Festival del Fitness. Dall'uscita del volume sono successe cose su cui ci sarebbe da scrivere?
"Certo! Di materiale ne abbiamo ancora. Volevamo proporre al Comune degli aggiornamenti periodici. Ad esempio l'apertura delle Befane ha provocato nuovi modi di dire e di fare".
Nel libro un capitolo è dedicato agli avvocati. Lei scrive che in città c'è una vera passione per gli studi legali. Da cosa dipende?
"L'uso umano del tempo, quello che citavo prima, è la radice dei pregi e dei difetti dei riminesi. Una visione rilassata della vita, saper vivere bene la quotidianità è l'aspetto positivo. L'aspetto negativo è che più tempo hai da perdere, più te ne rimane per il pettegolezzo, per la litigiosità. Ecco quindi gli avvocati. Sono i luoghi comuni della provincia. Nelle piccole città sono più visibili, mentre nelle metropoli sono aspetti che si stemperano".
Altre caratteristiche del riminese tipo?
"La voglia di stare insieme, la paura della solitudine. I riminesi non amano stare soli. Ogni occasione è afferrata per stare in compagnia. E qui c'è una conseguenza negativa".
Quale?
"La solitudine è la madre delle grandi idee e quindi a Rimini di grandi idee ce ne sono poche. Una città così ricca di storia come questa ha dato poco culturalmente. A parte Fellini, non vi sono geni locali. Io ipotizzo che questo dipenda dal fatto che la solitudine, la riflessione, il rovello piacciono poco ai riminesi. Mentre queste sono caratteristiche propizie al genio".
Nel suo libro, sono citati molte volte la piada e i cassoni con le rosole. Le piace cucinare?
"Sì, amo molto cucinare e sono una buongustaia. La piada ho imparato a farla dalla mia nonna di Cesena. E la cucina riminese mi piace molto, è molto italiana nella sua semplicità. La piada poi si sposa con tutti i ripieni. E' un cibo molto tollerante, che piace a tutti. Da bambina ho abitato in Friuli con i miei genitori. Il nostro successo sociale è stato costruito sulle piade".
Il libro di Lia Celi e Roberto Grassilli sarà presentato dagli autori domenica alle 17 al Museo della Città, con l'introduzione dello scrittore Piero Meldini e di Nando Piccari.
Io credo che questi alieni esistono,ma credo anche che loro sappiano tutto su di noi e sono venuti sulla terra per liberararci da qualcosa che ancora non sappiamo.
Per me chi ha avuto un incontro ravvicinato non mente,perchè gli alieni rapiscono l'uomo solo per vedere come è fatto.
Che male c'è?
Io li ammiro.
Erika;14 anni