05.05.06

Azeglio e le storie tese: sette anni di ciampitudine (part two)

Dagli annali di Clarence, continua "Colle, pinne, fucile ed occhiali”, il racconto dell'ormai leggendaria elezione, nel 1999, dell'ottimo fra i presidenti della Repubblica. Che choc ricordare che all'epoca erano in lizza per il Quirinale anche Rosa Russo Jervolino e Marco Formentini...

COLLE, PINNE, FUCILE ED OCCHIALI
ovvero: chi diventerà Capo di uno Stato senza capo né coda?
Quinta giornata
- Dopo il ritrovamento del cadavere mummificato di George Mallory, lo scalatore inglese scomparso durante l'ascesa all'Everest nel 1924, nuova macabra scoperta nel mondo dell'alpinismo. Le pendici del Quirinale hanno restituito le spoglie di Emma Bonino, l'audace scalatrice che qualche mese fa aveva intrapreso la scalata del colle più alto di Roma. Le condizioni del corpo, rinsecchito e consunto, avevano illuso gli archeologi che si trattasse della mummia di Cornelia, la leggendaria madre dei Gracchi; poi l'esame al carbonio 14 e la presenza di una foto di Marco Pannella hanno ridimensionato le date. Sotto accusa l'imperizia degli sherpa della Bonino, un team di dilettanti che, vista l'impossibilità di farle raggiungere il Quirinale, l'avrebbero scaricata a metà strada.
- Il regalo più «in» per il prossimo Natale? Un paio di tappi di cera per le orecchie per affrontare senza paura il messaggio presidenziale di fine anno di Rosa Russo Jervolino, le cui quotazioni quirinalizie sono sempre più alte. Unico neo, la sua vedovanza, che priva il Colle di un «first husband». Secondo gli esperti di protocollo presidenziale, il problema potrebbe essere superato obbligando la Jervolino a farsi accompagnare dalla bara del consorte nelle visite ufficiali.
- Da tutte le regioni d'Italia sono arrivati nella capitale i Grandi Elettori che parteciperanno al voto di giovedì. Dopo il lungo e faticoso viaggio in vagone bestiame, i cinquantotto capi sono stati liberati in un recinto poco fuori Roma dove potranno scorrazzare e brucare fino all'elezione. «Devono essere in piena forma - spiega uno dei mandriani -, il mercato del Grande Elettore Presidenziale si fa una volta ogni sette anni, e i partiti sono disposti a sborsare cifre da capogiro per un esemplare docile e mansueto».
- Oggi si saprà se Walter Veltroni rinuncerà a candidare al Quirinale Carlo Azeglio Ciampi, con grande gioia di quest'ultimo. «Vuole mandarmi là solo per sbarazzarsi di me - spiega l'arzillo vecchietto -. Dice sempre: nonno, lì è un posto tranquillo, ci starai bene come al governo, io e Massimo ti verremo a trovare tutte le domeniche. Bè, neanche per sogno».

Sesta giornata
- Alla vigilia del giorno X sul colle più alto è ancora nebbia fitta. Perde quota la candidatura di Rosa Russo Jervolino a causa di uno sciopero delle ricamatrici del Quirinale, che in due giorni avrebbero dovuto ricamare «Lei» su tutti gli asciugamani del palazzo. Accantonata anche l'ipotesi di un presidente a tempo, ma Giulio Andreotti fa sapere che se c'è bisogno di un presidente a timer, può chiedere a certi suoi vecchi amici dei servizi segreti di confezionarne uno.
- Prime crisi isteriche per i cronisti parlamentari, costretti ad assistere in pochi giorni a un carosello di scene sconvolgenti: anziani candidati bruciati, istituzioni prese a calci, Fini che si allea con Veltroni per fottere Berlusconi, Forza Italia che trama con D'Alema per sedurre Marini. Uno psicologo sta aiutando gli sventurati giornalisti a raccontare il loro trauma attraverso dei disegni. Particolarmente significativo quello di A. M., dove si vedono due figurine umane minacciate da un enorme sedere con cento mani sporche. «I due sono la mia mamma e il mio papà - ha spiegato l'autore - e quello è Clemente Mastella».
- Incredibile: i vertici di Alleanza Nazionale dicono «sì» al candidato della sinistra Ciampi. «E' bastato un trucchetto psicologico - chiarisce il ministro del Tesoro -. Sono salito sul balcone di Piazza Venezia e ho chiesto a Fini e Gasparri: "Camerati, ne sarete voi degni?" e loro hanno risposto "sì" in coro».
- Ultimi preparativi a Montecitorio per il voto che domani vedrà la seduta del Parlamento a camere riunite. Già allestita la passerella dove i candidati alla Presidenza della Repubblica sfileranno in abito da sera e in costume da bagno e risponderanno a domande di cultura e attualità. Alcuni esempi: «Chi è stata l'ultima Miss Italia?» «Cosa cerchi in un premier, la bellezza, la ricchezza o la simpatia?» «Quale taglia di Repubblica porti, prima o seconda?»

Settima giornata
- Italia divisa sull'accordo politico per una presidenza Ciampi: il 50 per cento degli italiani è contento perché Ciampi andrà al Quirinale, l'altro 50 è contento perché i Popolari l'hanno presa nel culo. Intanto fervono le trattative sul destino del Ministero del Tesoro. Probabile una spartizione fra Ppi e socialisti italiani: i popolari prenderanno il Ministero, i socialisti si accontenteranno di portarsi via il Tesoro.
- Cos'ha promesso D'Alema a Fini, Berlusconi e Casini in cambio del voto per Ciampi al primo scrutinio? «Assolutamente nulla - ha assicurato il premier -, il fatto che stamattina sia stata ricostituita l'Opera Nazionale Balilla, il Pool di Milano sia stato imbarcato su un piroscafo per la Nuova Caledonia e mia moglie da oggi sia la signora Casini è solo una serie di coincidenze fortuite».
- Folla delle grandi occasioni a Montecitorio. Per rendere l'aula più decorosa e accogliente si è provveduto a spolverare gli scranni, togliere le ragnatele ad Amintore Fanfani e invitare Francesco Cossiga a rimanere a casa sua. I cronisti hanno notato Gianni Agnelli entrare in aula a braccetto di Giulio Andreotti. «Forse merita l'ergastolo, ma rimane mio amico», hanno detto all'unisono i due senatori a vita.
- I primi atti del nuovo inquilino del Quirinale? Fare le volture dei contratti di acqua, luce e gas, cambiare la targhetta sulla buchetta della posta, dare aria alle stanze ed eliminare le tovaglie che coprivano le gambe di tavoli e poltrone, che Scalfaro considerava peccaminose.
- Un articolo di Claudia Mancina sull'Unità apre la polemica sul «terzo uomo». Considerato che i primi candidati sono un uomo e una donna, scrive la portavoce delle donne Ds, il terzo uomo è in realtà il secondo. In questo caso bisogna far entrare in gioco anche una seconda donna, primo, per rispettare il principio delle pari opportunità, secondo perché se no il secondo uomo finisce per fare da terzo incomodo. «Ma - continua la Mancina -, visto che in realtà ul primo uomo e la prima donna stanno comodi, il terzo-secondo uomo è in realtà il primo a stare incomodo, anche se grazie alla seconda-terza donna da terzo incomodo diventerebbe terzo o quarto comodo....» (la portano via).

Il dramma del presidente uscente (di senno)
Scalfaro atterrito: «Era uno scherzo, vero ragazzi?»

ROMA. Sorrisi, strette di mano, pacche sulle spalle, bravo Ciampi di qua e di là. Ma quando i corazzieri gli hanno messo le valigie in mano e gli hanno gentilmente indicato l'uscita del Quirinale, Oscar Luigi Scalfaro ha capito che qualcosa non andava. «Bè, ragazzi, ci siamo divertiti abbastanza, ora torniamo tutti al lavoro», ha detto, cercando di riguadagnare il suo studio. Ma poi dalla finestra ha visto arrivare in piazza del Quirinale un'Ape Piaggio carica di ponderosi saggi di economia, e ha capito che l'elezione del nuovo presidente non era una simpatica burla ordita da quei mattacchioni del Parlamento. «Ma come, mica sono passati sette anni» ha protestato, indicando il calendario del salone, che la figlia Marianna non aveva mai cambiato dal 1993 per illudersi di avere ancora solo cinquant'anni. Chiarito l'equivoco, Scalfaro ha compreso di essere ormai un ex presidente, e ha lasciato il Quirinale apparentemente rassegnato. Alcuni osservatori all'esterno del palazzo riferiscono di averlo visto rientrare da una porticina secondaria, ma sono voci cui si tende a dare poco credito. «Vitengo si tvatti di falsi allavmi», ha detto la nuova governante del Quirinale, una ottantenne dal mento pronunciato e dal naso aquilino che si è presentata a Ciampi annunciando di prendere servizio da oggi.


Posted by Lia Celi at 05.05.06 00:20
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