
Nota di R:ob: Questo testo dello scorso anno è circolato solo nelle terre di Toscana, finendo nelle mani privilegiate dei consumatori Coop di quella regione. Regalato in occasione dell' Otto Marzo, non ha avuto altra diffusione e quindi a buon titolo può diventare, qui e oggi, un omaggio natalizio di questo blog ai suoi assidui lettori. Traggo dalla quarta del libriccino: "Un libro dedicato alle donne che fanno la spesa, infaticabili esploratrici in missione quotidiana nell'insidiosa giungla dei prezzi. Ma anche ai loro mariti, compagni e figli, che le accompagnano o, a volte, le sostituiscono. Testi (di Lia Celi), vignette (di Francesco Fagnani) e un originale "test finale", aiutano a riconoscersi e a sorridere dei tic, delle abitudini e delle debolezze che tutti riveliamo quando andiamo per negozi o supermercati".
Trattandosi dunque di spendaccioneria, quale miglior periodo dell'anno, se non l'attuale, per rileggere queste righe? A nome della scrittrice, della nostra famiglia e del Consorzio Blog Casina Verde, vi auguriamo Feste degne e serene. E che il vostro Bancomat vi protegga, almeno fino al sei di gennaio.
A ogni otto marzo, c'è sempre qualcuno che brontola. Ci risiamo con le mimose, le cene tutte al femminile e pure l'immancabile libro-omaggio della Coop. Uffa, che bisogno c'è di festeggiarvi, a voi donne? Non siete più una minoranza oppressa. Statisticamente siete la maggioranza. E quanto all'oppressione, via: oggi una donna può fare tutto, come un uomo.
Alt: questa teoria è vera solo a metà. D'accordo, non esistono più leggi che impediscono alle donne, almeno in linea di principio, di esprimersi e di competere ad ogni livello con il sesso forte. Ma il grande vantaggio maschile non sta nel "poter fare tutto", bensì nel poter "non" fare tutto. O almeno di non doverlo fare tutti i giorni. Per capirci un uomo può fare il prof di matematica, o l'operaio, o il dirigente d'azienda o il panettiere - e basta. Ha una casa, magari anche una famiglia, ma non è tenuto a occuparsi personalmente della polvere sui mobili e del moccio al naso dei figli. Una prof, un'operaia, una dirigente o una panettiera può fare contemporaneamente anche la padrona di casa e la madre di famiglia. O meglio, deve. Perché il famoso "lavoro di cura", gratuito e invisibile come l'aria, è altrettanto necessario. E si traduce in qualità della vita, per i bambini, per gli anziani, e soprattutto per i tanti maschi italici che hanno sempre i calzini puliti senza averne mai lavato un paio in vita loro. A risentirne è la qualità della vita delle donne, in bilico fra lavoro e famiglia come equilibriste che non possono mai scendere dal filo. Già, l'Otto marzo non è più la festa di una minoranza oppressa. Semmai, di una maggioranza un po' depressa.
grazieeeeeee
Posted by: Loska at 02.01.07 14:18pare ci sia del testo troncato alla penultima risposta della bollinodipendente
Posted by: un lettore at 12.01.07 14:53Eccezionale! Spassoso è dire poco!! Non è prevista una ristampa??
Posted by: cmalox at 15.02.07 14:23