Ma che razza di economista sei? Se proprio dobbiamo cedere chilometri quadrati di Veneto a una banda di assassini internazionali, tanto vale scegliere quelli che pagano meglio e non vanno in giro coi caccia ad abbattere i nostri aerei di linea e a tranciare i cavi delle nostre funivie. Il sindaco di Vicenza conferma l’interesse di Osama bin Laden per la città: «Nel suo ultimo video salutava con la formula “Baccalàh akhbar”». Ma ormai l’allargamento della base Usa sembra cosa fatta: seguirà un referendum per approvare l’allargamento del culo dei vicentini. Il Pentagono rassicura i viticoltori della zona: «Rispetteremo la vocazione del territorio, installeremo solo bombe a grappolo». Mezzo miliardo di dollari, 4500 uomini in arrivo, stampa e tivù off-limits: più o meno come le nozze di Tom Cruise, ma con Bush al posto di Scientology. Gli americani hanno riempito l’Italia di installazioni militari contro il pericolo comunista, e ora i comunisti ce li abbiamo al governo: se adesso vogliono combattere al Qaeda, probabile che entro un decennio ci ritroviamo i mullah a Palazzo Chigi. E ora la Cdl chiede al premier di rispettare un altro impegnuccio preso dal suo predecessore con un paese amico: «Raddoppiare l'estensione della Città del Vaticano».
Vi saluto caramente, con un sovrapprezzo di Buon Anno a chi non ancora raggiunto da questo genere di auguri.
Una lite per rumori molesti, rancori non sopiti e soprattutto la fatale potenza di un noto detto popolare dietro il massacro nel Comasco. Gli inquirenti: «Ci saremmo arrivati prima, ma eravamo concentrati sulle piste “mogli e buoi dei paesi tuoi”, “parenti serpenti” e “Bacco tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”». Decadenza del crimine italico: altro che esame del Dna, spesso basta Frate Indovino. La Lega Nord difende i coniugi Romano: «Sono padani onesti, hanno sgozzato quattro persone però non hanno portato via uno spillo». Monta l’insofferenza del paese contro gli immigrati: «Adesso questi non si scomodano più nemmeno ad ammazzarci, e ci tocca di nuovo farlo da soli.» Trasferiti nel carcere di Erba, gli accusati non sembrano ansiosi di uscirne: «I nostri vicini di cella sono pedofili tranquillissimi, adesso finalmente possiamo dormire.»