Privati del loro più temerario leader militare, i talebani sfidano gli occidentali con la guerra dei nervi: il successore di Dadullah è il vincitore del concorso “Mullah fanatico con il cognome più incasinato”. “E’ crudele e non conosce la pietà – assicura chi lo conosce – non permette nemmeno agli intimi di chiamarlo con un diminutivo.» Il suo quartier generale è la regione di Helmand, che occupa quasi interamente con la sua carta di identità. Già si contano le prime vittime: cinque inviati americani colpiti da crampi alla lingua mentre tentavano di comunicare le sue generalità. Preoccupazione alla Casa Bianca: quando Bush sarà riuscito a leggerne per intero il nome del mullah, il suo mandato elettorale sarà già scaduto. Il ministro Parisi: «La spedizione italiana verrà rafforzata da un battaglione di logopedisti». Intanto gli Usa tirano un sospiro di sollievo per le notizie rassicuranti sulla salute di Muammar Gheddafi: «Sarà una canaglia, ma almeno ha un nome facile da pronunciare.»
Posted by Lia Celi at 14.05.07 13:08Un classico intramontabile
Posted by: Enrico Marsili at 15.05.07 00:32Diciamo che si situa in quella sottile zona grigia in cui la scontatezza sfuma nel classico. E sì che volevo infilarci anche il Mullah Sbudellah...
Posted by: lia at 15.05.07 10:37ho letto il tuo libro su anita garibaldi e mi sono divertita tantissimo, complimenti.
è strano come certe figure così intense a volte siano così poco valutate...
Lia, decine di compositori hanno scritto concerti e sonate apparentemente ingessati nella forma. Di solito ripetevano, pero` qualche volta dicevano cose nuove.
E poi non eri tu quella che discettava di epiteti e di ripetizioni nell`Iliade?
Saluti
cara jomarch, (che bel nick, sto rileggendo la tetralogia della Alcott e sono per l'appunto all'ultimo libro, i Ragazzi di Jo), Garibaldi e signora sono troppo due figure troppo libere e fieramente anticlericali per l'Italia di oggi. Sono felice se il mio libercolo ha reso un po' di onore alla nostra eroina nazionale che, guarda guarda, è un'immigrata. Ne abbiamo parecchie di grandi donne, in Italia, ma il nostro paese non sa celebrare le virtù delle italiane del passato come non sa valorizzare i talenti di quelle del presente, ahimè. Per Enrico: gli epiteti e le ripetizioni omeriche erano retaggio della tradizione orale (poveri aedi, era un aiutino). Ma, visti i chiari di luna, può darsi che la satira politica, troppo scomoda e pericolosa per i media, debba riscoprire la tradizione orale...
Posted by: lia at 15.05.07 19:25è pericolosissimo Mahbudreddinhallaghizrabnillallillah... pericolosissimo...
Posted by: stone at 15.05.07 20:05Dalla padellah?
Posted by: Bruzolo, il nano valsusino at 18.05.07 19:32