Quinto principio della Termodinamica: quando il termometro sale, il livello delle canzoni scende. Il senso estetico va in naftalina coi cappotti, e anche i supersnob che fanno le vacanze nell'agriturismo chic in Toscana si sorprendono a cantare sotto la doccia l'ultima scemenza a base di sole, mare e «sì señor». Nella fiduciosa attesa di un vaccino che ci immunizzi dai tormentoni estivi, indichiamo alla scienza i portatori del contagio, schedati per categoria.
LA CHICA LATINA. Pancia scolpita in vista, chiappa basculante, scapigliatura platiné (ma con due centimetri di ricrescita corvina), schizza sensualità e sebo da tutti i pori. Il suo hit estivo-tipo è una ramanzina sexy-incazzosa al solito boyfriend freddino e stronzetto stile ministro Tremonti.
In realtà la povera Chica, impegnata 24 ore su 24 in registrazioni, sessioni di ginnastica, cerette contro l'indomabile irsutismo mediterraneo e interviste in cui accusa le Chicas concorrenti di essere solo «fenomeni commerciali», ha scarsissimi contatti col sesso maschile, e se non si fidanza con il suo manager rischia di arrivare illibata alla cinquantina.
IL NEGRO ZUMBON. Che si chiami Afric Simone o Lou Bega, è l'eterno Bingo Bongo in tenuta kitsch post-coloniale che a estati alterne fa impazzire i bianchi in Europa e che negli Usa verrebbe linciato sia dagli yankee che dai neri, per offesa a entrambe le razze. Il Negro Zumbòn (di solito un oriundo con madre scandinava) arriva bailando allegro il baiòn ai primi di giugno e per tre mesi scassa i maròn all'orbe terracqueo con la sua negritudine da Corrierino. Il primo ottobre è già nella pattumiera della storia, ma nel frattempo il simpatico bluffatore ha messo insieme quanto basta per finanziarsi il baccalaureato in Filosofia Teoretica a Heidelberg e aprire una catena di ristoranti.
EL MUCHACHO CALIENTE. Incarna il sogno erotico della turista anglosassone nel Mediterraneo: un tamarro occhio-brunito con un culo favoloso che ti flauta all'orecchio «te quiero mi amor» ma che non mira spudoratamente al tuo portafoglio. Nei suoi video il bellone annaspa in frenetici baccanali di modelle torve e scosciate che dovrebbero evocare «la vida loca», ma fanno piuttosto pensare alla corsa ai saldi in uno store di intimo a Beverly Hills. Insomma, il Muchacho è la versione maschile della Chica Latina, anche se i maligni insinuano che come livelli di testosterone siamo lì (per ora è un pettegolezzo, ma se l'incauto non smette di farsi lessare gli zebedei da quei pantaloni in lycra ultra-fascianti, potrebbe diventare una triste realtà).
LA FRANCESINA. Tutta bon ton, ballerine, vocina acerba e broncetto annoiato, è un altro must dell'estate canzonettistica: vellica il Boncompagni che sonnecchia nel vacanziere medioborghese, troppo fine per sbavare per la Chica, ma che di fronte a questa torbida scolaretta con l'erre moscia ulula come il lupone di Tex Avery. Al tempo stesso, conquista le mamme ingenue, convinte che l'esile gattamorta made-in-France sia più perbene di quella sfacciatella di Britney Spears venerata dalle loro figliole. Genere ultra-deperibile (a 17 anni è già decotta, vedi Lio e Vanessa Paradis), d'inverno va pochissimo, forse perché vestita pesante la «moi, Lolita» perde gran parte del suo charme.
EL GRUPO SCIROCADO. Nessun discografico ha mai perso i suoi soldi per aver sottostimato il cattivo gusto dell'homo ferragostanus. Lo dimostrano gli effimeri allori conquistati da Colegiale, Lambade e Macarene. Sudamerica ed Europa del Nord sono serbatoi inesauribili di band cialtrone a scadenza trimestrale, da Rodolfo y su Tipica ai burino-scandinavi Europe fino ai più recenti Umbrellas con quel pastrocchio ellenico-greco-olandese chiamato «No tengo dinero». A settembre, quando, insieme alle foglie dagli alberi, cadono anche le fette di prosciutto dagli orecchi, ci accorgiamo all'improvviso che il tormentone che ci ha ipnotizzato per tutta l'estate era una boiata pazzesca, e restiamo soli con i nostri rimorsi, mentre el Grupo si è già diviso (soprattutto il bottino).
(da Urban, giugno 2002)
e che ci vuoi fare... e aggiungo che prima o poi la tappa del festivalbar tocca a tutti...
Posted by: stone at 03.07.07 17:07