03.08.07

Tutti al Porto Questa Sera

MobyCult07.jpgQuesta sera, venerdì tre agosto, Lia è chiamata a moderare e stimolare una presentazione libresca, nell'ambito della rassegna "Moby Cult", appuntamento tradizionale fra autori e pubblico proprio sulla "palata", il molo del porto-canale di Rimini (Piazzale Boscovich). Niente di strano, non fosse che l'autore di "Tutti al mare vent'anni dopo" è Luca Bottura, antico compagno di banco di Miss Celi ai tempi della redazione di Cuore e che i disegni che punteggiano il volume sono di suo marito, il solito Rob Grassilli. Per gli interessati, l'orario di inizio è le 21,30. Altre info nel Warehouse del coniuge.

Posted by robgrassilli at 02:26 | Commenti (31)

02.08.07

Figli di buona lupa, ovvero: perché gli antichi romani stanno un po' sulle scatole a tutti

Troppo potenti, troppo vincenti, troppo Romani. E i barbari, da Asterix a Bossi, non gliel'hanno perdonata. Ecco i sette motivi per cui ancora oggi amiamo odiare quegli yankee coi calzari.
1. IL LATINO. Duemila anni non sono bastati a guarire le lingue occidentali dal morbo del legionario. Oggi usiamo lo stesso alfabeto di Plauto, e da Oslo a Buenos Aires le élites escono solo da scuole dove si studia «fero-tuli-latum-ferre». Insomma, come non detestare l'unico popolo che riuscì a imporre la propria lingua all'Inghilterra?
2. LA TOGA. Hanno conquistato il mondo con una mano sola. L'altra serviva a tener sù quella specie di mega-pareo. Meno male: se avessero portato maglie e calzoni sarebbero arrivati su Saturno. Però sarebbe ora che gli storici ci spiegassero perché gli uomini che hanno creato il diritto non sono riusciti a inventare i bottoni...

3. I RUDERI. Considerato che i Romani erano troppo impegnati a costruire teatri per avere il tempo di andarci, è chiaro che li hanno eretti per rompere i coglioni a noi. Il Colosseo, a parte l'atomica, ne ha passate di tutti i colori, e ha ancora i fianchi più sodi della Marini. E poi, quella mania di seppellire i morti dove noi vorremmo far passare la metropolitana...
4. LE FRASI FAMOSE. Tutti copywriter, i Romani. Che si trattasse di attraversare un fiumiciattolo o arrostirsi la mano su un braciere, avevano sempre in tasca lo slogan giusto, pronto per i libri di storia. I politici di oggi pagano stuoli di cervelloni per tirar fuori banalità tipo «il paese normale».
5. LE PERSECUZIONI. Su questo punto i contemporanei sono divisi: chi rimprovera a Nerone ed eredi di aver massacrato i Cristiani, chi li accusa di aver lasciato le cose a metà. Senza contare le sofferenze inflitte agli innocenti leoni, costretti a pascersi di santi pelosissimi e macilenti quando avrebbero preferito un bel quarto di bue.
6. LA SCHIAVITU'. Perfino la Confindustria inorridisce di fronte a gente che deportava dai paesi conquistati donne e bambini per impiegarli nei lavori più debilitanti. Oggi sappiamo che è molto più comodo ed economico lasciare donne e bambini dove sono e portare i lavori debilitanti nei loro paesi, anche per evitare casini alla Spartaco.
7. LA MOGLIE DI CESARE. Dev'essere al di sopra di ogni sospetto, si sa. In compenso Cesare può essere bisex, golpista e ladro (almeno, quello di duemila anni fa pare lo fosse, anche se qualcuno parlò di complotto dei giudici). Così, a causa della coda di paglia del divo Giulio, ancora oggi le first-ladies fanno una vita d'inferno.
(da Specchio della Stampa, settembre 1999)

Posted by Lia Celi at 18:32 | Commenti (17)