Dalle ultime analisi del Ris appare sempre più complessa la dinamica dell’omicidio: mentre era impegnato a sgozzare la studentessa inglese, l’assassino stava anche cagando, perdeva sangue dal naso, si grattava la forfora e si passava in bocca il filo interdentale. I legali di Raffaele Sollecito: «Dimostreremo che non è suo il cerume trovato nel tostapane: il nostro assistito di solito se lo spalma sui pantaloni». Un colletto di camicia unto incastra un quinto uomo: che sia l’Uomo in Ammollo? Degrado organico della cronaca nera: dai delitti di sangue ai delitti di cacca, vomito e pipì. Che tristezza: in “Csi” il Dna serve a incastrare i colpevoli, da noi solo a sapere chi si è fatto il bidet. Nuove prospettive del diritto bio-penale: scoreggiare davanti al gip è incidente probatorio? Sconfortanti lacune tecnologiche dei ventenni: fanno meraviglie su Internet, ma non sanno tirare la catena del water. Ultimora, dopo una telefonata di Hillary Clinton, Amanda cambia ancora versione: «Ne sono certa: il negro che ho visto con Meredith era Barack Obama».
Posted by Lia Celi at 28.11.07 12:53Sei sempre mitica!
Posted by: gianni at 28.11.07 16:08lia, sei fantastica come sempre! ciao
Posted by: onlythetruth at 28.11.07 17:18(Domanda retorica):
Come mai rido cosi` spesso quando leggo i tuoi pezzi?
Grazie
Posted by: Enrico Marsili at 30.11.07 00:19Stamattina, brioches in bocca, apro il tuo blog pensando: "vediamo se ha aggiornato così mi faccio 2 risate prima di andare al lavoro...".
Riso ho riso, ma ho anche quasi vomitato sulla tastiera!!!
Sempre fantastici i tuoi post!
Posted by: Giampietro at 01.12.07 07:07cara Lia,l'unica cosa certa è il delirio di questi ragazzi in cui la noia detta legge e non ci sono filtri tra desideri e realtà.Tutti abbiamo desiderato l'estinzione del capo o di rivali più o meno reali..ma poi l'invidia e la rabbia fanno i conti con sentimenti più nobili e ci "rassegniamo" a una convivenza civile.Per la noia consiglierei il servizio civile obbligatorio, a contatto con una realtà in cui la sofferenza dell'altro non sia mediata dallo schermo di un PC ma arrivi direttamente.il pianto allora uscirebbe dai salotti della De Filippi e arriverebbe sui pantaloni firmati, si potrebbe vedere cosa vuol dire avere il problema di trovare casa o di non poter mangiare regolarmente.Basta col buonismo che è sinonimo di deresponsabilizzazione..E basta poi con questa violenza sulle donne.. con la complicità di altre donne..Rita
Cara Lia, da quando ti ho scoperta non passa settimana che non apra il tuo sito sperando in un tuo nuovo intelligente ed ironico commento.
Scrivo perchè sono molto d'accordo con Rita.
Mandiamo un appello ai giudici e ai presidi affinchè a certi ragazzi non siano assegnate sospensioni e multe, ma semplicemente qualche mese di servizio a favore della comunità assistendo i più deboli e facendo mettere le loro manine non sulle tastiere dei Pc o dei cellulari, ma nelle piaghe vere delle persone?
Un abbraccio
Care Rita e Simonetta, è abbastanza imbarazzante, ma storicamente a interessarsi di più dell'educazione dei giovani, addestrandoli fin dai primi anni alla fatica e al sacrificio, sono stati i regimi totalitari, fascismo, nazismo, stalinismo, e mettiamoci pure un certo cattolicesimo. Io non so com'eravate voi a vent'anni, io avevo avuto un'eccellente educazione di sinistra, senza lussi o vizi, non c'erano computer né telefonini, io non avevo nemmeno il motorino o lo stereo (non li desideravo nemmeno), eppure ero di un'insensibilità verso le sofferenze del prossimo (intendo proprio nel senso di "proximus", chi mi stava vicino) che oggi mi sembra spaventosa. E non è che i miei coetanei fossero molto meglio. Certi miei compagni di scuola torturavano i gatti - cosa che i ragazzi oggi troverebbero inaccettabile, in compenso bullizzano il compagno meno "macho" o la compagna bruttina (e questo, credetemi, è sempre avvenuto). Un certo autismo credo sia fisiologico nella giovinezza, ed è ciò che rende i giovani sempre un po' antipatici a chi ha qualche anno di più. Poi si matura, magari non molto, ma un po' si migliora. Però non è che noi adulti stiamo offrendo uno spettacolo tanto più esaltante, e come genitori siamo noi, spesso, a gettare nei nostri figli i semi dei brutti comportamenti. Per dire, conosco mamme che guardano ritualmente la De Filippi insieme alle figlie, o che lasciano che il figlio si porti a scuola il gameboy per paura che "si senta diverso" (in qualunque tipo di diversità maschile c'è sempre il sospetto della frociaggine). Un'infanzia troppo protetta, al riparo da qualunque frustrazione (ma non dall'ansia), non prepara alla vita, secondo me. E poi non possiamo chiedere a presidi e giudici di metterci una pezza.
Posted by: lia at 02.12.07 22:40Cara Lia
Il "pezzo" fa obiettivamente ridere però... lo trovo di cattivo gusto quantomeno. Mi ricorda lo stile del "Male" che, appunto,non si fermava di fronte a nulla, nemmeno ai cadaveri. Io credo che tu, nel tentativo di stigmatizzare alcune tendenze della televsione, incerto senso, ci finisci poi dentro. Insomma qui si sta parlando di una ragazza di 20 anni a cui hanno talgiato la gola, che è poi deceduta dopo un'agonia 3menda: ecco, io nn credo che si possa fare satira su argoemnti simili, anche per stigmatizzare chi fa cattiva informazione. Volgio dire: tu, deridendo questi "beccamorti" tv (fra i quali ci metterei pure quel grande, grosso... ehm "giallista" che è Lucarelli) devi necessariamente trattare gli stessi temi. I son spiegato!?
Sul restto (i giovani etc.) mi sembra un argomento comlesso e difficile da trattare così su due piedi.
Ciao
Alberto
Posted by: Alberto at 09.12.07 12:00Caro Alberto, ho tre bambine che fra qualche anno affronteranno questo mondaccio dove il peggior nemico di una donna è l'uomo che le vive accanto, capirai dunque quanto certo argomenti mi facciano paura. Però, quanta più angoscia mi istilla la cronaca (che del resto ci marcia) più sento anche il sacrosanto diritto di difendermene, con tutte le armi, proprie e improprie, compresa la satira greve. O trovi che rispetti di più i morti chi mi strofina sotto il naso tutti i giorni il tampone vaginale di un cadavere? Con tutta la considerazione per i problemi dei giovani, posso mandare un po' affanculo 'sti debosciatelli privilegiati di Perugia, il fuorisede cannaiolo con la colf, l'americana fighetta sociopatica, l'amico nero che. dice, se ne stava sul water con l'iPod mentre Meredith veniva sgozzata, ecc. ecc.?
Posted by: lia at 10.12.07 10:04eh si, ha ragione Lia.. un sorriso li seppellirà.. mi riferisco ai colleghi giornalisti che per "amore"del pubblico "che deve sapere" non risparmiano particolari perversi, rincorrono parenti in lacrime che secondo me alla domanda "cosa prova ora?" dovrebbero rispondere "e lei cosa penserebbe se fosse successo a sua sorella o a sua figlia?", che con finta partecipazione si informano se sono pronti al perdono..no, io non ho pietà di chi ficca il piede in una porta per entrare nelle ferite degli altri..e poi dei giovani parliamone ancora.. sono il nostro domani..i figli dei nostri dubbi..Rita
Posted by: Rita at 10.12.07 16:08Per la verità sarebbe "la risata" a dover seppellire, non il sorriso, ed è diverso... Comunque sia: io sono dell'avviso che quando c'è di mezzo il morto la satira sia fuori luogo. E quello in questione è un morto con la "m" maiuscola in quanto è un "morto ammazzato", è una donna, è una ragazza, una ragazzina (quasi una liceale), ammesso per comodità che ci siano diversi tipi di "morti". Ovviamnte Lia non intende farci ridere con la morta, ma con Vespa che utilizza un fatto raccappriciante per fare spettacolo. Uno può anche pensare: bah, Lia mette alla gogna Vespa perché appartiene a un area politica avversa la sua e pertanto, accredditata come comico di sinistra, fa il suo lavoro (scredita Vespa per abitudine, perché screditandolo ora sarà screditato anche quando,chessò, parla bene di Berlusconi), diciamo così. Oppure semplicemente perché deve scrivere un pezzo. Oppure è effettivamente indignata e schifata dalle performance del giornalista (versione che personalmente prendo per buona) e quindi ci dice: "guardate che schifo trasmette la Rai, che razza di giornalista è Bruno Vespa, cosa ci tocca vedere in tv, ma che verogna etc... ma facciamoci una bella risata (!)". Ecco io trovo che non si possa ridere di un fatto tragico, neppure "di rimbalzo" come in questo caso. E che ridere mentre ci si indigna sia in qualche modo un paradosso. Ma su satira, comico, grottesco etc. sarà certamente + competente Lia, saluti A.
Posted by: alberto at 10.12.07 21:17