28.12.07

Duemilaotto, mi butto di sotto! Previsioni sfasciste per fasciarsi la testa in tempo/2

MARZO
Dopo il New York Times, il Financial Times e il Times britannico, anche il Los Angeles Times, il Times of India e il Tonga Times bocciano l’Italia: non ci resta che sperare nei Times supplementari. Riforma elettorale sulla buona strada: i politici hanno già risolto il problema della quadratura del cerchio, l’ultimo teorema di Fermat e l’enigma dell’entropia dei buchi neri, ancora un piccolo sforzo e riusciranno a scoprire se esiste nell’universo un sistema di voto in grado di evitare la frammentazione e contemporaneamente garantire a Lamberto Dini un seggio in Parlamento. Cronaca, verrano nuovamente ascoltati i bambini dell’asilo di Rignano: «L’inchiesta non c’entra – spiegano gli inquirenti -, è che i racconti di ‘sti ragazzini ci attizzano da matti»....

Chieri, madre depressa stermina i figli e si uccide, disperato il marito: «E adesso io chi cavolo massacro?». Pasqua, italiani perplessi: meglio acquistare l’uovo con un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Cina, a quattro mesi dalle Olimpiadi grande amnistia per tutti i dissidenti politici disposti a fare da cavie nei collaudi dei trampolini delle gare di tuffi. Cultura, da un’antica pergamena trovata in una grotta presso il Mar Morto risulta che fu Luciano Moggi a truccare il sorteggio fra Gesù e Barabba, dopo aver chiuso Ponzio Pilato nel bagno dello spogliatoio.

APRILE
«Ritrovata la piccola Maddie», ma dal seguito della notizia, «su un Eurostar Roma-Milano arrivato in perfetto orario», appare chiaro che purtroppo si tratta di un pesce d’aprile di pessimo gusto. Politica, il Capo dello Stato respinge la quindicesima riscrittura del decreto sicurezza: manca l’articolo in cui si prescrive l’espulsione anche per i governi che in sei mesi non riescono a mettere insieme un cazzo di decreto decente sulla sicurezza. «Le Poste italiane sono le più inefficienti del globo», scrive l’Herald Tribune: il ministro delle Comunicazioni rimanda le critiche al mittente, ma disgraziatamente lo fa attraverso le Poste italiane, e la busta sarà recapitata al Tribune solo nel 2048. Venticinque aprile, sondaggio-choc: nove giovani su dieci non sanno cosa si festeggia perché non glielo hanno spiegato a scuola, uno non lo sa perché glielo ha spiegato Giampaolo Pansa. Anziano depresso uccide il figlio 63enne: «Invitava gentaccia tutte le sere e si prostituiva senza pudore», spiega il signor Vespa senior, per il quale vengono chieste le attenuanti. Esteri, in Iraq calano gli attentati, dopo che a Bagdad un terrorista kamikaze sunnita si è fatto esplodere davanti all’ufficio di collocamento per terroristi kamikaze sciiti, e viceversa. Ora Bush minaccia di spedire i suoi missili in Iran; «Okay – ribattono gli ayatollah -, ma solo se il prezzo è ragionevole e se non si tratta di ferrivecchi come quelli che ci ha venduto Reagan vent’anni fa per finanziare la guerriglia in Nicaragua». Sport, il Milan perde una partita dietro l’altra: colpa del nuovo centravanti, il senatore italo-australiano Pallaro, comprato da Berlusconi per far cadere il governo Prodi. «Mi è costato più di Kakà – si giustifica il Cavaliere -, dovevo pur fargli fare qualcosa».
(continua...)

Posted by Lia Celi at 00:35 | Commenti (2)

25.12.07

Duemilaotto, mi butto di sotto! Previsioni sfasciste per fasciarsi la testa in tempo/1

GENNAIO
Il 2008 si apre all’insegna degli auspici più nefasti. Il presidente Napolitano, nel suo rituale messaggio a reti unificate di San Silvestro, ha invitato gli italiani a uno scatto d’orgoglio e di fiducia, peccato che nel frattempo continuasse a singhiozzare, rendendo impossibile la comprensione del discorso. A mezzanotte il Paese rimbomba di botti, ma, come apparirà chiaro ai medici del pronto soccorso, si trattava per lo più di gente che dava di testa nel muro. Capodanno, il Papa raccomanda l’Italia a Gesù Cristo; il Figlio di Dio risponde che cercherà di procurarle un provino come valletta a Unomattina. La Befana porta ai bambini buoni il carbone, e a quelli cattivi l’ultima bolletta del riscaldamento. Tragedia familiare nel Presepe: in un raptus omicida, Giuseppe massacra moglie e figlio neonato e tenta di uccidersi gettandosi nel laghetto di carta stagnola: depressione e dubbi sulla paternità i moventi dell’insano gesto. Politica, i leader dei partiti minori chiedono a Prodi un incontro chiarificatore, ma fanno marcia indietro quando il premier gli fa notare che questo significherebbe per loro non apparire in tivù per almeno tre ore...

Le classifiche internazionali ci collocano agli ultimi posti come fiducia nel sistema giudiziario, ma il ministro Mastella smentisce: «Milioni di criminali sanno che sul nostro sistema giudiziario si può contare eccome». I giornali inglesi augurano buon lavoro al nuovo coach della nazionale Fabio Capello: «Fuck you dirty fascist Italian asshole». Capello non si offende: l’inglese ormai lo sa, è con la lettura che ha ancora dei problemi. Le uniche buone notizie vengono dalla cultura: questo mese non è uscito nessun libro di Federico Moccia.

FEBBRAIO
Nemmeno il Carnevale riporta il sorriso a un Paese sempre più depresso. I coriandoli sono diventati così cari che li servono ai veglioni Vip al posto del caviale. Prezzi record anche per i tipici dolci carnevaleschi, il ministro Bersani rampogna i pasticceri: «Gli unici autorizzati a vendere chiacchiere a peso d’oro siamo noi politici.» Al settimo cielo è Silvio Sircana, che almeno il Martedì grasso ha un buon alibi per avvicinare uomini travestiti da donna. San Valentino, prime crepe nei due recenti love-affair italo-francesi: sia Sarkozy che Air France trovano che le rispettive partner, Carla Bruni e Alitalia, siano viziate, ingovernabili e affamate di soldi. Si apre la Quaresima, e nelle chiese si ripete l’antica formula “ricorda che cenere sei e cenere ritornerai, specialmente se fai l’operaio alla Thyssen-Krupp”. L’Italia scende ancora nelle classifiche mondiali sui livelli di istruzione: per i nostri sedicenni l’alfabeto si riduce solo ad A, B, C, D e interregionale. Usa, Hillary crolla nei sondaggi: a penalizzarla è il suo scarso impegno nella guerra, non quella ai terroristi, ma quella alle rughe. Mass media, il Vaticano blocca una fiction della Rai su Goldoni: «Immorale dedicare un intero sceneggiato ai profilattici.»
(continua...)

Posted by Lia Celi at 00:17 | Commenti (3)

20.12.07

Un racconto di Natale: Achtung Canditi!

Se non vi piacciono i canditi, a Natale avete due possibilità: scartare il panettone e scegliere il pandoro (che, diciamo la verità, è un po' sciapo), oppure tenervi il panettone e chiamare me. Sono l'ispettore Poffice, l'acchiappacanditi. I miei colleghi alla centrale di polizia dicono sono un po' suonato. "Un asso come te - blaterano - dovrebbe dedicarsi alla caccia ai banditi. Canditi e affini non sono il tuo ramo". Che allocchi. Tutti sono capaci di acchiappare un bandito. Provate voi a infilare le manette a un candito, e poi ditemi se è così facile. E poi i bambini preferirebbero trovarsi nel panettone una gang di banditi - anzi, forse gli piacerebbe un sacco - piuttosto che un candito piccolo così...

Quei maledetti devono stare nel loro territorio: le cassate, le pastiere napoletane e i cannoli. Ormai mi conoscono: mi basta dire due paroline a un panettone sospetto, e tutti i canditi escono a mani alzate, senza fare storie e senza lasciare briciole sulla tovaglia. Un lavoro pulito, insomma.
Uno solo mi ha dato filo da torcere. Tony Cedro, il più verde, inafferrabile e astuto pezzetto di frutta mai entrato in un panettone. Una leggenda vivente: si diceva che fosse l'unico frammento superstite del Grande Candito, un pianeta glassato esploso milioni di anni fa. Riusciva ad infilarsi nei biscotti savoiardi, nei dadi da brodo e perfino nei formaggini. Lo tallonavo dall'inizio della mia carriera: la sua foto segnaletica, di fronte e di profilo, stava sul mio comodino, accanto alla sveglia e alle mentine, e tutte le notti sognavo di affogarlo nella crema di ricotta.
Ricordo ancora quella dannata vigilia di Natale. Avevo ripulito tutti i panettoni della città, ma di Tony Cedro nessuna traccia. L'ultima retata l'avevo fatta nel pomeriggio. Un'emergenza: il panettone destinato alla cena di Natale del sindaco era pieno zeppo di canditi. I suoi figli minacciavano una sommossa. Un lavoretto da niente: cinque minuti, e il panettone era più immacolato di un pandoro. Fra gli arrestati, due ciliegie-boss di prima grandezza, e Cedro mancava ancora all'appello. Ormai era inutile tormentarsi: era quasi mezzanotte e bisognava festeggiare. Il mio pasticciere di fiducia mi aveva appena consegnato un panettone fatto apposta per me: senza l'ombra di un candito e zeppo di uvetta.
Ma, accidenti, quella scaglietta sulla crosta dorata del mio dolce era troppo verde per essere un'innocua sultanina. Per mille milioni di liquirizie succhiate! Non potevo crederci: ero faccia a faccia con l'imprendibile Tony Cedro. "Sei in trappola, maledetto. Non so come sei riuscito rovinare il mio panettone, ma da oggi in poi non potrai più rovinare il Natale ai ragazzini. Ti dichiaro in arresto. Uscirai da questa stanza solo dentro una cassata da morto". Tony si arrampica a fatica fuori da un oblò di pasta. Ma era davvero lui? Opaco e rinsecchito, non assomigliava certo a un pericoloso latitante. "Hai vinto, Poffice, - sussurra con una vocina debole debole - mi arrendo. Mi sono infilato apposta nel tuo panettone perché finalmente mi acchiappassi. Sono vecchio, il mio zucchero non è più quello di una volta. Prendimii, te lo chiedo per favore". Non me l'aspettavo. Quella formichina era il leggendario Tony Cedro, lo scassinatore di panettoni, il profanatore di savoiardi? "Ti vedo deluso, ispettore, - mi fa - ma mi avevi sopravvalutato. Voglio raccontarti la mia storia". Anni prima era stato una semplice scorza di agrume siciliano, spinta dal bisogno a lavorare al Nord, come tanti suoi amici. Gli avevano detto che lassù c'era bisogno di loro: la Grande Fabbrica di Panettoni aveva fame di canditi. "Tanti anni di onesto lavoro - singhiozzava Tony - finché qualcuno si è accorto che ai bambini non piacevamo. Ma dimmi, Poffice, perché ce l'hanno proprio con noi? Quei mocciosi parlano sempre di cacca, piscia e puzza, e poi se la prendono con dei pezzetti di frutta zuccherata. Hai mai visto un candito in un biscotto alla moda, in una merendina della televisione? L'ultima riserva per noi era il buon vecchio panettone natalizio. E adesso tu vuoi scacciarci anche da lì".
Piangeva, povero vecchio Cedro. E anch'io ero un po' commosso. Ma cosa potevo fare per lui? "Mangiami, ispettore - implora Tony - E' il regalo più bello che puoi farmi: permettermi di coronare la mia carriera con dignità. A questa età, con i miei acciacchi, finire in una cassata umidiccia sarebbe una tortura. Da' un morso a questa fetta di panettone. Non ti accorgerai neanche della mia presenza". Cosa? Mangiarlo? Sai che figura, se si veniva a sapere in giro. Vedevo già i titoli sui giornali: "Poffice venduto - Il grande nemico dei canditi manda giù Tony Cedro". Nessun bambino si sarebbe più fidato di me. "Non lo saprà nessuno, ispettore. Facciamola finita. Ormai non sono che l'insapore fantasma di un candito, e non farei paura neanche al più schifiltoso dei ragazzini. Prova e vedrai".
Così è finita la grande sfida tra me e Tony Cedro, e dopo tanti anni ancora non ho capito chi di noi due ha vinto. Ma adesso scusatemi, mancano poche ore a Natale e ho ancora un bel po' di panettoni da perquisire. C'è stata una soffiata: il nipote di Tony, Bobby Cedro, è stato visto in città, spavaldo e fresco di glassatura. Mestiere duro, quello dell'investigatore.
Ah, già, dimenticavo: buon Natale, pivelli.
(da Cuoricino, inserto per bambini di Cuore, dicembre 1993)

Posted by Lia Celi at 23:10 | Commenti (3)

11.12.07

Tina, la spia che non ci amava per niente

Tina, la spia che non ci amava per nienteScrittrice, amazzone, maliarda, agente segreto al servizio di Sua Maestà durante la Seconda Guerra mondiale, salvatrice di opere d'arte e prof al Liceo-Ginnasio di Rimini: no, non è un "trovate l'errore". Albertina (Tina) Crico, alias Roxane Pitt, morta a Londra nel 1994, fu davvero tutto questo, e forse anche di più.

Un tipo di donna avventurosa di cui si è perso lo stampo, ma non il ricordo, grazie allo storico Federico Muccioli e al suo prezioso libretto «Il registro della spia – Le molte vite della professoressa Tina Crico», appena pubblicato dalla Panozzo Editore .
Tina, la spia che non ci amava per nienteIl volume verrà presentato sabato 15 dicembre a Rimini, nella Sala del Buonarrivo, Corso d'Augusto 231. All'incontro, coordinato da Lia Celi insieme all'autore, saranno presenti Maria Luisa Zennari e Manlio Masini. Si sconsiglia la presenza agli allergici alle spy-story e al profumo di cuoio di Russia.



Posted by robgrassilli at 10:51 | Commenti (0)

05.12.07

Kamerasutra! Tutti pazzi per la Bertinotti-sexy-webcam: «Chiamami e guardami mentre faccio cadere Prodi»

Non contento di esibirsi ogni giorno sui giornali e in tivù, l’anziano esibizionista trasferisce in rete il suo vizietto preferito: «Ciao, mi chiamo Fausto B., porto una terza carica dello Stato e ho tanta tanta voglia di fottere il governo come nel ‘98, vuoi guardarmi? Solo 0,90 euro al minuto». Subito migliaia gli utenti collegati con il live-show più piccante del momento: «E’ più eccitante di Libero, del Tg4 e perfino delle porno-chat di Clemente Mastella.» Con un piccolo sovrapprezzo, i fan possono vedere Fausto mentre fa il pissing nel piatto dove mangia. Erotomani divisi: per alcuni era più arrapante il Bertinotti di nove anni fa, quando inchiappettava Prodi in tandem con Massimo D’Alema. Rifondazione prende le distanze dal suo leader carismatico: «Novanta centesimi al minuto ci sembra un po’ troppo per un lavoratore, la Brambilla ne chiede solo settanta». Palazzo Chigi prova a riconquistare il mercato dell’hard on-line: presto attivo un sito per collegarsi in diretta al navigatore satellitare di Silvio Sircana.

Posted by Lia Celi at 14:29 | Commenti (1)