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09.04.08

2004/ELEZIONI: NIENTE AMORE, SOLO SEGGIO

Il cast sembra assortito dalla Aran Endemol: una mezza dozzina di studenti ambosessi, disoccupati o atipici a canna, più uno statale di mezza età con tendenze dispotiche. Il format li obbliga a coabitare per cinque giorni in una fetida aula scolastica compilando registri e spulciando schede. E' la sezione elettorale il prototipo dei reality show, o, come la definiscono i critici d'arte contemporanea, un Ur-Grande Fratello ibridato con un happening di Allan Kaprow? Lo verificheremo domenica, quando dalle 6 alle 22, tutti potremo interagire creativamente con i performer votando, o solo guardarli mentre scrutano, amoreggiano o si imboscano le biro. Intanto, scopriamo alcuni aspetti del "making-of"...

IL BALLO DI SAN VOTO
La strada della democrazia è lastricata di soprusi. Esempio, il presidente di una sezione elettorale non viene eletto dai suoi membri, ma imposto dall'alto. Compito del presidente è nominare il segretario (di solito l'unico fra giovinastri cresciuti nell'era digitale che sa ancora usare una penna) e strapazzare il resto della ciurma urlando come Trapattoni a bordo campo. Vigilare sulla correttezza del voto è per lui un obiettivo secondario. Quello principale è battere sul tempo il presidente della sezione 407, suo rivale fin dalle Europee dell'84, un negriero in monocolo e stivaloni che gira con uno staffile e riesce sempre ad aggiudicare al suo equipaggio il titolo di Sezione Più Veloce. Per sconfiggerlo l'avversario usa tutti i mezzi, dal sabotaggio dei temperini al lassativo nell'acqua minerale. Unisce i duellanti il disprezzo per i rappresentanti di lista, sempre pronti a scambiare per brogli il loro sano agonismo.
IL RATTO DELLE CABINE
La prima brutta sorpresa per lo scrutatore è che l'unica sedia da adulto è stata requisita dal presidente e che per cinque giorni lui dovrà accoccolarsi su un banco da scolaretto dal quale si rialzerà rattrappito come Leopardi. Seconda brutta sorpresa, lo spoglio delle schede è l'ultimo dei suoi doveri. Prima bisogna aprire gli scatoloni con le scenografie che trasformeranno un'aula di II elementare in un tabernacolo di democrazia. Pregevole modernariato anni '50, dalle urne tarlate alle cabine con i graffiti vintage "Abbasso Saragat", alle matite che Gaber buonanima "quasi quasi si portava via". Poi occorre staccare dalle pareti tutti i disegnini degli alunni per far posto alle liste dei candidati. Problema: come appendere un manifesto formato lenzuolo con lo scotch fornito dallo Stato, adesivo su qualunque superficie che non sia carta o muro? Il segreto è appendere le liste in obliquo (per una nota legge fisica, il manifesto appeso diritto si stacca continuamente, quello sbilenco non fa una piega neanche con un sesto grado Richter), altrimenti finisci imbozzolato nel manifesto e nello scotch, e il presidente ti obbligherà a fare l'uomo-sandwich. A questo punto, approntati i registri, si devono contare le schede vergini e pre-piegarle una a una secondo lo schema ideato dai Padri Costituenti, prima di consegnarle all'elettore. (Fatica inutile: malgrado la pre-piegatura, nove elettori su dieci chiudono la scheda a casaccio, il che spiega come mai Italo Calvino decise di ambientare la sua "Giornata di uno scrutatore" direttamente al Cottolengo).
OGNUNO FA LA SUA CROCE
Come ben sanno gli scrutatori di lungo corso, le elezioni fanno sentire giovani i vecchi e vecchi i giovani. I neo-elettori non si affannano, vanno a votare alla sera e si spicciano in pochi minuti, come se non avessero fatto altro nella vita. I vegliardi si agitano come matricole e si fiondano al seggio all'alba, convinti che funzioni come al mercato: chi arriva prima si accaparra i candidati migliori, mentre i tiratardi devono votare gli scarti. Certi nonni votano dal '46 ma non hanno ancora capito che la preferenza non va espressa a voce alta allo scrutatore. Per non parlare di quelli che cercano nelle schede i partiti della Prima Repubblica, costringendo gli scrutatori a improvvisare un sunto bipartisan degli ultimi 15 anni di storia italiana. Meglio lasciare ai vecchietti le loro illusioni, in stile Goodbye Lenin, almeno finché ogni sezione non verrà fornita di defibrillatore.
ANALISI DELLE URNE
Concluse le operazioni di voto, arriva il momento più difficile: la conta ad alta voce. Lo scrutatore deve appellarsi a tutto il suo self-control per non salutare ogni voto con pernacchie o "evvài" a seconda del suo personale orientamento. Soprattutto deve resistere alla tentazione di completare di nascosto le schede bianche con una crocetta a suo piacimento o di ingoiare quelle favorevoli a chi gli sta sulle balle. Al massimo può distrarsi con le schede nulle, sperando invano di intercettare la leggendaria fetta di mortadella con relativo "magnatevi pure questa". Forse non è una leggenda, ma oggi la mortadella costa come il Parma, e neanche i qualunquisti hanno soldi da buttar via.

(da Urban, giugno 2004)

Posted by Lia Celi at 09.04.08 23:07
Comments

Bentornata.
Ci sei mancata.

Posted by: Cavaliereblu at 10.04.08 00:20

Anch'io mi sono mancata... e continuo a mancarmi, visto che sono costretta a farmi viva con un vecchio, seppur valido pezzo. La prolattina mi ottunde la vena satirica, ma cercherò di svegliarmi quanto prima!

Posted by: Lia Celi at 10.04.08 00:44

ho autoprodotto da pochissimo questo struggente cartone animato elettorale dalle forti tinte entiberlusconiane

http://it.youtube.com/watch?v=0DUBzklVT9w

Posted by: giandiero at 10.04.08 16:39

cara lia dopo aver "tenuto" quello spettacolo di tua figlia iris al nido..è una gioia ritrovarti così spettacolare! meris

Posted by: melograno at 10.04.08 22:15

cara Lia.. bentornata..in queste ore di febbrile attesa in cui non resta che rivedere il tuo contributo su You Tube.. e sperare che il nano pieno di fondotinta non entri più nelle nostre vite.. Tra una poppata e l'altra non dimenticarti di noi.. facci sognare.. o almeno ridere dell'equivoco per cui ci ritroviamo a vivere in questa situazione da Tardo Impero..a credere alla promessa di milioni di posti di lavoro o a sperare nell'arrivo del Principe Azzurro miliardario che ci riscatti dai COCOCO..
Ciao mamma felice. Rita

Posted by: Rita-quella di "Cuore" at 14.04.08 11:22
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