Grazie al pacchetto sicurezza, possiamo dormire tranquilli: se i vicini di casa leghisti sono fuori a caccia di stranieri, non verranno a massacrare noi. Ecco una miniguida per cavarsela nell'inferno dei nuovi «angeli custodi».
RONDE DI PENSIONATI: coppoletta in testa e «Libero» arrotolato sottobraccio, mettono in fuga i bruti lanciandogli a mo’ di fionda la borsina della spesa che portano sempre appesa al polso. Unico problema: quando chiamano il 118 non spiegano l’accaduto, ma si mettono a raccontare per filo e per segno i propri malanni.
STUDENTI VIGILANTI: fosse per loro se ne starebbero a letto, ma gli affitti per fuorisede sono inavvicinabili, e quando chiudono le biblioteche i poveracci sono costretti a girovagare in città per scaldarsi. Riconoscibili perché mentre pattugliano ripassano ad alta voce Diritto Privato.
RONDE PADANE: si distinguono per la bandana verde, non portano armi da fuoco ma le sparano grosse ugualmente, specie se nei pressi c'è un giornalista. Non intervengono mai d’impulso: quando sentono una donna gridare aiuto, si accertano che abbia un accento settentrionale.
CITY ANGELS: il loro modello sono i Guardian Angels di New York, tant’è vero che si scambiano al telefonino indicazioni concitate tipo «Scippo all’angolo Broadway-34esima» quando in realtà sono in corso Buenos Aires. Non servono a un tubo, però si divertono un sacco.
FRONDE: ronde di sinistra nate per prevenire gli eccessi quelle di destra. Quando vedono tre o quattro bianchi che girano insieme guardandosi intorno con aria aggressiva, li seguono leggendogli ad alta voce l'ultimo editoriale di Famiglia Cristiana. In genere vengono salvati da un romeno di passaggio che chiama la polizia.
A ispirare i pigiami elasticizzati dei protagonisti della sci-fi televisiva, il sogno di una società libera, progredita, senza impacci. E cioè...
1. Senza sessi. La telefantascienza è unanime: le gonne non possono sopravvivere fuori dall'atmosfera terrestre. Fra l'altro l'assenza di gravità provocherebbe alle sottane delle eroine un continuo effetto-Marilyn distraendo i compagni d'astronave. La tuta stile boys della Carrà di Spazio 1999 annulla le discriminazioni uomo-donna, così tutti e due possono dedicarsi a discriminare gli alieni.
2. Senza classi. Su questo punto Spazio ci ha preso: nel 1999 la tuta è un vero e proprio rullo compressore delle differenze sociali. Basta andare alle otto del mattino ai giardini per constatare che è impossibile distinguere l'avvocato che fa jogging dall'albanese che spaccia, se non per il fatto che l'avvocato è più sudato...
3. Senza grassi. Un'umanità snella, soda, in grado di riempire le tute stretch senza antiestetici rotolini da Pozzetto in dolcevita: ecco l'utopia di Spazio. Un sogno confermato dalle ultime scoperte dell'astrofisica: se l'universo si espande meno è solo perché ha seguito i consigli del dietologo di Pavarotti.
4. Senza sudore. Forse sulla luna un giorno si potrà respirare. Traspirare, no. Quando l'unico capo di vestiario è una tuta di lycra, decine di terrestri in una sala-comandi ermeticamente chiusa non sono un equipaggio, ma un arsenale batteriologico. O ascelle a tenuta stagna, o tonnellate di spray deodoranti, tanto nel cosmo puoi fottertene del buco nell'ozono.
5. Senza bottoni. Nello spazio profondo nessuno può sentirti urlare «Porca zozza, me ne è saltato un altro». La tuta affranca l'uomo da ago, filo e mamme capaci di usarli. Così il comandante Koenig non deve cominciare la giornata smadonnando per l'ennesima asola orbata e il dottor Russel può limitarsi a riattaccare arti persi in battaglia.
6. Senza armadi. Una tuta l'ha addosso, l'altra (uguale) nel cassetto: ecco tutto il guardaroba del personaggio di Spazio 1999. Ingualcibile, indistruttibile, tarmifuga, la tuta riveste un uomo libero dall'incubo degli abbinamenti giacca-cravatta e una donna non più dipendente dai saldi di fine stagione.
7. Senza mutande. Mai visto segno di slip sotto le tute fascianti di Spazio 1999. E nemmeno sotto quelle di Star Trek, con tutto che il capitano Kirk non era un fuscello. Questa volta l'assenza di gravità aiuta, rendendo inutili mutande, sospensori e Wonderbra. Meno male, perché né sulla base lunare né sull'Enterprise c'è tutto quel posto per stendere il bucato.
(settembre 1999)
«E’ stato un lavoro da farmacista»: così ha definito Bonolis la sua taumaturgica conduzione del Festival. Un farmacista da un milione di euro? «Certo,» ha spiegato Bonolis, «ho sempre lavorato dalle ventuno all’una di notte, perciò è scattata la tariffa notturna.» Orde di farmacisti, che un un milione di euro non lo vedranno mai in tutta la loro vita, si sono raccolte a Viale Mazzini nella speranza di essere selezionate per la conduzione di Sanremo 2010.
Per restare in argomento: Acutil, Memoserina e altri integratori per la memoria letteralmente spariti dalle farmacie di Sanremo. A poche ore dalla chiusura del Festival, giornalisti e addetti ai lavori si stanno già dimenticando chi cazzo è Marco Carta e non sanno più distinguerlo dal tizio che ha vinto l’anno scorso, vattelapesca chi era. I Jalisse hanno inviato al vincitore un telegramma di solidarietà, accolto dal cantante con viva perplessità: «Jalisse? E chi sono?»
- E ancora sullo stesso argomento: sconcerto della vedova Reitano, nel ricevere il premio Città di Sanremo alla memoria del marito: «Come memoria il povero Mino era un colabrodo. Non era meglio dargli un premio per come cantava?»
- C’era la De Filippi sul palco, ha vinto il suo protetto, eppure tutti negano che l’ultima serata di Sanremo sia stata la succursale di Amici. «Sarebbe come dire che io sono la moglie di Maurizio Costanzo solo perché l’ho sposato,» ha spiegato la De Filippi.
- Grande successo dell’appello di Bonolis in favore degli operai di Pomigliano d’Arco: «Da mesi in cassa integrazione a 750 euro, hanno chiesto che accendessi una luce su di loro.» Sergio Marchionne ha immediatamente raccolto l’appello: «In cassa integrazione da mesi? Cribbio, mi ero proprio dimenticato di licenziarli.» Vincent Cassel si è offerto di ingaggiare tutti gli operai come comparse nel suo prossimo film, un noir psicologico. «Il film è psicologico,» ha spiegato la star francese, «ma le comparse lavorano in noir.»
- En plein per Arisa, che oltre alla vittoria per le Nuove Proposte si è aggiudicata premio della Critica si è aggiudicata il Premio Sosia di Harry Potter. La sua storia sembra quella di Cenerentola, con l’unica differenza che Cenerentola, almeno fino a mezzanotte, era vestita bene. «Voglio che tutti sappiano che mio padre fa l’autista di mezzi pubblici», ha orgogliosamente rivelato in conferenza stampa. Ma i giornalisti l’avevano già intuito: Arisa era arrivata con mezz’ora di ritardo. Il suo brano, «Sincerità», sarà quello che canteremo più spesso sotto la doccia: assomiglia ad almeno trentacinque canzoni famose.
- Si congeda (o si congela?) il Festival del Freddurista. Qual è il mare più insipido? Il Mar Cocarta. Quale canzone ha scritto Gino Paoli per Arisa? «La sciatta». Chi è la cantante più richiesta sui cellulari? Tricarica. E quello sempre in frac? Marco Marsini. E perché Sal Da Vinci parla sempre da solo? Perché è un cantante me-lo-dico. Arrivederci prossimo anno!
- Sorpresi i sanremesi dall’invasione delle conigliette di Hefner. Credevano si trattasse della presentazione delle candidate del Pdl alle Europee. Hugh Hefner, il novantenne che grazie al Viagra ha il pisello duro come le sue arterie, fa scuola ai vecchietti che svernano a Sanremo: ora tutti pretendono che le loro badanti ucraine indossino lunghe orecchie bianche e un pompon sulle chiappe.
- Sdegnato il direttore dell’albergo che ospita Povia: «Si è fregato le lenzuola della camera per scriverci le sue fesserie.» «Mi spiace,» si è difeso il cantautore, «ma i portacenere erano troppo piccoli e i teli da bagno erano tutti macchiati.» Comunque il suo messaggio ha colpito nel segno: Serenità è meglio che felicità, ed entrambe sono meglio di Sincerità di Arisa.
Un cameo anderseniano l’incursione della streaker sul palco di Sanremo. Che, a sorpresa, in realtà è risultata vestita da capo a piedi. «I sarti che mi hanno confezionato gli abiti mi hanno assicurato che solo le persone oneste sarebbero state in grado di vederli,» ha spiegato. «Difatti a Sanremo sono sembrata nuda a tutti.»
Sono scattate le manette ai polsi di Giuliano dei Negramaro, l’autore del testo di «Prova a dire il mio nome» di Chiara Canzian. Nel nuovo pacchetto antiviolenza, infatti, costringere una donna a cantare una canzone ributtante è considerato reato contro la persona. Inutili le proteste di Giuliano. «L’imputato era talmente cosciente della gravità del suo atto che si è firmato con uno pseudonimo,» ha ribadito il magistrato, che perseguirà Giuliano anche per circonvenzione di incapace: «La Canzian sarà anche in grado di intendere e di volere. E’ come cantante che è proprio incapace.»
Ultimora, le deputate del Pdl intendono presentare un'interrogazione parlamentare: «Perché Hugh Hefner ha portato le sue conigliette a Sanremo, mentre a noi il Presidente del Consiglio non ci porta mai da nessuna parte?»
Alzate il termosifone, c’è il Festival del Freddurista. Chi è la discografica più ospedalizzata? Cateterina Caselli. E il cantante che non usa contante? Marco Carta di Credito. E che differenza c’è tra Sabina Guzzanti e Hugh Hefner? Lei fa satira, lui fa il satiro. E tra una coniglietta e Mara Carfagna? La coniglietta è famosa per il pompon, mentre Mara Carfagna per… vabbè, alla prossima!
- E’ stata la serata dei duetti. Chiara Canzian si è esibita insieme alla salma di Don Lurio, identica a Roberto Vecchioni se non per il fatto che Don Lurio è più arzillo. Ornella Vanoni, che ha cantato con Simona Molinari, ha sempre classe da vendere, ma purtroppo la Molinari era senza spiccioli. Giornalisti impazziti per Arisa, che ha duettato con Luttazzi: «E poi dicevano che ero cocainomane io,» ha commentato l’artista triestino.
- La kermesse sanremese tocca i suoi momenti più alti quando ricorda i cantanti defunti. Per questo si pensa di spostare la data al 2 novembre, e di intitolarlo Festival di Sanrequiem...
- Ronde anti-violenza nelle vie di Sanremo dopo l’ennesima aggressione: una coppietta sul lungomare è stata assalita da un gruppo di balordi che, dopo aver immobilizzato lui, hanno costretto lei ad ascoltare la canzone di Filippo Perbellini. La ragazza, fortunatamente, ha riportato solo lievi escoriazioni ai timpani, ma le sette note, orribilmente seviziate, sono tuttora in prognosi riservata.
- Gomorra in rivolta contro Sal Da Vinci. I cantanti neomelodici, com’è noto, vengono usati dai giovani criminali come colonna sonora dei loro misfatti, ma con Da Vinci nelle cuffiette il fallimento è assicurato. La moto sbanda, la pistola fa cilecca, il pizzo si perde per strada. «Chill’è nu jettatore,» assicurano da Scampia, dove il suo nome è più odiato di quello di Roberto Saviano.
La Spi-Cgil Cantanti contro Lucio Dalla: «Non avendo pagato i contributi per quarant’anni alla sua corista Iskra Menarini, l’ha accompagnata a Sanremo per raccomandarla al buon cuore del pubblico.» Il cantautore si giustifica: «Volevo mandarla alla Botola di Frizzi, ma la poveretta soffre di reumatismi.»
- Isabella Ferrari rettifica l’intervista a «Gioia»: «Non è vero che quella di Caos Calmo era vera sodomia. Quando ho parlato di “autentica inculata” mi riferivo all’ultima compilation di Sanremo.»
- Ma che freddo fa! E’ Nada? No, è il nostro Freddurista. Perché gli ipertesi non votano per Da Vinci? Perché devono eliminare il Sal. E perché Carrisi ha tanti fan tra gli incontinenti? Perché devono sempe correre Al Bano. Come si chiama la Molinari con cui prenderesti volentieri un caffè? Sambuca. E il cantautore preferito da Luca quando era gay? Roberto Recchioni. Chi è la giovane attrice più desiderata dagli over-60? Gabriella Pension. A domani!
- Sanremo all’indice per le discriminazioni contro Youssou n’Dour: anche ieri sera ha dovuto esibirsi con Paolo Belli e Pupo. Purtroppo si era studiato meglio la canzone, che a essere meno intelligibile ci guadagnava. Youssou, com’è noto, è in corsa per due Grammy, il che ha sorpreso Paolo Belli: «Correre per due grammi? Ma chi è il suo pusher, Husain Bolt?»
- Fine vita, la Cei si divide sul caso Bonolis: lo si vede sorridere, parlare e muoversi a Sanremo, quando da anni la sua anima è in Paradiso a prendere il caffè con san Pietro. «E’ la prova che i miracoli sono possibili,» sostengono alcuni vescovi. Ma altri prelati ritengono che il Bonolis di Sanremo sia solo un guscio vuoto, tenuto in vita unicamente grazie a un sondino nasogastrico che inietta quattrini...
- Smentita la tesi di un recentissimo studio Usa, secondo cui quando gli uomini vedono una donna in bikini, il loro cervello reagisce come se avessero davanti un oggetto inanimato. «Tali risultati dipendevano solo dal fatto che agli uomini del campione esaminato era stata mostrata una foto di Alessia Piovan,» ammettono gli autori della ricerca. «L’abbiamo mostrata anche a un campione di donne e a uno di bambini e i loro cervelli hanno reagito esattamente come quelli dei maschi adulti.» Ma gli ammiratori dell'attrice difendono a spada tratta le sue doti intellettuali: pare che la Piovan sia uno dei pochi mammiferi in grado di riconoscersi allo specchio.
- «Delnocismo: ne è affetto chi trova soddisfazione sessuale solo rivestendo una carica di dirigente Rai ed esponendosi volontariamente a figuracce, lazzi volgari e vessazioni di ogni tipo, preferibilmente davanti alle telecamere.» La nuova perversione verrà inclusa nell’edizione aggiornata della celebre Psychopathia Sexualis di Krafft-Ebing, accanto a sadomasochismo, feticismo ecc.
- Farnesina, correzione di rotta sulla sorte dei detenuti di Guantanamo. «Possiamo prendercene qualcuno,» ha precisato il ministro Frattini, «a patto che gli Usa si portino via Sal Da Vinci.»
- Geloni alle mascelle assicurati con il Festival del Freddurista. Come si chiama il reuccio della disco napoletana? Gigi D’Alexia. E il rocker inglese più ipocrita? David Powie. E il big preferito da Umberto Bossi? Celo n’Dour. Che differenza c’è fra Eleonora Abbagnato e Studio Aperto? La Abbagnato balla sulle punte, Studio Aperto punta sulle balle. A domani!
- Le dimissioni di Veltroni hanno pesato come un macigno sul debutto sanremese. La più delusa è la nuova proposta Chiara Canzian: «Ero l’unica “figlia di” non candidata nel Pd alle ultime elezioni, speravo che Walter mi ripescasse per le Europee.» Su Chiara ha pesato il veto della Margherita: «Un papà di nome Red è uno schiaffo ai moderati e ai cattolici: meglio la figlia di Christian.»
- Deluso anche chi sperava che l’annuncio «una Mina inedita aprirà il Festival» significasse che l’Ariston sarebbe stato usato come bersaglio sperimentale per un nuovo ordigno bellico. La verità è che un’anziana cantante si è fatta pagare a peso d’oro una vecchia video-marchetta scartata anche dalla tivù di Andorra. Il brano era il «Nessun dorma» di Puccini: per la sua interpretazione Mina ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, il Premio per il Milionesimo Cantante di Musica Leggera che Canta il «Nessun dorma» di Puccini...
- Gli spettatori più acuti se ne sono accorti subito: la bimba che ha aperto il Festival è la stessa che ha aperto le Olimpiadi di Pechino, con tintura di capelli e ritocco chirurgico facciale. Certo, potevano almeno aspettare che smaltisse gli effetti dell’anestesia. «Non volevamo affidarci a una dilettante, e poi così costava meno,» spiega l’organizzazione sanremese. La piccola è già ripartita per Atlanta, dove, truccata da negretta, inaugurerà le celebrazioni per i settant’anni di «Via col vento».
- «Il mio Sanremo sarà all’insegna del mescolamento dei generi», aveva annunciato Bonolis. Ma Del Noce oggi chiarisce: «Paolo è il solito modesto. A Sanremo non ha mescolato solo generi, ma anche cognati, mogli e affini.» Alle polemiche sul suo compenso di un milione di euro, il conduttore risponde conti alla mano: «Sei zeri sono tanti, ma vogliamo mettere con le decine di zeri assoluti che io porto sul palco dell’Ariston?»
- La Boehringer Ingelheim, produttrice del Viagra femminile, ha chiesto il ritiro di Iva Zanicchi da Sanremo. «La sua esibizione in “Ti voglio senza amore” dà un’immagine distorta degli effetti del nostro farmaco”,» si legge in una nota aziendale, «e può indurre nelle pazienti il timore di essere trasformate in vecchie carampane spudorate.» In realtà la pillola rosa è nata come antidepressivo, ma nei test si è rivelata molto più efficace come miccia del desiderio: cioè, le donne restavano depresse ma erano colte da un’improvvisa voglia di trombare. Pare che Francesco Tricarico ne abbia acquistati quintali per le sue festicciole.
- Peccato per Dolcenera: aveva illuso il pubblico annunciando che si sarebbe esibita con un total-look Cavalli, ma invece che con sella, ferri e finimenti è apparsa sul palco con un normalissimo abito da sera. In compenso ha nitrito gagliardamente.
- Per motivi sconosciuti si è presentato come Francesco Renga, ma l’impermeabiluccio gualcito e la zazzera ingovernabile lo hanno tradito: quello che cantava Uomo senza età era chiaramente il tenente Colombo. Sorpresa tra i fan: «E chi se l’immaginava che la moglie cui telefonava in tutti i telefilm fosse Ambra Angiolini?»
E ora, l'equivalente di un mutuo subprime nell'umorismo, il Festival del Freddurista. Perché Patty Pravo si esibisce appesa alla finestra? Perché è una cantante veneziana. Perché gli indipendentisti baschi non amano Francesco Renga? Perché canta “Uomo senza Eta”. Perché Marco Carta è così amaro? Perché vorrebbe essere Ramazzotti. La cantante più tossica? Dolcepera. L’artista preferito dagli avvocati? Fausto Legali. A domani!
Mani sulla patta da Tripoli a Johannesburg: ora l’ex segretario del Pd potrebbe dar seguito al suo vecchio e sconsiderato progetto umanitario. Accorato appello dei governi africani: «Siamo già abbastanza sottosviluppati senza bisogno di lui». Se riuscirà a comporre le guerre tribali come ha pacificato le correnti interne al suo partito, aspettiamoci un bagno di sangue. Entusiasti i cannibali: «Non c’è nemmeno bisogno di cuocerlo, è già bollito.» Solo D’Alema cerca di dissuaderlo: «Africa? Io suggerirei le isole Kiribati.» E si accende la discussione sulla scelta del prossimo segretario: Bersani rilancia le primarie, Rutelli punta sulle terziarie francescane, Paola Binetti propone direttamente il giudizio di Dio.
Torna un rito caro agli affezionati lettori di Bendix, ma soprattutto a me: il cazzeggio su Sanremo. Dal 18 febbraio parte "Canto alla rovescia! Siamo così in recessione che tamponiamo Sanremo in retromarcia". Immancabile (e immangiabile, come sempre), il Festival del Freddurista, che vi regala un antipasto: perché nessuno ride mai dei tumori gravi? Perché non sono Benigni. A dopodomani!
Sorride, deglutisce, mugola, ma sono solo sussulti di un sistema nervoso collassato: nemmeno la povera Eluana sarebbe così incosciente da votarlo. Ma potrebbe ancora procreare un altro mostro inabile, magari guidato da D’Alema: basta con l’accanimento elettorale, alle prossime Europee stacchiamogli la spina. Invece di schierarsi contro Berlusconi, che usa il sondino di Eluana per rianimare i suoi sondaggi, il partito di Veltroni dà “libertà di coscienza” ai suoi deputati: troppo tardi, da quelle parti le coscienze sono in libera uscita da almeno un anno. Obbligo di nutrizione, la Lega chiede un’eccezione per i malati terminali immigrati clandestini: «I bingo bongo potrebbero andare in coma apposta per farsi nutrire per anni a spese dello Stato italiano». Se non si svegliano entro mezz’ora, I medici saranno autorizzati a rianimarli col metodo Nettuno: benzina e accendino.
Stillicidio quasi quotidiano di messaggi minatori e offensivi. Invasione continua della privacy. Riferimenti ossessivi e morbosi alla sfere più intime della vita umana per suscitare nelle vittime uno stato di ansia e soggezione. Bravate da oggi potrebbero costare care ai tanti stalker che, all’ombra di curie, vescovati e palazzi vaticani, da tempo importunano gli italiani e soprattutto le italiane attraverso i media. Il disegno di legge anti-stalking appena approvato dal Consiglio dei Ministri sembra riferirsi proprio ai molestatori in tonaca, quando prevede aggravanti per gli stalker che agiscono in maschera o in gruppo o che prendono di mira donne incinte. Ma d’ora in poi le vittime potranno rivolgersi all’autorità, che provvederà ad ammonire o a dissuadere papi e cardinali importuni, e all’occorrenza a far intervenire le forze dell’ordine. Soddisfazione fra gli stalker laici: «E’ una legge severa, ma almeno è uguale per tutti: sono duemila anni che quelli là, con la scusa della religione, rovinano la vita a donne, gay e liberi pensatori, e non hanno mai rischiato niente.»
(3 febbraio 2009)