15.04.09

Speciale terremoto 1997/Vale più l'uomo o l'opera d'arte? Piccola guida per i soccorritori in Umbria

Meglio salvare un affresco di settecento anni o sette vecchi centenari? Prima le donne e i bambini, o le Madonne con bambino? Come praticare un massaggio cardiaco a un bassorilievo? Se il gotico è fiammeggiante, meglio chiamare i pompieri? Sono mille i dubbi per i volontari impegnati nell'Umbria colpita dal terremoto. Ma spesso il confine fra arte e vita umana è più incerto della situazione dei senzatetto di Nocera. Nel minicatalogo qui sotto indichiamo alcune opere d'arte contemporanea umbra che sfidano l'etica e l'estetica.

N. 5679: «ANZIANA CON GREMBIALE A POIS»
Chiamata anche signora Agata Scarpellini vedova Pucci, è un pregevole manufatto in carne su ossa, risalente al 1908 e oggi esposta en plein air, dopo il crollo del suo casolare a Colfiorito. Si notino le scultoree vene varicose e il fine drappeggio del grembiule, in cui si ravvisano tracce del puntillismo seuratiano e di un sugo al tartufo...

Di particolare interesse il volto, chiaramente ispirato alle sculture dell'Isola di Pasqua, e da venerdì scorso all'Urlo di Munch. Due guerre, tre gravidanze e una brutta asma hanno segnato profondamente il monumento, nella cui bocca sino al1960 erano visibili trentadue rifiniture in avorio naturale, poi cadute e sostituite da scadenti imitazioni in porcellana (restauro curato dalla Usl di Foligno).

N. 8976: «FUNZIONARIO DELLA PROTEZIONE CIVILE»
Scadente prodotto dell'artigianato italiano anni '70, ma dotato di attrezzature risalenti all'Alto Medioevo, il «Funzionario» è stato creato con la tecnica del trompe-l'oeil: sembra che debba scattare da un momento all'altro, in realtà è solo dipinto sulla sua poltrona. Malprogettato, inutile e spesso dannoso, i peggiori eventi naturali, dal terremoto del Friuli alle inondazioni in Versilia, non lo scalfiscono minimamente. Un'indistruttibilità dovuta ai materiali di cui è composto: scartoffie, lungaggini e pastoie cementate da burocrazia a presa rapida nel tipico stile democristiano i cui capiscuola furono Elveno Pastorelli detto il Vermicino e Remo Gaspari detto il Vermicione. Compito del buon soccorritore è seppellirlo al più presto sotto un cumulo di macerie.

N. 4003: «POLITICA LOCALE»
Trattasi di un vastissimo e antico mosaico di interessi policromi, composto di migliaia di tessere, da quella del Pds a quella di An, e raffigurante aspetti tipici dell'amministrazione locale: maneggi, incompetenza, clientelismo. Si osservi un dettaglio che rimanda all'arte bizantina: tutti i personaggi hanno la faccia da culo. Agghiacciante la scena «Il consigliere regionale di An Edoardo Vecchiarelli dirotta gli aiuti dopo-terremoto a favore dei propri amici». Vandalizzarlo a colpi di pala sarebbe un'opera buona, ma per smantellarlo completamente è opportuno chiamare gli esperti della magistratura.

N. 9076: «NATURA MORTA CON POLEMICHE»
Difficile per i critici classificare quest'opera, realizzata in aria fritta su carta di quotidiano. Non ha nessuno stile, è incomprensibile e per di più è l'ennesima replica di un crosta risalente al I secolo, raffigurante due sofisti che si accapigliano sulle rovine di Pompei. Nell'ultima versione, apparsa dopo il terremoto in Umbria, si vede una cattedrale devastata, e alcuni personaggi che invece di dare una mano si fanno delle gran seghe mentali chiedendosi se vale più una vita umana o un affresco di Cimabue. L'artista si è dimenticato di aggiungere un particolare che darebbe senso al dipinto: un architrave che precipita sui parolai.

N. 6705: «IL BEATO VELTRONI VISITA LE ZONE TERREMOTATE»
Un ciclo di murales chiaramente agiografici, dedicati al Vicepresidente del Consiglio e dipinti con la melassa in un pittoresco stile naïf. Particolarmente riuscite le scene «Il Beato Veltroni si scusa per il ritardo nei soccorsi», «Il Beato Veltroni dice che il campo-sfollati gli ricorda Woodstock», «Il Beato Veltroni offre pane e Nutella ai senzatetto», «Il Beato Veltroni sfugge al linciaggio». I restauratori avranno il loro daffare: purtroppo, danneggiato dall'ultimo cataclisma, il Beato Veltroni ha perso completamente la faccia.

Posted by Lia Celi at 15.04.09 21:37
Comments

Ciao,
mi chiamo Elisabetta e ti scrivo dalla redazione di Showfarm, un portale dedicato all'intrattenimento e ai New Media. Ci piacerebbe poter aggregare tra i nostri anche il tuo bellissimo blog...Se sei interessata scrivici!
A presto, Elisabetta

Posted by: Elisabetta at 16.04.09 09:54

Ciao Lia,
ottimo ripescaggio dal tuo archivio. Non mi ricordavo il dibattito opera d`arte/vita umana.

Saluti da Dublino,
Enrico

Posted by: Enrico Marsili at 17.04.09 13:26

complimenti; sono d'accordo con tutto;
mi sarebbe piaciuto se molte di queste cose le avessi scritte io.

ciao

Posted by: Mauro at 25.04.09 18:41
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