OFENA. Finalmente risolto il delicato caso che ha diviso l'Italia. Gesù Cristo, lo scolaro 33enne accusato di infastidire i compagni di religione islamica (nella foto a sinistra, Ansa-Goldfinger), potrà rientrare nell'aula della scuola elementare di Ofena, ma i genitori dovranno impegnarsi di più per favorire l'integrazione del contestato figliolo. A indurre il giudice Mario Montanaro a correggere la sentenza che aveva innescato una vera e propria guerra di religione, sono state nuove informazioni che hanno riportato la contesa dal cielo alla terra, facendo emergere un groviglio di interessi e malumori di natura molto umana. Adel Smith, più che avercela col simbolo religioso, trovava scandalosa la presenza in classe di quel giovane ebreo impudico, sempre seminudo e scarmigliato, esempio disdicevole per ogni fanciullo islamico beneducato. «Tutta la comprensione possibile per un immigrato mediorientale - ammette il dirigente islamico -, ma non è decoroso presentarsi in classe vestito da Tarzan, mentre se mio figlio viene a scuola in mutande, prende sette in condotta». E alla preside dell'istituto non pareva vero di potersi finalmente disfare di un ripetente, per di più disabile, imposto grazie a pressioni dall'alto e praticamente inamovibile. «E' dal 1924 che quel Gesù frequenta le scuole italiane, - era solita lamentarsi -, e in ottant'anni non ha ancora preso nemmeno la licenza elementare. C'è qualcosa che non va. I suoi genitori dovrebbero prendere atto che lo studio non fa per lui, e tenerlo a casa, o mandarlo a imparare un mestiere»...
Per quanto il suo insegnante di sostegno, eufemisticamente chiamato «docente di religione», affermi che Gesù non è pericoloso per gli altri bambini e che anzi ha sempre adorato la compagnia dei più piccoli, il poveretto non è mai riuscito a inserirsi in una classe. I compagni, anche i battezzati, lo ignorano, non giocano mai con lui nell'intervallo, non lo invitano mai a casa per fare i compiti. «Lui non parla con nessuno - dice una scolaretta -, ed è sempre triste, forse per colpa di quelle spine in testa. Se solo scendesse dalla croce potrebbe venire con noi in cortile per la ricreazione. Ma si vede che deve stare in punizione». Già, la croce. La preside sospetta che si tratta di una misura di contenzione impiegata nell'antica Palestina per frenare gli alunni ipercinetici. «Quando è arrivato qui era già crocifisso - spiega -, ed stato appeso al muro così com'era, anche perché la nostra scuola non poteva affrontare la spesa di un banco nuovo o di scale speciali per persone a ridotta capacità motoria».
Purtroppo né il padre né la madre di Gesù, malgrado numerosi solleciti per iscritto, si sono mai presentati ai colloqui con gli insegnanti. Il poco che si sa di loro sembra giustificare lo scarso rendimento scolastico di Gesù e il suo comportamento anomalo: una madre-bambina di nome Maria che lo ha partorito in una grotta al freddo e al gelo, un padre putativo troppo anziano, un padre vero potentissimo ma distante e invisibile. In difesa del difficile alunno ieri era intervenuto un illustre amico di famiglia, il Papa, che lo conosce da tempo e garantisce sul suo buon carattere: «Non si droga, non picchia i compagni, non disturba le lezioni, in fondo che male fa?». Resta da vedere se i genitori di Gesù obbediranno all'ingiunzione del Tribunale dell'Aquila e domani accompagneranno personalmente il figlio in classe, o se preferiranno iscriverlo a una di quelle costose scuole private dove tanti Vip parcheggiano i rampolli difficili. Per ora, le polemiche fra cattolici e musulmani sembrano rientrate e gli unici a recriminare sono gli insegnanti precari, nei quali la possibile rimozione di Gesù dalle aule aveva acceso la speranza: «Pur di avere un posto fisso a scuola, eravamo disposti a farci inchiodare sul muro al posto suo».
da Clarence, ottobre 2003
I corsi e i ricorsi della storia! Ma finalmente anche a Strasburgo si sno svegliati.
Nota di servizio: vorrei mandare un messaggio personale a Lia. Che indirizzo e-mail posso usare?
Grazie
Ciao Valerio! Scrivimi a lia.celi@gmail.com (niente insulti non spiritosi, eh?)
che bello rileggerti Lia! dai tempi di Cuore sono una tua grande ammiratrice! bellissimo pezzo :)
Posted by: Sara at 06.11.09 00:02Bhè grandissima come al solito, ma aggiungi anche che .... Il crocefisso tornerà nelle aule accompagnato anche dai due ladroni!
Posted by: Lorenzo at 06.11.09 00:34Scusa Lia, questo pezzo mi è sembrato un po' fiacco, non si capiva chi volevi colpire.
Per quanto riguarda la sentenza, mi sembra una vera idiozia. Con lo stesso criterio, anche la lingua italiana è discriminatoria. Bisognerebbe insegnare in arabo, cinese, rumeno, etc. E la storia? E la geografia? Perchè non storia della conquista islamica e geografia del Maghreb come materie obbligatorie?
Quei cretini di Strasburgo questa volta hanno segnato un vero autogol: la sentenza non sarà rispettata e tutta la popolazione sarà d'accordo.
Posted by: Cavaliereblu at 06.11.09 23:43Caro cav.blu, il crocifisso in classe ce l'ha portato Mussolini con il Concordato, se questa me la chiami tradizione, allora la camicia nera cos'è, folklore? Tradizione per tradizione, tanto vale tornare al "cuius regio eius religio" del 1555. Non si capisce chi volevo colpire... perché questo è un pezzo più umoristico che satirico. A me fa pena questo povero Gesù usato come segnaposto in una specie di Risiko versione religiosa. Chi se lo fila mai, Gesù, in un'aula scolastica? Gli piacerebbe essere visto come una "tradizione", il rassicurante simbolo che "questa è casa nostra", lui che non aveva casa e rinnegava perfino la sua famiglia naturale? Non sarebbe meglio leggere di più il Vangelo invece di attaccar roba ai muri?
Quanto all'insegnamento, da ex-storica ti dico che basterebbe che si insegnasse a fondo la storia dell'Occidente, e in buon italiano, per sradicare un sacco di pregiudizi. Prova a leggere la classicissima Storia delle Crociate del Runciman, tanto per dire, e i rapporti fra Cristianesimo e Islam ti appaiono in una luce completamente diversa. L'intolleranza (di qualunque marca) è figlia dell'ignoranza.
Io concordo con Lia Celi, anche se Dio non esistesse e se anche Gesù non fosse esistito, non credo cosa ci sia di male a mantenere la tradizione di un paese.
E credo che i nostri figli non siano per niente turbati dal crocifisso ma lo siano molto di più dai nostri discorsi, intrisi di pettegolezzi e cattiverie e da tutta la tv spazzatura che permettiamo loro di guardare.
Il crocifisso non lo vedono nemmeno, troppo poco colorato...
Mi sono accorta che il mio commento si contraddice da solo...mi sa che mentre scrivevo non ero proprio concentrata sulle parole...
Salviamo solo la parte che dice "Io concordo con Lia Celi"
Posted by: Giannina at 17.11.09 12:36