Troppi effetti speciali, poca efficienza: così Guido Bertolaso, in missione a Haiti, ha sintetizzato le carenze degli aiuti Usa alla sventurata isola. «La Casa Bianca ha messo a disposizione navi-ospedale e portaerei,» spiega il capo della nostra Protezione Civile, «ma non ha pensato a mandare sulla terraferma un politico che andasse a rallegrare gli sfollati con simpatiche battute tipo “ora vi portiamo tutti in vacanza gratis” o “avrete una casa entro sei mesi”. Sono questi gli interventi che hanno fatto la differenza dopo il sisma in Abruzzo.» Sarebbe stata la Cia a sconsigliare a Obama a recarsi di persona a Haiti, per motivi di sicurezza: «Nero e magro com’è, la scorta avrebbe faticato a distinguerlo dai terremotati haitiani». Ma sulla spettacolarizzazione degli aiuti Washington ha fatto una parziale autocritica: «E’ vero, forse non avremmo dovuto affidare a James Cameron la regia della missione umanitaria. Ha insistito per sganciare su Haiti pacchi viveri in 3D, ma gli isolani, a causa della loro tecnologia arretrata, li vedono solo in due dimensioni. Stiamo già provvedendo a sganciare su Port au Prince pacchi di appositi occhialini polarizzati.» Altro problema, i marines inviati dal Pentagono sull’isola caraibica sono disorientati: «Qui è già tutto pieno di morti e macerie. Eppure siamo sicuri di non essere mai stati in missione qui di recente.»
Il vero defunto era un oscuro agente di commercio emigrato da anni in Tunisia per sfuggire a numerose imputazioni, dall'abigeato all'emissione di assegni a vuoto: inevitabile il quiproquo. Sollievo in Purgatorio: «Meno male: le scenografie progettate da Panseca non erano ancora pronte». Delusione di Gianni De Michelis: «Peccato, il nero mi slanciava». La famiglia di Beppino: «Funerali di Stato in Italia? Perché no?». Da Hammamet il fax tranquillizzante di Bettino: «Stefania si è sbagliata: non ero morto, era solo una delle mie celebri pause». Scusaci, vecchio gradasso, ma il cuore non si rassegna: pur di non doverti rimpiangere, ci inventeremmo qualsiasi cosa.
GUCCIO GUCCI (1881-1953)
Allievo della scuola di tagliapelli fiorentini «Paccio Pacciani», Guccio, leggendario fondatore della dinastia, agli inizi del secolo emigra dalla natia Firenze a Londra, dove per mantenersi lavora come facchino al prestigioso Hotel Savoy. Qui, su consiglio del collega Samson Samsonite, Guccio apre un fiorente commercio di valigie di lusso - quelle lasciate incustodite dai clienti del Savoy. L'attività gli fa conoscere Vuittonne Vuitton, una vivace pochette che si sbottona con estrema facilità, e la sposa. Tornato in patria, produce insieme alla moglie i primi modelli in vera pelle con inserti in osso e perfettamente lavabili: cinque figli, subito marchiati a fuoco con la celebre doppia G e mandati in bottega, dove Guccio tenta invano di venderli come beauty-case. Ma a conquistare le dame di tutta Europa è una sua creazione degli anni Venti: un piccolo astuccio in nappa zigrinata, di elegante forma cilindrica che Guccio, animato dal buon gusto del fiorentino purosangue, battezza "i' bischero". Muore a settantadue anni nel suo laboratorio, divorato da un'imitazione di pitone riuscita fin troppo bene.
ACCIO GUCCI [1912- 1960]
Accio, figlio di Guccio, fe' una bisaccia di buccia di luccio. E tutti i pesci seguivan la traccia della bisaccia di buccia di luc- . cio fatta da Accio figlio di Guccio. Di lui non si sa altro.
LACCIO GUCCI [1920~ 1978)
Nipote di Guccio, viene considerato il Newton della calzoleria fiorentina. E' il primo a rendersi conto dei limiti della tradizionale scarpa fatta a mano; decide così di farla a piede, una forma più confortevole e adatta allo scopo. Ed è solo la prima delle sue invenzioni: oltre agli scarponi senza suola per carmelitani alpinisti e alle scarpe di filetto, molto più sostanziose di quelle di vitello; laccio crea l'inimitabile mocassino Gucci. E' l'unico mocassino con le stringhe, particolare che lo rende del tutto simile a una normale scarpa da uomo, a parte il fatto che costa dieci volte tanto. Muore di crepacuore quando la sua unica figlia gli comunica l'intenzione di farsi suola (argh)...
GROUCHO GUCCI (1925-1975)
Attore e musicista, ha portato l'arte della pelletteria nel mondo. delIo spettacolo. Il segreto della sua visionaria creatività? La colla da conciatore, che aspira in dosi da cavallo fin da bambino. Inizia la carriera nel cinema infilando una serie di successi internazionali come «Conciando sotto la pioggia», «La pelle», «Oh cincillà». Poi Groucho scopre il rock 'n' roll e, con lo pseudonimo di Frank Nappa, fra gli anni '50 e '60 sforna capolavori come Blue Suede Shoes, All You Need Is Glove e soprattutto Guccy In The Skai With Diamonds, dedicata a un nuovo modello di borsetta da sera. Si suicida negli anni Settanta, dopo che un'overdose di colla gli ha ispirato una spaventosa allucinazione: il primo borsello.
MOCCIO GUCCI (1936-1994)
Così chiamato per una forma congenita di raffreddore che lo perseguiterà tutta la vita, Moccio apre nuovi orizzonti nella corameria. Di ritorno dagli Usa, dove ha frequentato un master in scotennamento presso il «Sioux College» di Dakota City, prova con successo a conciare la pelle di un grosso ruminante italiano altrimenti improduttivo: suo fratello gemello Goccio Gucci, notorio ubriacone del jet set, la cui carnagione, di un modernissimo colar melanzana, consente un notevole risparmio sulle spese di tintura. Famoso per ammorbidire la pelle a suon di ceffoni, dagli anni '60 Moccio diventa per il bel mondo internazionale il fornitore ufficiale di accessori di coccodrillo: sue le borsette di Grace Kelly, la faccia di Marta Marzotto, le lacrime della famiglia Gardini. Appassionato di gioco d'azzardo, l'ultima scommessa gli è fatale: «Vado a cena da mio fratello Uccio: venti a uno che torno sano e salvo».
GRUCCIA GUCCI (1945 -)
Dì lei nonno Guccio diceva «Sarà la mia croce». Secondo il patriarca, infatti, le femmine del Clan non erano vere Gucci: «'Un ci hanno il manico - lamentava il patriarca, - e sono piene di buhi. La mi' offiscina 'un ha mai prodotto robaccia del genere». Eppure, fra le donne del clan (ricordiamo di passaggio l'imbarazzante cugina bolognese Soccia Gucci e Miccia Gucci, la famigerata terrorista nera) Gruccia è l'unica a conquistarsi un posto al sole. Con gli anni la ragazza diventa la vera anima di ogni guardaroba griffato: negli anni Sessanta la sua figura magra, legnosa e assolutamente inespressiva, ne fa la modelIa ideale per i più grandi disegnatori di moda. Sul finire della carriera, convola a nozze con un mercante d'arte newyorchese, insieme al quale fonda il Guccenheim Museum.
FALSO GUCCI [1950-] .
Esponente di un ramo spurio della famiglia, non si conosce il suo luogo dì nascita chi lo colloca tra Forcella e San Marino, chi, più ragionevolmente, a Taiwan. Proprio in Estremo Oriente si è conquistato una solida fama di sciupafemmine: l'industria dei Falsi Gucci sfianca ogni giorno migliaia di giovanissime operaie sottopagate. Negli ultimi tempi (nato un consorzio per la tutela del Vero Falso Gucci, per garantire che il manufatto è un'autentica contraffazione. Infatti è molto difficile distinguere Falso dai veri Gucci: come molti esponenti del clan Gucci, anche Falso Gucci ha avuto guai con la guardia di Finanza ed è controllato dalla malavita. Per fortuna, è impossibile confondere le vere boutiques Gucci con le boutiques Falso Gucci. Per accertarsene, basta provare a entrarci: le vetrine di Falso Gucci sono semplicemente dipinte sul muro.
OCIO GUCCI (1960-)
Ultimo, viziato rampollo del ramo veneziano, deve il nome alla sua passione per le imprese più rischiose: rally automobilistici sul ponte di Rialto, mancia negata a un cameriere del caffè Florian, lettura completa di un libro di Nantas Salvalaggio. Negato per la pelletteria (le sue "borse a tracollo" sono responsabili del fallimento dell'industria paterna), Ocio è fanatico di nautica quasi quanto il suo compianto cugino Maurizio, e dilapida il patrimonio in imbarcazioni di prestigio: la celebre Carcasse VI di Adnan Khashoggi, naufragata durante la traversata di una pozzanghera, la Bagnarole I appartenuta a Onassis e demolita dall'urto con la bottiglia di champagne usata per il varo, e perfino il mitico Kolabrodos dell'armatore greco Stavros Niarchos. Per sfuggire agli attentati, ha levato le ancore a bordo del suo ultimo acquisto, il Titanic II.
OTTOBRE
Politica, sempre più fantasiosi i «legittimi impedimenti» che tengono Berlusconi lontano dai suoi processi: «Sto insegnando tennis a Roger Federer», «Steve Jobs mi ha chiesto aiuto, non gli si accende l’iPhone», e perfino «Sono impegnato a risolvere i problemi del Paese». Autunno caldo sul fronte del lavoro: gli operatori dei call-center, in agitazione da mesi, chiedono un intervento al ministro del Lavoro Sacconi, che gentilmente risponde: «Buongiorno, sono Maurizio, in che cosa posso aiutarvi?» e gli suggerisce di mandare un fax. Fiat, i dipendenti di Termini Imerese, minacciato di chiusura, lanciano un ultimo disperato appello al moghul indiano dell’automobile: «Sos Tata», ma anziché Ratan Tata sbarca in Sicilia Tata Lucia, l’energica nanny della Sette, che obbliga Marchionne a passare più tempo con i suoi operai e a leggergli una favola prima di dormire. Trenitalia, si fermano i ferrovieri affiliati all’Orsa, ma non si tratta di sciopero: stanno semplicemente andando in letargo. Malpensa, esplode la protesta degli addetti alla sicurezza: Belen Rodriguez si rifiuta di ballare nella macchina del body scanner. Incrociano le braccia anche gli psicolabili contro la reintroduzione la camicia di forza...
Giro di vite dei sindaci contro il degrado dei costumi: a Novara multati gli alberi dei parchi pubblici che si spogliano delle foglie in presenza di minori; a Parma diventano fuorilegge le effusioni fra gatti non regolarmente sposati. Gossip, crisi irreversibile per la coppia Clooney-Canalis: la foto di lui ha passato un weekend con amici, mentre quella di lei è stata avvistata in discoteca a Parigi.
NOVEMBRE
I teenager disertano Halloween: fanno già abbastanza paura gli altri 364 giorni dell’anno, e a riempire le scuole di zucche vuote basta la Gelmini. Due novembre, gli italiani pensano ai propri morti; quelli che viaggiano in treno, ai mortacci di Mauro Moretti. «La morte è solo l’inizio di una nuova, meravigliosa vita,» ricorda ai fedeli papa Ratzinger, e non gli si può dare torto: dopo la morte di Wojtyla la sua vita è decisamente migliorata. Festa delle Forze Armate, cerimonia solenne al Vittoriano per commemorare il sangue versato per la patria: accanto alla tomba del Milite ignoto viene collocata una teca di marmo con il fazzoletto macchiato di Berlusconi dopo l’aggressione in piazza Duomo. Economia in ripresa in tutta l’Eurozona, ma in Italia aspettiamo ancora le riprese del 2001, del 2005 e del 2007: «Vogliono arrivare tutte insieme per farci una bella sorpresa,» assicura il ministro Tremonti. Tivù, chiusi «Annozero» e «Ballarò», l’approfondimento Rai è affidato a Maurizio Belpietro, di cui tutti apprezzano l’imparzialità: agli esponenti del governo lecca imparzialmente sia i piedi che il culo. A «Porta a porta», il Cluedo di Raiuno dove si analizzano i crimini più efferati, Bruno Vespa scagiona finalmente Amanda Knox: il vero assassino di Meredith è il colonnello Mostarda. Il Pd invita tutti coloro che vogliono un’informazione corretta a scendere in piazza e lì magari a chiedere a un vigile. Psicolabile iscritto al Pdl aggredisce Pierferdinando Casini, ma il leader non tradisce la tradizionale equidistanza dell’Udc: «Siamo aperti ad aggressioni anche da parte di psicolabili iscritti ad altri partiti». Bizzarrie Vip, Paris Hilton non dorme più con un maiale femmina; «E nemmeno io,» conferma, sollevata, la piccola suina.
DICEMBRE
Gianfranco Fini rompe ufficialmente con il Pdl per fondare una forza capace di attrarre tutti i laici moderati che aspirano a una destra moderna e democratica, come si desume dal nome del partito, «Finalmente solo». L’Italia continua ad amare Berlusconi, ma il premier comincia ad averne abbastanza di un Paese che ormai somiglia troppo a Veronica Lario: invecchiato, imbolsito, piagnone e con non troppo lontani trascorsi di sinistra. Pare che il Cavaliere passerà le feste di fine anno insieme a un paio di giovani repubbliche caraibiche o est-europee, dalla Costituzione snella e giovanile, capaci di divertirlo e di compiacerlo. Non rischia molto: in caso di divorzio, dovrà versare all’Italia una somma che le permetta di mantenere l’attuale tenore di vita, cioè molto meno di quanto Veronica spende in un anno dal parrucchiere. Unico problema, la custodia di Bondi e Schifani: c’è il rischio che se li debba tenere lui. «Torno da mia madre, la Resistenza,» singhiozza l’Italia tradita, ma si accorge di aver dimenticato l’indirizzo. Triste Natale anche per il popolo del Pd: Babbo Natale fa sapere che non gli porterà nessun pacco, tanto hanno già Bersani. Di Pietro scrive una nuova letterina a Gesù Bambino: dopo avergli chiesto di portarsi via Berlusconi, gli domanda di portarsi via anche i tre quarti dell’IdV composti di lazzaroni impresentabili. Nella notte più santa, i pastori che recano cibo e coperte alla Capanna di Betlemme vengono fermati da San Giuseppe: «Portateli ai passeggeri di Trenitalia, ne hanno molto più bisogno di noi». I tre Re Magi sono già partiti dai loro lontani paesi per offrire incenso e mirra, per l’oro aspettano il prossimo scudo fiscale. Mentre nell’aria nevosa si diffonde un angelico canto, «Pace in terra agli psicolabili di buona volontà», sul presepe brilla una luce. Sempre più grande. Sempre più vicina.
Gli italiani la scrutano, pensierosi. Potrebbe essere la ripresa del 2010 che arriva in ritardo. O forse è l’apocalisse del 2012 che arriva in anticipo.
LUGLIO
Nell’Anno europeo della lotta alla povertà, il nostro governo si distingue per l’impegno: «Abbiamo già steso un bel po’di poveri, a fine anno li manderemo tutti kappaò». Il ministro Tremonti vara la nuova social card con i bordi seghettati, da usare nei supermercati per ottenere generi di prima necessità: basta puntarla alla gola della cassiera. La temperatura sale, ma per sentirsi gelare si può sempre entrare in una banca e chiedere un prestito. Torna la zanzara tigre, quest’anno ancora più aggressiva: invece del solito punngiglione presenta una micro-miniatura del duomo di Milano. Ma nulla può incrinare la Summer of Love di Silvio Berlusconi: con un romantico bigliettino, invita l’opposizione a un appuntamento notturno sulla spiaggia, alla magica luce di un falò acceso con la Costituzione. Il Pdl sospetta che il premier abbia secondi fini, ma D’Alema rassicura: «Semmai secondi Schifani.» Gli italiani pensano alle ferie, ma la ricerca non va in vacanza: con i fondi che riceve dallo Stato non può permettersi nemmeno una gita fuori porta...
Afghanistan, l’Occidente promette di inviare più uomini; «Grazie, di quelli ne abbiamo anche troppi, - replica il premier Karzai – piuttosto mandateci un po’ di donne e bambini, i nostri sono terminati.» Trenitalia segnala un forte incremento dei turisti che si spostano in treno: è l’unico modo per scansare i topi che sfrecciano sulle carrozze. Gossip, Alberto Stasi ha lasciato la fidanzata. Viva, questa volta.
AGOSTO
Drammatica notizia dallo Yemen: un gruppo di italiani è stato trucidato da una banda di sanguinari beduini. Un successivo dispaccio riporta il sollievo: si trattava della troupe del prossimo cinepanettone di De Sica, «Natale nel deserto». Si moltiplicano in tutta la penisola le sagre paesane, festosa occasione per riscoprire i più tipici prodotti zootecnici italiani: le ex concorrenti del Grande Fratello, immancabili nel ruolo di «madrine d’eccezione». La maggiorata Cristina Dal Basso allontanata dalla Sagra della Vacca da latte di Traversetolo: le mucche, umiliate dall’impari confronto, riducevano la produzione. Va peggio a Carmela, sex bomb del Gf 10 ospite della Sagra della Trota di Sacile, che scambia per una piscina la vasca delle esche vive. Costa Smeralda, Valeria Marini sequestrata per 24 ore da uno psicolabile, cade nel vuoto l’ultimatum della polizia: «O te la tieni fino a dicembre, o facciamo fuoco». Ferragosto al vetriolo per i Berlusconi jr.: Marina evita Barbara che vuole fare le scarpe a Piersilvio perché ce l’ha con Eleonora gelosa di Luigi. Papà Silvio chiede un test di paternità: che il vero padre dei suoi figli sia un esponente del Pd? Iran, mentre il regime di Ahmadinejad massacra gli oppositori, il mondo si interroga: quanto può sopravvivere uno Stato dove tutto è in mano a vecchi preti oscurantisti e non c’è posto per le donne né per i giovani? «Almeno un duemila anni», replica la Città del Vaticano. Baseball, finalmente un italiano nella Major League Usa: è Massimo Tartaglia, che appena uscirà di galera debutterà come pitcher nei Boston Red Sox.
SETTEMBRE
Parte la Festa nazionale del Pd, organizzata in una delle ultime roccaforti della sinistra: il terrazzo della mamma di Pierluigi Bersani. Imponenti le misure di sicurezza per impedire l’accesso ai provocatori: tutti gli individui vagamente somiglianti a Walter Veltroni vengono fermati e allontanati. Accolti sportivamente gli esponenti del Pdl, dal ministro Alfano, che espone il suo progetto di svecchiamento della giustizia («la voglio più “in”: praticamente, un’in-giustizia») a Fabrizio Cicchitto, che raccoglie addirittura un uragano di applausi quando cade nella padella dello gnocco fritto. Interrotto da un’ovazione il discorso di chiusura del segretario: «A Natale manderemo a casa Berlusconi.» I battimani impediscono di comprendere la frase nella sua completezza: «A Natale manderemo a casa Berlusconi una sontuosa cesta di prodotti tipici». Massimo D’Alema schiva con notevole prontezza la statuetta lanciatagli da uno psicolabile, che colpisce in pieno volto Bersani. «E poi dicono che non so farmi da parte,» commenta l’ex presidente del Consiglio. Riaprono le scuole: a causa dei nuovi tagli decretati dal ministro Gelmini, dalle aule spariscono i crocefissi, sostituiti da croceprecari. Salsomaggiore, novità a Miss Italia: la giuria è presieduta dal colonnello Gheddafi, che esalta l’Islam come unica religione che valorizza le donne: «Quale altra religione offrirebbe ben dieci cammelli per Miss Cotonella Molise?» Ammessa tra le finaliste anche una bruttona scorbutica, sporca e in perenne ritardo, alla quale verrà assegnata la fascia di Miss Trenitalia.
(continua...)