24.03.10

Asl, they can! Esodo di assessori italiani in Usa: «Hanno la sanità pubblica, gli insegneremo come truffarla»


Partono in massa, come cent’anni fa. Da Napoli, da Bari, da Palermo, dal Lazio ma anche da Milano. La meta: gli Stati Uniti d’America, dove, con la riforma di Obama, sta per nascere il primo vero sistema sanitario pubblico. Sono assessori, direttori sanitari, fornitori di attrezzature ospedaliere, farmacisti, tutti con magri bagagli (per lo più bustarelle legate con lo spago) e tante speranze. «Ieri un paesano da Little Italy mi ha chiamato,» racconta un assessore campano, sul ponte del piroscafo «Poggiolini II» «e mi ha detto: cumpà, here se mette bbuò, o’ Congresse ha appruvate la reform dello healthcare.» Già, perché restare in Italia, dove il giro d’affari della sanità pubblica è sempre più osteggiato da magistrati guastafeste, e non tentare la fortuna in America? Sì, nelle terre vergini d’Oltreoceano, dove nessuno ha mai truccato un appalto per una clinica, interi Stati ignorano l’arte tutta italiana di falsificare le esenzioni e i dirigenti delle Asl sono privi del knowhow necessario per spillare più quattrini alle casse pubbliche. «Gli yankee non sanno l’abbiccì delle truffe al Servizio sanitario nazionale,» spiega un imprenditore romano; «per forza, non ne hanno mai avuto uno. E ora che Obama gliel’ha dato, quei fessi ancora non si rendono conto che è una miniera d’oro. Noi sì, e arriveremo per primi. La sanità pubblica americana sarà il nuovo Klondike!»

Posted by Lia Celi at 11:49 | Commenti (1)

17.03.10

Angelo Izzo: «Per la mia lista nozze ho scelto Bricocenter»


Da sadico neofascista a industrioso neo-sposo del Terzo Millennio: a provare la redenzione di Angelo Izzo, più del matrimonio celebrato in carcere con la giornalista Donatella Papi, è la sua lista nozze, affidata al gigante italiano del fai-da-te. «Io avrei preferito Ikea o Euronics» confessa la sposina, «ma Angelo è un anticonformista. Pensate che ha voluto scegliere personalmente tutti gli articoli». La lista, inviata da mesi agli amici dello sposo, ha già fruttato un ricco corredo di oggetti utili per casa Izzo: il set di seghe e coltelli multiuso (regalo di Charles Manson), due accette nuove di zecca (offerte da Barbablu), la serie completa di martelli (donate da Giancarlo Stevanin, il mostro di Terrazzo), le spranghe di ferro (pensierino degli ultra della Lazio), la fornitura di corde e nastro adesivo (da parte di Donato Bilancia) e i dieci sacchi di carbonella (dalla sezione Ku-Klux-Klan di Birmingham, Alabama). «I regali verranno consegnati ad Angelo nella sua cella del carcere di Velletri,» spiega la signora Izzo, «ma ci vorrà del tempo: tutti gli oggetti devono essere preventivamente imballati in pagnotte».

Posted by Lia Celi at 00:29 | Commenti (0)

13.03.10

Cose buone dal mondo: paese che vai, Milioni che trovi

CITTA’ DEL VATICANO. Potrebbe essere rinviata la beatificazione di Giovanni Paolo II. Causa del ritardo, l’errore di monsignor Alfredz Myljonicz, il prelato polacco della Postulazione, che non avrebbe consegnato in tempo alla Commissione medica vaticana la lista delle miracolose guarigioni attribuite al defunto pontefice. Il sacerdote sostiene di essere uscito un attimo per rifocillarsi con un paio di pirotzki, e, al suo ritorno, di essersi visto negare la precedenza dai postulanti per la beatificazione di Pio XII. In realtà pare che il sacerdote sia stato trattenuto da pressanti telefonate di Silvio Berlusconi: «Padre, se vuole una lista di autentici miracolati, le do quella dei candidati del Pdl alle regionali».
WASHINGTON. Imbarazzo al Congresso Usa per l’approvazione da parte della Commissione Esteri della mozione sul genocidio armeno del 1915, che potrebbe aprire una gravissima crisi diplomatica con la Turchia. La mozione che condanna l’ex Impero ottomano sarebbe passata di misura (23 favorevoli contro 22 contrari) a causa del ritardo di un deputato repubblicano del South Dakota, Alfred O’Million, uscito un attimo per farsi un sandwich al vicino Taco Bell, e poi impossibilitato a rientrare in aula a causa di un guasto ai freni della sua Toyota. «Io avrei votato contro la mozione,» spiega O’Million, che ancora sta girando intorno al palazzo del Congresso in attesa che finisca la benzina. «E’ impossibile che gli ottomani abbiano ucciso un milione di armeni, che, a conti fatti, di mani dovevano averne due milioni.»
STOCCOLMA. Si avvia a soluzione il dramma delle cinquanta navi incagliate nel golfo di Botnia due giorni fa. Ma col passare delle ore, l’ipotesi della fatalità lascia il posto a quella dell’errore umano: dietro il disguido ci sarebbe l’imprudenza di Halfridd Milionsson, il guardacoste svedese che non avrebbe consegnato in tempo alle capitanerie di porto i bollettini meteorologici che prevedevano il crollo delle temperature. «Ero uscito a farmi due kottbullar,» si è giustificato Milionsson, «ma poi sono stato bloccato da un’orda di Vichinghi radicali.» In realtà pare che il guardacoste si vergognasse di consegnare i bollettini, resi illeggibili da macchie di salsa alla panna. A risolvere la situazione, una sentenza del Tar del Baltico, che in periodo elettorale obbliga il ghiaccio a fondersi a temperature inferiori allo zero termico.

Posted by Lia Celi at 01:54 | Commenti (2)

07.03.10

Cose buone dal mondo


Sul numero di oggi del "Fatto", all'interno dell' inserto satirico "il Misfatto", prima collaborazione di Lia Celi, sotto l'apposita testatina "Cose buone dal mondo". Leggete e diffondetevi.

Posted by robgrassilli at 11:51 | Commenti (4)