15.04.10

Comò profondo! Dal vostro inviato al Salone del Mobile


Cosa sogna in questi giorni il tuo divano sdrucito e deturpato dai peli del gatto? Che la fata madrina lo trasformi in un pezzo di design, per trionfare al Salone del Mobile di Milano, il mega-show dell'arredamento dove una sedia costa come Gisele Buendchen, ma è meno legnosa. Ecco in anteprima tutte le novità, stanza per stanza.
CUCINA
Il Salone conferma che oggi la cucina è un locale polifunzionale, dove si può leggere, lavorare, incontrare gli amici, suonare il sax - poi si scende a mangiare alla trattoria di sotto. Trionfano l'acciaio inox, le linee essenziali e le soluzioni hi-tech: la kitchen del XXI secolo ti accoglie con tutto il calore di uno studio dentistico. Ma per sdrammatizzarla basta poco: ti fai un caffè, e già è ridotta un cesso. L'interior-designer trova semplicemente intollerabile che in cucina qualcuno intenda cucinare sul serio, e dissemina mille trabocchetti per scoraggiare l'incauto: sgabelli da trampoliere perfetti per inciamparci quando si tiene in mano una pentola con del liquido bollente, lavello delle dimensioni di un ditale, cappa con spigolo ad altezza tempia del cuoco, niente pattumiera, forno gigantesco, solo che dentro c'è lo stereo. Tutto si spiega col fatto che nove volte su dieci il creativo è un single incapace di friggere un uovo, e che a cinquant'anni mangia dalla mamma, in una buona vecchia cucina stile Orietta Berti...

SOGGIORNO
Bada a come parli, adesso si chiama «living». Ovvero, un locale polifunzionale, dove si può leggere, lavorare, ricevere gli amici, suonare il sax - almeno questo è ciò che succede nei living di Manhattan, in quelli italiani ci si stravacca a guardare l'Isola dei Famosi, e riga. Il Salone di quest'anno segna il definitivo tramonto degli ambienti mono-stile. La parola d'ordine degli home-stylists è mescolare spunti e tendenze con un pizzico di humour: la poltrona di Jacobsen e il pouf ricavato da un caciocavallo, il drappo bizantino e il dispositivo per la guerra termonucleare globale, il tavolino pescato vicino al cassonetto e la lampada da dieci milioni (anche quella stava vicino al cassonetto, solo che il designer è passato un minuto prima di te). Garantito un servizio su Bravacasa o una denuncia per ricettazione. Dettaglio chic: il divano bianco. Dettaglio choc: il conto annuale della lavasecco che deve smacchiartelo ogni due giorni.
CAMERA DA LETTO
Da zona-notte a (ma va'?) locale polifunzionale, dove leggere, lavorare, ricevere gli amici, suonare il sax, farsi rompere in testa il sax dal partner che ne ha piene le palle, ma sempre all'insegna dell'armonia interiore, grazie al Feng-Shui, la millenaria scienza cinese giunta fino a noi causa un'imperdonabile negligenza della Rivoluzione Culturale. Al Salone sarà in mostra una vasta gamma di mobili Feng Shui in grado di assorbire le energie negative derivanti dal pessimo orientamento dei nostri appartamenti, ma, visti i prezzi, si spende meno a radere al suolo l'intero quartiere e ricostruirlo con l'orientamento giusto. Continua inarrestabile l'abbassamento del letto: cinquant'anni fa i giacigli erano alti come tavoli da pranzo, poi, complice la moda-futon, si sono appiattiti fino a raggiungere il pavimento, e la tendenza più attuale è andare a dormire dall'inquilino del piano di sotto. Sempre più capienti le cabine-armadio, così vaste che dopo aver scelto i vestiti ti viene da cercare la cassa, come alla Rinascente.
BAGNO
Alt. Va bene il bagno come locale polifunzionale, dove si può leggere, lavorare, incontrare gli amici e suonare il sax, ma quando ti scappa ti scappa. Per fortuna, a capire che il bagno serve soprattutto per fare pipì e popò ci arriva anche l'interior-designer, anche se la cosa non gli va a genio. E al Salone del Mobile il motivo salta all'occhio: per lavabi, docce e vasche i creativi attingono alle ispirazioni più varie, dall'antica Grecia alla Terra di Mezzo tolkieniana, mentre nessun creativo spende un neurone per riscattare la prosaica ma imprescindibile coppia water-bidè dal neoclassicismo ospedaliero stile Altare della Patria. E così l'arredatore, costretto a inserire nel suo bel progettino tutto mosaici e vetri istoriati i due spudorati tazzoni bianchi, va in depressione, e per dispetto li occulta nell'angolo più remoto. In caso di bisogno urgente, si può sempre farla nel sax.
(aprile 2002)

Posted by Lia Celi at 15.04.10 12:46
Comments

Ciao,

scusa se mi permetto di rispondere qui ad un tuo post del 2003 sul sito "macchianera ecc." In quel post parlavi della copertina di Cuore riguardante il ministro Guidi. Ricordo perfettamente quando Cuore prese per i fondelli il ministro Guidi! A scuola quella copertina divenne un culto! Io appartenevo a quei lettori che non si indignarono! Anzi immaginavo una reazione del ministro Guidi come quella che poi ebbe. Però se non ricordo male c'erano più foto: il ministro-ballerina, il ministro-alpinista, ... fu davvero un capolavoro! E ancora un "grande Guidi" per la sua magistrale risposta, che fece tacere non pochi falsi moralisti! (Quelli sono peggio dei falsi invalidi!). Ma...è possibile avereuna copia di quella copertina?

Ciao

Marco

Posted by: Marco at 17.04.10 11:00
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