20.04.10

Che Rejkjavica! E' fatta di sillabe la nube del vulcano islandese


Appare inarrestabile l’avanzata della gigantesca nube di vocali e consonanti sprigionata da un vulcano islandese. Il fenomeno sta paralizzando tutto il nord Europa, a cominciare dagli aeroporti, chiusi per motivi di sicurezza: la nebbia sillabica, infatti, confonde i messaggi fra piloti e torri di controllo, trasformandoli in incomprensibili scioglilingua. Del resto lo stesso impronunciabile nome del vulcano, Eyjafjallajokul, è in realtà un cono lavico di fonemi eruttati alla rinfusa intorno al cratere nel corso dei secoli: ai tempi dei Vichinghi il vulcano si chiamava semplicemente «Kul». L’ultima esplosione di fonemi impazziti ha sepolto i distretti circostanti, dove la popolazione attende l’arrivo dei logopedisti e dei grammatici promessi dalla Croce rossa. A destare preoccupazioni è l’ex fiume Å, che, con il nuovo nome di Åggurssmankjøgrudd, potrebbe rompere gli argini ricoprendo le campagne islandesi con uno strato di suoni gutturali. «E’ un tipo di vulcanismo caratteristico delle regioni scandinave,» spiega il geologo Gunnarlindfjomhelm Finnbogarskjoldurbergstrom, ultimo discendente di una famiglia duramente provata dalle eruzioni sillabiche. «Ma in passato ha provocato stragi anche in altre zone d’Europa, specialmente in Galles: il villaggio chiamato Llanfailpwllgwyngyllgogerychwyndrobw-llantysiliogogogoch fa pensare a una catastrofe paragonabile a Pompei.»

Posted by Lia Celi at 20.04.10 10:11
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