Il clero cattolico non è fatto solo di molestatori di bambini: questo l’appassionato e orgoglioso grido lanciato in occasione della santa Pasqua da tanti sacerdoti, decisi a smentire l’equazione prete-uguale-pedofilo. «Fra noi ci sono anche fior di coprofili, zoofili, necrofili, esibizionisti, feticisti del piede, voyeur e s/m», precisa l’ultimo editoriale di «Tonaca Vera», la rivista dei parroci. «Ma siccome non facciamo sensazione, di noi non si parla mai, solo dei pedofili. Il problema è che così si attirano verso il sacerdozio cattolico sempre più pedofili, sicuri di essere apprezzati e protetti, e si inducono tutti gli altri pervertiti a rivolgersi alle confessioni concorrenti.» «E’ vero,» conferma un pope che desidera conservare l’anonimato. «Da giovane, quando ho sentito la vocazione, avrei voluto farmi prete cattolico. Non provando alcuna attrazione per i bambini, ma solo per la biancheria intima femminile, ho preferito entrare nella chiesa ortodossa, dove mi sento meno isolato.» Secondo «Tonaca Vera» la Chiesa dovrebbe essere più attenta alle altre devianze sessuali all’interno del clero. «I preti pedofili sono tenuti in palmo di mano,» lamenta un presule, «mentre noi preti feticisti riceviamo un misero contentino solo la sera del Giovedì santo, quando ci fanno lavare i piedi a dodici omacci. E non possiamo nemmeno dargli un tocco di smalto».
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Ho sempre pensato che il lavacro dei piedi fosse un po` feticista come cerimonia. Per non parlare degli adoratori delle sacre piaghe, del sacro lenzuolo, della sacra croce e del sacro cuore.
Anche i laici non scherzano, con quelle odi al seno femminile (la parte per il tutto) gia` declamate da D`Annunzio. Ma il necrofeticismo praticato dai preti e` sicuramente un passo avanti.
Lia, sei mitica! (come sempre …)
“Tonaca vera”, un tocco di vera classe.