23.06.10

The Lippi Sleeps Tonight, bollettino saltuario da Sudafrica 2010 (quinta puntata)


- Si allarga dal Nord Italia al Sudafrica l’ultimo scandalo lattiero-caseario. Dopo le mozzarelle che, una volta sul piatto, diventano azzurre, è stato diffuso su Youtube un impressionante filmato in cui undici azzurri, una volta in campo, diventano mozzarelle. Secondo alcuni la causa sarebbe la presenza di un batterio, secondo altri l’assenza di Cassano. La polizia sudafricana ha accusato Lippi di spaccio di prodotti sofisticati. Lo sdegno del cittì: «Sofisticati? Ma avete mai sentito parlare Montolivo?»

- «Forse non ci siamo riusciti perché il cane ci stava guardando»: dopo il match con la Nuova Zelanda, gli azzurri sono i nuovi testimonial della campagna «Bastascuse» contro l’impotenza in area di rigore. Secondo le statistiche, ieci calciatori della Nazionale su undici sono incapaci di realizzare un gol su azione in novanta minuti: disfuzioni attribuibili all’avanzamento dell’età, alla mancata intesa con i partner, alla stanchezza e perfino all’alimentazione. Claudio Silvestri, il medico della Nazionale, si difende: «Sono certo che quei due chili a testa di Nutella che gli azzurri si fanno fuori a colazione non c’entrano per niente.» Anzi, secondo uno studio della Ferrero, la famosa crema alla nocciola aiuta a fare gol: basta schiaffarne un po’ negli occhi del portiere...

- Inefficace, evanescente, dopo pochi minuti lascia la zona senza alcuna copertura, prestazione decisamente insufficiente: secondo tutti gli osservatori, come difensore Fabio Cannavaro è ormai fuori ruolo, ma come testimonial del deodorante Gillette è perfetto.

«Va’ a farti inculare brutto figlio di puttana»: questa la frase indirizzata da Nicolas Anelka al suo cittì, nell’intervallo di Francia-Messico, e che è costata al giocatore l’espulsione dai Bleus. «Io sono un “bel” figlio di puttana,» ha precisato un impermalito Domenech. Anche Sarkozy ha definito inaccettabile il linguaggio di Anelka: «La Costituzione parla chiaro: solo il presidente della Repubblica può mandare a farsi inculare l’allenatore della Nazionale francese.»

- La finora deludente Spagna ha finalmente trovato il riscatto contro l’Honduras. Il portiere delle Furie Rosse stavola non è stato distratto dalla sua fidanzata, la bella inviata di Telecinco Sara Carbonero. E’ stata rimpatriata d’urgenza? «No», spiega il cittì Del Bosque, «l’abbiamo fidanzata con il portiere dell’Honduras.»

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21.06.10

The Lippi Sleeps Tonight, bollettino saltuario da Sudafrica 2010 (quarta puntata)


- Sempre più folto il fronte dei detrattori di Jabulani, il pallone ufficiale dei Mondiali, definito disastroso, osceno, incontrollabile. L’unico modo per rivalutarlo è paragonarlo alla legge Alfano sulle intercettazioni. Ormai è rimasta solo l’Adidas a difendere Jabulani, (nome che in lingua tswana significa “è uguale al SuperTele dell’oratorio ma costa cento volte tanto”): «Per contenere i costi abbiamo dovuto abbassare l’età degli operai. E dovete ammettere che, per essere stato cucito da bambini di quattro anni, è un bellissimo pallone.»

- L’imperscrutabilità delle traiettorie di Jabulani, che fino all’ultimo non ti fa capire se si butterà a destra o a sinistra, ha favorevolmente impressionato Pierferdinando Casini, che ha invitato il pallone come ospite d’onore alla Festa nazionale dell’Udc.

- Un pool internazionale di antropologi è in missione in Lombardia per studiare il curioso rituale dei Gufana Gufana, la bizzarra tribù padana che tifa contro gli azzurri. «Non sono antipatriottici,» spiegano gli scienziati, dopo qualche giorno di osservazione, «è che sono completamente sbronzi». Stasera i Gufana Gufana non canteranno l’inno di Mameli, ma quello della Nuova Zelanda: «Cos’è cos’è che fa nuova la Zelanda, è chiara la faccenda, son quelle come me».

- Sempre in tema musicale, per scavalcare le polemiche sull’inno nazionale, la squadra azzurra potrebbe adottarne uno scritto appositamente per questo Mondiale: «Lippi, Lippi, Lippi, che nome fa un po’ ridere, ma voi riderete per quello che farò.»

- Decisamente astrusa l’ultima raccomandazione di Marcello Lippi ai suoi ragazzi prima del match contro i neozelandesi: «Fate gol, fate gol, fate gol». Gilardino e compagni si sono scambiati sguardi sconcertati: cos’avrà voluto dire il coach? Secondo alcuni si tratta di uno scongiuro in dialetto maori, per altri questo «Fategol» sarebbe un nuovo integratore per sportivi cui Lippi farebbe da testimonial. Qualcuno interpreta le parole del mister come «Fa’ De Gaulle, fa’ De Gaulle,» frase rivolta a Gigi Buffon per invitarlo a cimentarsi nell’imitazione del dinoccolato statista francese, cui il nostro portiere, con l’età, assomiglia sempre di più. L’ipotesi meno credibile per gli azzurri è che Lippi li incitasse a fare gol: «Se gli piacessero i giocatori che segnano, ci avrebbe lasciato tutti a casa.»

- Scomparsi nel nulla quattro giocatori della Corea del Nord. «E’ per far sentire gli altri calciatori a casa loro.» tranquillizza Kim Il Yun, cittì delle Zanzare rosse. «I nostri ragazzi sono così abituati a veder sparire ogni giorno amici e conoscenti, che abbiamo dovuto mantenere l’usanza anche qui in Sudafrica, per non traumatizzarli.» I portoghesi, prossimi avversari degli asiatici, stanno visionando il loro match contro il Brasile per decifrarne la tattica, ma finora l’unico schema calcistico coreano evidente è che le teste dei giocatori viste
dall’alto devono formare la scritta «Lunga vita al Caro Leader Kim Il
Sung».

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16.06.10

The Lippi Sleeps Tonight, bollettino saltuario da Sudafrica 2010 (terza puntata)


- Lo stentato pareggio contro il Paraguay non ha meravigliato nessuno: l’Italia, da che mondo è mondo, fa sempre schifo in tutte le fasi preliminari del Mondiale e comincia a giocare bene nelle semifinali - a meno che non la buttino fuori prima. Per motivare la squadra già in occasione del match con la Nuova Zelanda, Lippi potrebbe chiedere l’intervento di un ipnotizzatore che convinca gli azzurri di essere già in semifinale. Il guaio è che dopo due partite crederanno che il Mondiale sia già finito, e vorranno tornare a casa, per di più con un sacco di soldi.

- E i conti da saldare per la Nazionale sono già pesantucci: dopo i premi partita promessi alle celebrazioni per l’Unità d’Italia, il cittì si è impegnato pubblicamente a ripagare anche i 21 milioni di telespettatori che lunedì hanno seguito la partita con il Paraguay. A Lippi è arrivato un incoraggiante messaggio da Calisto Tanzi: «Tranquillo, se in galera per debiti non ci sono io, non ci finisce nessuno».

- Sorpresa fra i tifosi neozelandesi per il primo punto conquistato dai Kiwi in un Mondiale di calcio: «Da quando abbiamo anche una nazionale di calcio?» In effetti laggiù lo sport di casa è il rugby, tanto che gli All Whites, undici marcantoni alti dall’uno e novanta in sù, sono stati messi insieme rastrellando le riserve più mingherline degli All Blacks, i rugbisti più famosi del mondo. Ma gli azzurri, che li incontreranno domenica, non hanno nulla da temere dai prestanti Whites: «Le nostre mogli sono in Italia».

- Dopo il vice-Pirlo, non poteva mancare un vice-Buffon (non è colpa di nessuno se si infortunano solo gli azzurri con nomi ridicoli). Domenica a difendere la porta azzurra sarà Federico Marchetti. Scampato in gioventù a un tremendo incidente stradale, sostiene di dovere la vita a Zarathustra. «Sì, è vero,» conferma la Madonna, piccata, «e allora? Mica posso salvare tutti io, col traffico che c’è sulle strade oggigiorno ho dovuto chiedere aiuto alle altre religioni. Una volta mi dava una mano padre Pio, ma adesso fa la star della tivù.»

- Brasile, vittoria non esaltante contro l’ostica Corea del Nord, qualificatasi eliminando l’Arabia Saudita e l’Iran nell’apposito girone per squadre di paesi dittatoriali. L’allenatore Kim Jong Hun spiega i sofisticati schemi di gioco con cui la Corea ha spesso disorientato la Selecao: «Le teste dei giocatori, viste dall’alto, devono sempre formare la scritta “Lunga vita al Caro Leader Kim Jong Il”».

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14.06.10

The Lippi sleeps tonight: bollettino saltuario da Sudafrica 2010 (seconda puntata)


- Freddo e pioggia a Città del Capo, dove stasera gli azzurri di Lippi sfideranno il Paraguay. Il cittì ha annullato l’allenamento di stamani: «Non c’è bisogno di acciaccare qualche titolare per addossare un’eventuale sconfitta agli infortuni: avremo già l’ottima scusa del maltempo.» Intanto Lippi ha finalmente rivelato in conferenza stampa il motivo per cui ha lasciato a casa Balotelli: «Con tutti i negri che ci sono qui in Sudafrica, se lo perdevo non lo ritrovavo più. E poi Moratti chi lo sentiva?»

- Alla vigilia della partita, il premier ha inviato una lettera ai giocatori: «La partecipazione alla Coppa è una bellissima occasione. Vi invito a non dimenticare che fan, appassionati e gente di ogni età sono pronti a soffrire e gioire per voi, e non dimenticate che non ci sono avversari imbattibili.» Si tratta ovviamente del presidente del Paraguay, Fernando Lugo. Il messaggio agli azzurri di Silvio Berlusconi, attualmente in Bulgaria, è stato: «Eh? Italia? Paraché? Mondiali? C’è figa?»...

- «Stavolta la vittoria sarà nostra,» proclamava la nazionale olandese alla vigilia del Mondiale. Non si riferiva al calcio: appena giunti in Sudafrica, i giocatori orange, travolti da un istinto atavico, hanno messo da parte il pallone e hanno ricominciato a colonizzare la regione, come i loro antenati. «Siamo tornati per restare,» ha proclamato Snijder, neo-presidente della ricostituita Repubblica Boera del Transvaal. E dalla sua fattoria appena inaugurata mette in guardia le avversarie: «Di qui non ci smuove messuno. E se dovessimo affrontare l’Inghilterra, sappia che non finirà come nella seconda guerra anglo-boera.»

- Se c’è un primo bocciato di questi Mondiali, è Jabulani, il pallone fornito dall’Adidas. Secondo pareri unanimi, la sfera è viscida e inconsistente, e «sembra di tenere in mano la testa di Sandro Bondi», come affermano molti portieri. Paragone ingeneroso, perché Jabulani (che in lingua tswana significa «è uguale al SuperTele ma costa dieci volte tanto») pesa circa 460 grammi, esattamente il doppio della testa di Bondi, cervello compreso.

- Dopo il pareggio Inghilterra-Stati Uniti, sotto accusa la manovra voluta dal governo Cameron che, nel quadro della riduzione degli impiegati statali, alla Nazionale inglese ha dovuto tagliare il portiere e sostituirlo con una più economica sagoma di cartoncino. «Non se la cavava
male, quel Bristol,» si sfoga il cittì Capello, «purtroppo si è infortunato durante un allenamento.» Uno strappo? «No, un acquazzone. E così contro gli Stati Uniti ho dovuto impiegare la riserva, Green.»

- Applauditissima la partita fra le pornostar che hanno anticipato sfida Germania-Australia dipingendosi sulla pelle nuda le magliette. L’idea è stata entusiasticamente adottata dalla nazionale greca: «Non siamo fan del bodypainting», spiega il capitano ellenico Karagounis, «è che la Bce ci ha pignorato le casacche.»

- Minacce neonaziste a Rodriguez, l’arbitro di Germania-Australia che ha convalidato i quattro gol tedeschi. «Uno solo era ariano purosangue, quello di Mueller» inveiscono gli ultras hitleriani, «gli altri sono stati segnati da due oriundi polacchi e uno addirittura di un brasiliano naturalizzato.» Secondo loro, il direttore di gara avrebbe dovuto annullare le reti di Podolski, Klose e Cacau, oppure assegnare la vittoria alla Germania per 13-0, secondo la vecchia regola per cui un gol tedesco vale dieci gol di origine non razzialmente pura.

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Maturiamoci il naso: ovvero, tutti in traccia della traccia


Macché Mondiali! L’evento sportivo che ogni anno inchioda al televisore migliaia di italiani si chiama maturità. E come sempre, scatta il toto-autori per lo scritto d’Italiano. Chi fra i padri della nostra letteratura metterà a dura prova le meningi dei maturandi 2010? Abbiamo girato la domanda a quattro degli scrittori più accreditati.
GIOVANNI PASCOLI
«Lo so, burdèl, sono anni che mi aspettate alla maturità, ma Zvanì sta bene qui in campagna con la sua Mariù, gli uccellini e Valentino vestito di nuovo, mica si scomoda per una patacàta come la maturità. Quella Gelmini, poi, mi ricorda tanto le suorine di San Mauro che da piccolo mi sculacciavano con le ortiche. Lasciatemi in pace, ho ben altri guai: nei «Canti di Castelvecchio» ho divulgato l’interrogatorio della Cavallina storna («disse un nome, suonò alto un nitrito»), e con la nuova legge sulle intercettazioni rischio una multa grossa così. Ah, poter ricominciare tutto da capo! Invece di mettere tutti quei videvitt, chiù, din don e gregrè nelle mie poesie, andrei a farli a Zelig Circus. E gli spot Fastweb con Valentino Rossi li farei io.»

GABRIELE D’ANNUNZIO
«L’Imaginifico, degradato a plumbeo spauracchio per pubescenti? Più facile che Mila di Codro, putta di fienile e di stabbio, torni pulzella, o che Andrea Sperelli acquisti un divano da Aiazzone! In altre parole, non contate su di me. Il governo Berlusconi non solo ha speculato sulle tragedie del mio Abruzzo, ma ha tagliato i fondi per la manutenzione del Vittoriale, e ora le pulizie e i lavori di riparazione mi tocca farmeli da me – vabbè che sono un esperto nel fai-da-te (saprete certamente quel che si dice sulla mia costola mancante). Bah, era meglio se noleggiavo uno yacht, Briatore. Già che c’ero, noleggiavo pure la Gregoraci, per l’inesausta mia febre dei sensi (alla lunga anche il fai-da-te stufa).»
UMBERTO SABA
«Chi, mi? All’esame de maturità? ‘Ndemo, fioi, no xè roba par mi e gnanca par voi. Poareti, costreti a scriver dò pagine de monade sul mio Canzoniere, che forse manco ci siete arrivati col programma d’Italian. Piuttosto ve offro uno spritz qui al caffè dei Specchi, nella mia Trieste, insieme a Lelio Luttazzi. Oppure ci vediamo insieme i Mondiali africani, lo sapete che mi vado mato par il calcio. Pensate che avevo proposto al Tg1 di scrivere delle poesie sulle partite degli azzurri, ma Minzolini me gà risposto che avevano già un poeta, e molto migliore di me, un certo Sandro Bondi. No lo cognosso, xè bravo?»
ALESSANDRO MANZONI
«Al solito: il Ministero non si sa che pesci pigliare per il tema della maturità, e per non scontentare nessuno pensa al vecchio zio Lisander, buono per tutte le stagioni, uno che piace alla destra e alla sinistra, ai preti e ai liberali, ai leghisti e agli statalisti. Un don Abbondio disposto sempre all’ubbidienza, un conte-zio che vuole solo troncare e sopire, al massimo un fra’ Cristoforo che si appella alla Provvidenza ma alla fin della fiera non dà fastidio a nessuno. Eh no, adesso basta. Il senatore del Regno d’Italia Alessandro Manzoni è ancora vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, e siccome ha sciacquato i panni in Arno, non vi manda a dà via i ciapp, ma vi manda tutti direttamente affanculo.»

Posted by Lia Celi at 01:46 | Commenti (2)

12.06.10

The Lippi sleeps tonight: bollettino saltuario da Sudafrica 2010


- Pazzesco! Per la prima volta nella storia della Nazionale, gli azzurri ne fanno una giusta fuori dal campo: come ha annunciato Buffon, devolveranno parte dei premi-partita alle celebrazioni per l’Unità d’Italia. Sconcerto del dottor Castellacci, il medico della squadra: «Credevo che Gigi si fosse ripreso da quella botta in testa nell’ultimo allenamento.» Ma il nostro portiere sembra entrato in un trip risorgimentale dagli esiti sconcertanti: vuole scendere in campo in camicia rossa e berretto garibaldino, cita Giuseppe Mazzini e alle richieste di Lippi risponde solo «Obbedisco». Il suo compagno di camera è preoccupato: «Se stanotte mi chiama ancora Anita, vado a dormire in giardino».

- «Difenderemo la Coppa», ha proclamato il nostro cittì. Ma in che modo? Visto l’attuale livello tecnico-agonistico degli azzurri, è difficile che riescano a difenderla sul campo. Secondo alcune indiscrezioni, Lippi sosterrà che il trofeo non è stato vinto a Berlino nel 2006, ma è un antico manufatto greco-romano ripescato da Gattuso durante una gita in barca a vela. La tesi è risultata così credibile che il Getty Museum ha già contattato Gattuso per comprare la coppa sottobanco...

- Prime perplessità sull’eccesso di aspettative per questo Mondiale, che nelle speranze degli organizzatori dovrebbe risolvere il problema dell’analfabetismo in Africa, cancellare le divisioni etniche, incrementare l’export e il progresso tecnologico e incrementare la natalità fra le specie animali in via d’estinzione. Gli stregoni animisti sono scettici: «E’ un’altra religione sballata importata dai bianchi, anche meno credibile della storia del tizio nato dalla vergine e risorto dopo tre giorni.» I sacerdoti zulu hanno interrogato in proposito gli spiriti degli antenati: «Il Mondiale non ci servirà a un cazzo,» è stato il responso unanime, «l’Italia ne ha organizzati due e guardate com’è messa».

- Già in testa alle classifiche «Waka Waka», l’inno di Africa 2010 cantato da Shakira. Delusione tra i fan di Lady Gaga: poiché la canzone ufficiale dei Mondiali di calcio viene tradizionalmente affidata alla popstar più maraglia del momento, molti si aspettavano che la scelta cadesse sulla diva di «Poker Face». «C’è stato un problema di tempi,» ammette la Fifa, «l’inno dei Mondiali viene assegnato con due anni d’anticipo, e nel 2008 la più maraglia era ancora Shakira».

- Esordio senza botto per i Bafana Bafana, che contro il Messico rimediano un 1-1. Il doppio compito di padroni di casa e di avversari ha costretto Tshabalala e compagni a un comportamento schizofrenico: dovevano marcare i messicani e contemporaneamente chiedergli se si trovavano bene e se avevano bisogno di qualcosa. «Sì, avremmo urgente bisogno di fare un gol», ha risposto Marquez, e si sa, agli ospiti non sta bene dire di no.

- In contemporanea alla partita del Messico, a Johannesburg, spettacolare goleada nel campionato messicano fra cartelli della droga: a Ciudad Madero venti morti ammazzati in novanta minuti, senza contare due omicidi annullati per fuorigioco e un palo colpito per errore. «Da noi il girone eliminatorio è una cosa seria,» ha commentato il boss del cartello di Sinaloa.

Posted by Lia Celi at 01:38 | Commenti (0)

03.06.10

Alzheimer Express: Montezemolo, settant'anni e gioca con i trenini


Debutterà fra un anno il Nuovo Trasporto Viaggiatori, la linea ferroviaria targata Montezemolo. «Saremo la Ferrari dei binari», ha annunciando l’ex presidente di Confindustria, presentando la flotta di Ntv, 51 treni monoposto e con altissimi consumi di carburante. Ecco cosa succede a fidarsi di uno che probabilmente non ha mai preso un treno in vita sua. Per fortuna ci saranno altri operatori privati pronti a sfidare Trenitalia in nome dell’efficienza. Eccone alcuni.
COMUNIONE E LOCOMOZIONE
Le carrette di Moretti? Buoni per le suorine morte di fame e i preti di campagna. Il presule di successo e l’imprenditore teocon viaggiano con Comunione e Locomozione, il servizio ferroviario creato da Cl perché fare soldi solo con le cliniche private cominciava a diventare noioso. I treni, tutti ad altissima velocità (la stessa con cui si sono arricchiti gli amministratori pubblici di Cl in Lombardia) sono dotati di cattedrale gotica con messa in latino, sportello bancario, carrozza-confessionale e ristorante cattolico (il venerdì si osserva il digiuno: uno dei camerieri digiuna e i passeggeri lo osservano sorseggiando champagne). Unico problema: anche i macchinisti, come tutto il personale e l’amministrazione, sono ciellini doc e si rifiutano di far entrare i treni nelle gallerie se prima non le hanno sposate in chiesa...

RYANRAIL
L’irlandese fondatore della più celebre compagnia aerea low cost, debutta anche nel trasporto su rotaia. La ricetta Ryan per abbattere i costi è semplice: vagoni veramente spartani (alcuni riportano ancora graffiti in greco antico, tipo «che treno di merda, la prossima volta alle Termopili ci vado in auto, firmato Leonida»), carrozze prive di fronzoli inutili come il riscaldamento, la toilette o i finestrini, niente cibo né acqua nemmeno per il personale viaggiante, che si aggira allupato per gli scompartimento adocchiando i passeggeri più teneri e paffuti. A ravvivare l’atmosfera, la famosa lotteria Ryanrail, un simpatico gratta-e-vinci con cui puoi vincere fino a diecimila euro o una pediculosi. In compenso, sui treni Ryanrail sali praticamente gratis. E’ per scendere che devi pagare fior di quattrini. Ma lo fai volentieri.


NDRANGHETRAIN
Poteva l’azienda più fiorente d’Italia non raccogliere la sfida lanciata da Montezemolo? Le tradotte della Ndranghetrain, che in Italia operano già su diverse tratte, da quella delle bianche a quella dei braccianti, sono pronte a competere con gli avveniristici treni della Ntv ad armi pari, e cioè duecento kalashnikov. «Sono armi, e il numero è pari,» spiega l’ad di Ndranghetrain, don Cicciuzzo Mancuso «scusate, e sennò come li convinciamo i passeggeri a scendere dai treni di lusso di Montezemolo e a salire sui nostri?» Molto severe le regole per i viaggiatori: vietato portare a bordo più di cinque chili di cocaina, proibite le faide nel vagone ristorante, accomodarsi nell’apposita carrozza regolamenti di conti. Indovinatissimo lo slogan: «Ndranghetrain: dove solo i testimoni sono scomodi».

Posted by Lia Celi at 10:20 | Commenti (1)