Macché Mondiali! L’evento sportivo che ogni anno inchioda al televisore migliaia di italiani si chiama maturità. E come sempre, scatta il toto-autori per lo scritto d’Italiano. Chi fra i padri della nostra letteratura metterà a dura prova le meningi dei maturandi 2010? Abbiamo girato la domanda a quattro degli scrittori più accreditati.
GIOVANNI PASCOLI
«Lo so, burdèl, sono anni che mi aspettate alla maturità, ma Zvanì sta bene qui in campagna con la sua Mariù, gli uccellini e Valentino vestito di nuovo, mica si scomoda per una patacàta come la maturità. Quella Gelmini, poi, mi ricorda tanto le suorine di San Mauro che da piccolo mi sculacciavano con le ortiche. Lasciatemi in pace, ho ben altri guai: nei «Canti di Castelvecchio» ho divulgato l’interrogatorio della Cavallina storna («disse un nome, suonò alto un nitrito»), e con la nuova legge sulle intercettazioni rischio una multa grossa così. Ah, poter ricominciare tutto da capo! Invece di mettere tutti quei videvitt, chiù, din don e gregrè nelle mie poesie, andrei a farli a Zelig Circus. E gli spot Fastweb con Valentino Rossi li farei io.»
GABRIELE D’ANNUNZIO
«L’Imaginifico, degradato a plumbeo spauracchio per pubescenti? Più facile che Mila di Codro, putta di fienile e di stabbio, torni pulzella, o che Andrea Sperelli acquisti un divano da Aiazzone! In altre parole, non contate su di me. Il governo Berlusconi non solo ha speculato sulle tragedie del mio Abruzzo, ma ha tagliato i fondi per la manutenzione del Vittoriale, e ora le pulizie e i lavori di riparazione mi tocca farmeli da me – vabbè che sono un esperto nel fai-da-te (saprete certamente quel che si dice sulla mia costola mancante). Bah, era meglio se noleggiavo uno yacht, Briatore. Già che c’ero, noleggiavo pure la Gregoraci, per l’inesausta mia febre dei sensi (alla lunga anche il fai-da-te stufa).»
UMBERTO SABA
«Chi, mi? All’esame de maturità? ‘Ndemo, fioi, no xè roba par mi e gnanca par voi. Poareti, costreti a scriver dò pagine de monade sul mio Canzoniere, che forse manco ci siete arrivati col programma d’Italian. Piuttosto ve offro uno spritz qui al caffè dei Specchi, nella mia Trieste, insieme a Lelio Luttazzi. Oppure ci vediamo insieme i Mondiali africani, lo sapete che mi vado mato par il calcio. Pensate che avevo proposto al Tg1 di scrivere delle poesie sulle partite degli azzurri, ma Minzolini me gà risposto che avevano già un poeta, e molto migliore di me, un certo Sandro Bondi. No lo cognosso, xè bravo?»
ALESSANDRO MANZONI
«Al solito: il Ministero non si sa che pesci pigliare per il tema della maturità, e per non scontentare nessuno pensa al vecchio zio Lisander, buono per tutte le stagioni, uno che piace alla destra e alla sinistra, ai preti e ai liberali, ai leghisti e agli statalisti. Un don Abbondio disposto sempre all’ubbidienza, un conte-zio che vuole solo troncare e sopire, al massimo un fra’ Cristoforo che si appella alla Provvidenza ma alla fin della fiera non dà fastidio a nessuno. Eh no, adesso basta. Il senatore del Regno d’Italia Alessandro Manzoni è ancora vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, e siccome ha sciacquato i panni in Arno, non vi manda a dà via i ciapp, ma vi manda tutti direttamente affanculo.»
Ciao Lidia, molto bello, lo posso mettere su facebook sul blog che ho coi miei studenti maturandi? Ovviamente cito la fonte e il tuo nome.
Dici di sì?
grazie lidia
Gentile Lia, nel post precedente sono sempre io e ho sbagliato ben due volte il tuo nome; me ne sono accorto, sai..
Spero di essere perdonato.
Cari saluti
antonio