- Freddo e pioggia a Città del Capo, dove stasera gli azzurri di Lippi sfideranno il Paraguay. Il cittì ha annullato l’allenamento di stamani: «Non c’è bisogno di acciaccare qualche titolare per addossare un’eventuale sconfitta agli infortuni: avremo già l’ottima scusa del maltempo.» Intanto Lippi ha finalmente rivelato in conferenza stampa il motivo per cui ha lasciato a casa Balotelli: «Con tutti i negri che ci sono qui in Sudafrica, se lo perdevo non lo ritrovavo più. E poi Moratti chi lo sentiva?»
- Alla vigilia della partita, il premier ha inviato una lettera ai giocatori: «La partecipazione alla Coppa è una bellissima occasione. Vi invito a non dimenticare che fan, appassionati e gente di ogni età sono pronti a soffrire e gioire per voi, e non dimenticate che non ci sono avversari imbattibili.» Si tratta ovviamente del presidente del Paraguay, Fernando Lugo. Il messaggio agli azzurri di Silvio Berlusconi, attualmente in Bulgaria, è stato: «Eh? Italia? Paraché? Mondiali? C’è figa?»...
- «Stavolta la vittoria sarà nostra,» proclamava la nazionale olandese alla vigilia del Mondiale. Non si riferiva al calcio: appena giunti in Sudafrica, i giocatori orange, travolti da un istinto atavico, hanno messo da parte il pallone e hanno ricominciato a colonizzare la regione, come i loro antenati. «Siamo tornati per restare,» ha proclamato Snijder, neo-presidente della ricostituita Repubblica Boera del Transvaal. E dalla sua fattoria appena inaugurata mette in guardia le avversarie: «Di qui non ci smuove messuno. E se dovessimo affrontare l’Inghilterra, sappia che non finirà come nella seconda guerra anglo-boera.»
- Se c’è un primo bocciato di questi Mondiali, è Jabulani, il pallone fornito dall’Adidas. Secondo pareri unanimi, la sfera è viscida e inconsistente, e «sembra di tenere in mano la testa di Sandro Bondi», come affermano molti portieri. Paragone ingeneroso, perché Jabulani (che in lingua tswana significa «è uguale al SuperTele ma costa dieci volte tanto») pesa circa 460 grammi, esattamente il doppio della testa di Bondi, cervello compreso.
- Dopo il pareggio Inghilterra-Stati Uniti, sotto accusa la manovra voluta dal governo Cameron che, nel quadro della riduzione degli impiegati statali, alla Nazionale inglese ha dovuto tagliare il portiere e sostituirlo con una più economica sagoma di cartoncino. «Non se la cavava
male, quel Bristol,» si sfoga il cittì Capello, «purtroppo si è infortunato durante un allenamento.» Uno strappo? «No, un acquazzone. E così contro gli Stati Uniti ho dovuto impiegare la riserva, Green.»
- Applauditissima la partita fra le pornostar che hanno anticipato sfida Germania-Australia dipingendosi sulla pelle nuda le magliette. L’idea è stata entusiasticamente adottata dalla nazionale greca: «Non siamo fan del bodypainting», spiega il capitano ellenico Karagounis, «è che la Bce ci ha pignorato le casacche.»
- Minacce neonaziste a Rodriguez, l’arbitro di Germania-Australia che ha convalidato i quattro gol tedeschi. «Uno solo era ariano purosangue, quello di Mueller» inveiscono gli ultras hitleriani, «gli altri sono stati segnati da due oriundi polacchi e uno addirittura di un brasiliano naturalizzato.» Secondo loro, il direttore di gara avrebbe dovuto annullare le reti di Podolski, Klose e Cacau, oppure assegnare la vittoria alla Germania per 13-0, secondo la vecchia regola per cui un gol tedesco vale dieci gol di origine non razzialmente pura.