12.08.10

Delitto canonico (ovvero, non giudicate se non volete essere pregiudicati)


La cronaca vuole indurci a credere che la Chiesa sia ridotta a un un covo di pedofili e speculatori. Perché mettere limiti alla Provvidenza? La criminalità targata Vaticano si declina in forme molto più fantasiose: dagli archivi dell’Interpol, ecco le schede di alcuni religiosi prestati al crimine (o viceversa).
SUOR MARIE-ROULETTE
Nel 1917, quando era solo un’umile pastorella, la Vergine le apparve in una grotta presso Montecarlo e le rivelò tre segreti: 1) se escono due rossi punta sul nero, 2) mai sederti al tavolo verde con Emilio Fede, e il fatidico terzo segreto, che Suor Marie-Roulette confiderà in punto di morte solo al Papa (pare si tratti del trucco cinese per sbancare le slot-machines). Preso l’abito delle Clarisse (lo vinse giocando a poker con una badessa, insieme a velo, sandali e convento con annessa cantina), ha dedicato la sua vita a portare il Vangelo sui tavoli da gioco: lo usa per nascondere le fiches contraffatte. Ricercata in tutto il mondo per truffa, circonvenzione d’incapace e simulazione, ha chiesto asilo politico a Pietrelcina. Ma la sua ultima impresa rischia di alienarle la simpatia dalla Chiesa: ha spennato a carte anche la Colomba dello Spirito Santo...

CAPITAN BARBASANTA
Il Vaticano non possiede una flotta, ma nei Caraibi c’è un corsaro accreditato presso la Santa Sede. Ignota la sua vera identità, ma si dice si tratti di un cardinale ultra-conservatore che, sconfitto nel Conclave del ’78, chiese e ottenne una «lettera di corsa» che lo autorizzava ad assaltare navi miscredenti in nome della Chiesa cattolica. Da allora il suo galeone «Anathema» su cui batte il Jolly Peter (teschio con chiavi incrociate) è il terrore dei sette mari: con la sua ciurma di spietati chierichetti Barbasanta abborda mercantili e navi da crociera e, dopo aver immobilizzato equipaggio e passeggeri, li obbliga ad assistere a interminabili messe in latino. Chi non riesce a buttarsi in pasto ai pescecani, offre a Barbasanta tutti i suoi averi purché smetta. «Non è pirateria, corpo di mille diaconi, è questua marittima» spiega il Capitano, che sarà ospite d’onore al Meeting di Rimini in una tavola rotonda sulla finanza cattolica, titolo «Quindici presuli sulla cassa del morto ».

PADRE GUGGENHEIM
La Chiesa cattolica ha smesso di interessarsi all’arte trecento anni fa; unica eccezione, un anonimo prete di campagna che, con lo pseudonimo di padre Guggenheim, ha messo a segno i più clamorosi furti d’arte moderna degli ultimi anni, dai Picasso sottratti al museo della Villette agli impressionisti trafugati a Zurigo. «Nella mia chiesa non c’è posto per i soliti imbrattatele kitsch,» ha dichiarato in un farneticante messaggio lasciato in un cestino della spazzatura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, dopo aver rubato un De Chirico da appendere in canonica. Il suo fiuto gli ha procurato una grande reputazione nel mondo dell’arte, e i giovani autori essere rubati da lui è un lancio più prestigioso di una personale a Manhattan. Il Vaticano conosce la sua vera identità ma finora l’ha sempre protetto: «Non è un ladro, quei quadri gli servono solo per nascondere foto di bambini nudi».

Posted by Lia Celi at 12.08.10 01:23
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