16.11.10

16/11/1849, Dostoevskij condannato a morte, migliaia di nichilisti si lasciano vivere per protesta

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16 novembre 1849. Fëdor Dostoevskij viene condannato all’impiccagione per attività sovversiva: si era rifiutato di intitolare à il suo romanzo su un presidente del Consiglio carico di malefatte. Ma il plotone d’esecuzione si rifiuta di sparargli addosso senza aver mai letto una riga dei suoi romanzi: «Siamo soldati, non critici letterari.» La condanna viene commutata nei lavori forzati in Siberia, dove Dostoevskij abbandona il nichilismo giovanile e si riavvicina a Dio perché brontolare «che freddo, porco nulla» non gli dà alcuna soddisfazione. Nel frattempo lavora al suo secondo libro, Il sosia, che però deluderà il pubblico: «E’ preciso identico al primo». (Nella foto, Ansa-Smerdjakov, i fratelli Karamazov alla recente Conferenza sulla Famiglia).

Posted by Lia Celi at 16.11.10 23:09
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