27.12.10

Anche gli zampognari con Casini, Fini resta con le pive nel sacco

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Da trent’anni è protagonista delle cronache politiche. Ma dopo la sua scelta di «opposizione costruttiva» al governo Berlusconi, Pierferdinando Casini è diventato protagonista anche del folklore popolare. Un’equipe di antropologi impegnata in Abruzzo ha scoperto che la figura dell’aitante leader cattolico, insidiato dal premier con mille seducenti tentazioni volte a conquistarne l’appoggio politico, ha sostituito nel repertorio dei cantastorie il tradizionale sant’Antonio avversario del demonio. Gruppi di rustici cantori itineranti, muniti di zampogne e chitarre, attraversano le borgate intonando stornelli che inneggiano alla strenua resistenza dell’ex presidente della Camera, l’unico in grado di rintuzzare le avances del diabolico Cavaliere. «Il difficile è usare questo ridicolo dialetto,» confessa uno dei cantastorie, che nella vita è professore associato di Tradizione musicale centro-mediterranea. «Nessuno lo parla più, nemmeno nei villaggi più sperduti, e i vecchi contadini ci pregano di tradurre il testo in italiano, o corrono a cercarlo su Internet.

Per non parlare delle zampogne, ormai completamente obsolete. Le contadine più anziane le scambiano per borsette di Dolce e Gabbana». Voglia di rinnovare l’antica musicalità abruzzese? «Veramente no,» confida un altro cantore, ricercatore di Storia del canto popolare presso un ateneo italiano, «è che dopo l’esibizione i contadini ci regalano vino, salami e prosciutti che con il nostro stipendio all’Università non potremmo mai permetterci.» Vi proponiamo alcuni degli stornelli più graditi: saranno una simpatica alternativa alle solite carole natalizie.

Bonasera cari amice / donne e uommini leali
Voi che Silvio Berluscone / lu dareste a li maiali
Basta co lu mal de panza / ve purtamo la speranza
La speranza è Pier Casini / che è chiù furbe anche di Fini.

Pier Casini lu centriste / fa lu Polu de la Nazione
Berlusconi pe’ dispette / Je promette due poltrone
Pier Casini non ce casca / e la leadership s’intasca
Pier Casini sia lodato / lu nimiche del nano pelato

Pier Casini da Bologna / nun appoggia lu Piddielle
Berlusconi satanasse / fa l’uocchiette a lu Rutelle
Pier Casini se ne frega / e si inciucia cu la Lega
Viva viva Pier Casini / che sfangula li pidiellini

Pier Casini vuol trattare / co ‘a Diccì di Peppe Pizza
Berlusconi gli offre in cambie / quattro escort co le zizze
Pier Casini è tanto bbuone / le regala a Buttiglione
Noi vogliamo Pier Casini / paladino de li beghini

Pier Casini ad Annozero / è chiù fico de George Cluni
Berlusconi pe l’invidia / je chiudette la trasmissiuni
A Casini nun je importa / l’indomani è a Porta a porta
Pier Casini per piacere / manda via lu Cavaliere

Pier Casini in confessione / parla male de lu guverne
Ma lu prete lo minaccia / «sta’ cu Silvie o vai all’inferne»
Pier Casin nun se scompone / macché prete, è Berluscone
Pier Casini sii cortese/ manda Silvio a quel paese.

Posted by Lia Celi at 27.12.10 23:49
Comments

Che ricordi, il nonno figlio di contadini che mi cantava questa canzone, meta` circa del suo repertorio (l` altra meta` era Da tera an pianta). Note personali a parte, niente male la mterica. Certo, semo all frutta, tocca fidarsi di Pierferdi...

Posted by: Enrico Marsili at 28.12.10 04:30

Stratosferico il tuo pezzo sul "fatto" di oggi. Hai egregiamente soddisfatto la promessa a Marsili dei giorni scorsi. La situazione generale è quel che è ma ci si può sempre consolare con due righe scritte con intelligenza e buon gusto. Auguri di buone e, per quanto possibile serene, feste

Posted by: Stefano at 31.12.10 15:59
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