
- Il premier all'Onu: «Imporre subito no-Fli-zone in Italia».
- Stupro nel centro di Roma, il terzo in cinque giorni. Alemanno: «E c'è ancora chi dice che in centro non si trova un buco».
- Massacri in Libia, la Ue prenderà misure. Dev'essersi aggiudicata l'appalto delle bare.
- Meteo, dalla Svezia in arrivo tre giorni di grande freddo. Ma dobbiamo montarceli da soli.
- Deputato Pd: «Offerti 150mila euro per passare a maggioranza». Il Pdl: «Ma noi abbiamo rifiutato».”
- Zawia, missili contro il minareto della moschea. Il muezzin: «Okay, okay, la smetto.»
- Libia, Berlusconi fa dietrofront. Ma non si nota la differenza.
- Malta, respinto aereo con figlia di Gheddafi. Avevano capito nipote.
- Ue, un fondo per i migranti nordafricani. Maroni: «Ok, a quanti metri?»
- Arriva Manuale d'amore 3, nel cast Robert De Niro che recita in italiano. Almeno lui.
- Ruby invitata al Ballo delle debuttanti. L'unica serata in cui dovrà andare in bianco.
- Frattini: «Non possiamo esportare la democrazia». E' quasi finita anche da noi.
- Barbara Berlusconi, love story con Pato. Mica poteva trombarsi anche lei le veline.
-Parlano gli italiani rientrati da Tripoli: «Autocrazia senza controllo, lotte tribali, popolo allo stremo». Ehi, se non vi piace tornate pure in Libia.
- Milano, trovato pacco bomba a metà strada fra Eni Store e redazione del Fatto. L'ordigno è stato rivendicato dall'asino di Buridano.
- Libia, è guerra civile. Successivamente verrà celebrata anche quella religiosa.
- Anche Barbareschi lascia Fli. L'emorragia si è trasformata in diarrea.
- Berlusconi, distruttivo per l'Italia ma utile agli Usa. Trent'anni fa sarebbe stato una bomba su un treno.
- Rosy Bindi: l'unica candidatura in grado di mandare in un colpo solo a palazzo Chigi una donna, un uomo, una personalità del mondo cattolico e un dirigente Pd.
- Spazio, nel 2013 un italiano sulla Iss. Poi con i legittimi impedimenti dovrebbe essere a posto per un po'.
- «Ruby? Non sono per niente preoccupato.» Le precise parole che diceva a Craxi.
- Napoli, cocaina in corsia a ginecologo. Confezionata in ovuli?
- Berlusconi: «Governerò fino al 2013». Se avrà la maggioranza in parlatorio.
- Suicida a 75 anni l'attrice Dorian Gray. Non sopportava l'idea di non invecchiare.
- Alle Olgettine auto in regalo. Le macchine del fango.
- Un italiano su tre non dorme. Caspita, il Pd è al 66 per cento!
- Bersani: «Ora dimissioni». Giùralo!
- Berlusconi: «E' una vergogna». Non condivido la punteggiatura.
- Prodi: «L'Italia si sta svegliando». Parli il meno possibile, professore, se no si riassopisce,

1984
Nasce a Buenos Aires col nome di Ana Maria Dolores Alejandra Pilar Felipa Catalina Margarita Lucia Belèn: a rovinare i suoi genitori non sarà la crisi argentina, ma i regali per gli onomastici. E’ la maggiore, e soprattutto la maggiorata, di tre figli, e ha lontane origini italiane: la famiglia materna è originaria di La Spezia, il che spiega il piccante charme della bimba: a un anno pubblicizza una marca di pannolini, ma risulta così sexy che il prodotto va a ruba nei sexy shop.
1990
La ragazzina si è già spogliata di tutti i suoi nomi di battesimo e tiene solo Belèn, che si toglierà unicamente in un video hot di cui si pentirà...
Simpatica ed esuberante, a scuola prende voti altissimi, ma solo nelle classifiche dei culi stilate dai compagni di classe. I professori le offrono lezioni private gratuite, ma Belèn si rifiuta: o la pagano, o non se ne fa niente.
2000
Nel pieno della recessione argentina, Belèn si diploma al liceo artistico (il preside non sapeva in che altro modo pagarle le ore come modella per nudo) e si iscrive a Lingue che, invidiose della sua bellezza, diventano presto Malelingue. Passa a Scienze dello Spettacolo, ma si annoia: l’unica scienza che serve a una bella ragazza per entrare nello spettacolo è l’anatomia, e la sua è già da trenta e lode.
2007
Malgrado gli sforzi, la sua fama resta fra pochi intimi: le mutande e i reggiseni che indossa come modella. Ovunque le dicono che una bonazza che non eccelle nel ballo né nel canto né nella recitazione non può sfondare, se non in un paese culturalmente sottosviluppato. Quando la tivù argentina trasmette uno spezzone di «Domenica in», Belèn capisce che è l’Italia la sua terra promessa.
2011
Dall’«Isola del Famosi» agli spot Tim, Belèn diventa l’oggetto del desiderio degli italiani, specie grazie a una condotta che lascia moltissimo a desiderare, e un mito per i bambini, che sui banchi di scuola imparano a calcolare l’area del triangolo ottusangolo formato da lei, Marco Borriello e Fabrizio Corona. L’attende un intenso dopo-Sanremo: la formosa argentina sarà protagonista in una fiction su Anita, la compagna dell’eroe dei due mondi. Titolo: «L’eroina coi due mappamondi».

1978
Nasce a Sassari dopo nove mesi di gestazione e mezz’ora di trucco. Figlia di un radiologo, anche se lei alla radio preferirà sempre la tivù, in sala parto ha già al suo attivo un calendario di ecografie sexy stravendute tra i feti maschi, varie sfilate di moda prenatale e un impegno da Embrioncina nel quiz «Pancionissima». A sei mesi il gossip la accredita come fidanzata di Cicciobello, voce poco fondata visto che almeno uno dei due partner è una bambola.
Anni ‘80
Scolara brillante (è già fidanzata con un noto gioielliere), Ely, malgrado la sua bellezza, non vuole giocarsi il futuro sull’aspetto fisico: «I fisici prendono uno stipendio da fame. Io aspetto come minimo un imprenditore»...
Intanto frequenta lezioni di danza, canto e portamento, disciplina indispensabile visto che la ragazzina presenta già una mandibola considerevole.
Anni ‘90
Iscrittasi al Classico perché attratta dal greco (Stavros Plutokratos, giovane armatore con lo yacht a Porto Rotondo), consegue la maturità con 90-60-90 e vola a Milano per tentare la fortuna nei casting, ma come attrice è così scarsa che viene scartata perfino ai provini di Pieraccioni. La sua vita cambia quando viene scelta come velina per «Striscia la notizia», dove il pubblico la trova non solo bella, ma colta e intelligente, a paragone dell’altra velina Maddalena Corvaglia.
2000
Si fidanza con Bobo Vieri, con il quale forma il prototipo della bistrattata coppia velina-calciatore (prima di allora gli assi del pallone, com’è noto, frequentavano solo docenti universitarie). I due sono inseparabili: Vieri, attaccante in campo, in amore è Attak e basta. Il rapporto finisce quando Ely scopre che Bobo ha le cifre 32 non solo sulla sua casacca, ma anche sulla voce “saldo” dell’estratto conto.
2011
E’ Hollywood a offrire alla Canalis il primo importante ruolo da attrice: deve recitare la parte della fidanzata-copertura di un noto attore segretamente gay in un ridicolo polpettone ambientato fra Hollywood e il lago di Como. «Uffa, ‘ste riprese durano da due anni,» si lamenta Ely in privato, «e ancora non ho capito se il film finisce che si sposano».

- Improvvisa sparizione di Roberto Vecchioni poco dopo il trionfo sanremese. Secondo testimoni, durante la premiazione il cantautore avrebbe intravisto in prima fila, tra i dirigenti Rai, una nera signora e, atterrito, si sarebbe eclissato dietro le quinte. Poi, chiesto in prestito a Roberto Benigni il cavallo sul quale si era esibito giovedì, si sarebbe lanciato in fuga verso un’imprecisata località dell’Asia centrale.
- Secondo posto per Emma, votata soprattutto dai fan dello «Squalo»: quando cantando spalanca le temibili mascelle, sembra la locandina del film di Spielberg. Con lei i Modà, il cui leader, Kekko, ha vinto il Premio per l’Uso più Idiota delle Kappa fra i Cantanti Over-15...
- Vittoria morale per Albano, che con «Amanda è libera» ha ricevuto consensi anche dall’estero, a cominciare da tutta la famiglia Knox. Il suo brano racconta il calvario di una ragazza africana, sbarcata in Italia sperando in una vita migliore, per poi venire cinicamente sfruttata nella canzone di un vanitoso latifondista pugliese.
- A chiudere il Festival, un Morandi decisamente più vispo che nelle serate precedenti. Merito della parolaccia gridata nel pomeriggio: mandare affanculo un funzionario Rai pare sia un magico tonico psicofisico, peccato sia alla portata di pochi Vip privilegiati. Promossi anche Luca e Paolo, ufficialmente laureati “comici bipartisan” (cioè, dedicano il 10 per cento dei loro sfottò a Berlusconi e il 90 per cento ai suoi avversari).
- I misteriosi svenimenti di Belèn hanno elettrizzato un Festival in cui molti sul palco hanno perso i sensi: il senso del tempo, quello della misura e soprattutto quello del ridicolo. Fra le ipotesi più gettonate sui malori della Rodriguez, una gravidanza, un’eccessiva esposizione alla voce di Patty Pravo, un guasto al caricabatterie al quale Belen viene collegata durante la notte. I soccorritori sono stati impegnati più volte, non per rianimare la Rodriguez, ma per medicare le decine di uomini che si azzuffavano intorno alla showgirl esanime per stabilire chi doveva farle il massaggio cardiaco.
- E’ comunque escluso che gli svenimenti fossero un infallibile trucco da starlet arrivista per attirare l’attenzione dei media. Tant’è vero che all’Ariston la Canalis è svenuta diciotto volte, sempre in luoghi di grande passaggio, ma se non si rialzava da sola rischiava di venire calpestata dai tecnici.
- Risolto il mistero di Silvia, la sub-valletta bionda vestita con una tenda Ikea. Molti spettatori hanno telefonato alla Rai sconcertati, domandando da quale handicap mentale fosse affetta la poverina, evidentemente così incapace da dover fare da valletta alle vallette. L’handicap c’era, ma era tutto politico: Silvia è fidanzata con un esponente di Fli, quindi è già molto se l’hanno fatta salire sul palco.
Con i primi tepori della primavera si congeda anche il Festival del Freddurista. La rockstar più in voga nelle aule scolastiche? Avril Lavagne. Perché Vecchioni ce l’ha con la cameriera della pizzeria? Perché è una donna con i calzoni, e mai con la gonna. Chi è il divo hollywoodiano più stimato dai cistercensi? George Cluny. La velina preferita a Sodoma? Elisabetta Analis. La diva più legata al campanile? Delèn. Il big con meno melanina? Al Bino. Come mai ieri le giumente non hanno guardato Sanremo? Perché non c’era Stallone. Al prossimo anno!

- E’ stata la serata dei duetti, anche se qualche spettatore non ne era troppo convinto: «Due etti? Pesante com'era, avrei detto due tonnellate». Addio alla canzone di Max Pezzali, che con «Il mio secondo tempo» sperava almeno di arrivare ai supplementari. Fuori anche Tricarico con il suo «Tricolore», malgrado la bravura del complesso vocale che l’accompagnava, il Piccolo Coro dei Figli dei Creditori di Tricarico. Ma l'eccentrico cantautore non si dà per vinto: la sua canzone, con lievi modifiche, si attaglia a tre quarti delle bandiere del globo. Già domani sera verrà lanciata in Ucraina (bandiera giallo-azzurra), con il titolo di «Bikulorje». Tricarico per l'occasione si è ribattezzato, ovviamente, Bicarico.
- Per smentire una volta per tutte le insinuazioni sui loro compensi, Belèn e la Canalis ieri si sono presentate vestite da cameriere del Caesar’s Palace: «E’ il nostro secondo lavoro: con il cachet di Sanremo non riusciremmo nemmeno a pagare le bollette del gas...
Appena termina il Festival saltiamo su un aereo per Las Vegas». Questo spiega l’imbarazzo di Belèn davanti a Robert De Niro, frequentatore abituale del Caesar’s, che ieri sera vedendola sul palco l’ha immediatamente riconosciuta e le ha chiesto un whisky con ghiaccio e il numero di telefono di Anna Tatangelo.
- Grande successo di Raphael Gualazzi, il primo plantigrado a vincere Sanremo Giovani, anche se la presenza nella Giuria di Qualità di Bubu, Bigfoot e Napo Orso Capo rendeva il risultato abbastanza scontato. Gualazzi tuttavia non è riuscito a nascondere la propria delusione alla scoperta che il Premio della Critica non era un cestino della merenda ma una orribile targa non commestibile.
- Imperdonabile Gianni Morandi, che di fronte agli splendidi 46 anni di Monica Bellucci ha esclamato «Si mantiene bene». «Con quello che ci spendo, poteva anche dire “straordinariamente bene”», ha commentato stizzita la diva. In gran forma anche l’altro ospite straniero, De Niro, che ha spiegato il suo cameo nel film Manuale d’amore 3 con la grande stima che nutre per il regista Giovanni Veronesi (così la Canalis ha tradotto la frase inglese «I’m totally broken, babe, I've no money, that’s why I took this fucking shit of a flick, basically it’s for the same reason you play George’s fake girlfriend, you know what I mean.»)
- Senti mille brividi-brividi? Non è l’amor, è il Festival del Freddurista. Perché in Veneto non riconoscono l’interprete di «Fuoco e cenere»? Perché xe Mica Ela. L’opera lirica ispirata a Gianni Morandi? La Manon. Il giovane più inespressivo? Marco Manichini. E il cantante che colleziona lodi? Al Fano. A domani per il gran finale!

- Dopo il trionfale ingresso a cavallo di Benigni, si è finalmente capito il vero motivo dei 200mila euro pretesi per partecipare a Sanremo: il compenso del comico è 50mila euro, e 150mila quello del quadrupede. «Il suo manager non ha voluto sentire ragioni,» ha spiegato Benigni, «ma non c'è da stupirsi: è un vero mulo». Sembra che nessun purosangue per bene si accontenterebbe di meno per mettere piede al Festival, gara notoriamente truccata e piena di brocchi.
- Ammiratissimo il balletto di Belèn dedicato al cinema italiano, con la showgirl che finiva a quattro zampe, esattamente come la nostra industria cinematografica quando aspetta i finanziamenti statali...
Al termine del numero Belèn è stata colta da un malore misterioso, anche se testimoni riferiscono che la ragazza si è accasciata subito dopo aver addentato una mela offertale da Elisabetta Canalis.
- La 17enne Micaela non ha potuto cantare nell’ultima parte del Festival: secondo il regolamento, dopo le 24 una minorenne può esibirsi solo nelle residenze private del Presidente del Consiglio, possibilmente in topless. Qualcuno ha peraltro obiettato che facendo la media fra l’età dell’artista e l’età che dimostra la sua canzone «Fuoco e cenere» (almeno una cinquantina d’anni) si ottengono circa 34 anni, più che sufficienti per restare sul palco dell’Ariston dopo mezzanotte.
- A poche ore dalle defezioni di Rosso e Parente da Futuro e Libertà, un nuovo colpo per Gianfranco Fini: l’iscrizione di Anna Oxa. Ma ci sarebbe una via d’uscita: secondo lo statuto, Fli può accogliere solo cantanti in grado di pronunciare distintamente almeno tre vocali su cinque, mentre la Oxa non ha mai rinnegato il monovocalismo. Anche ieri sera ha emesso un suono che fonde a, e, i, o, u e un corno da nebbia.
- Dietro il brano di Antonio Gramsci proposto da Luca e Paolo, un malaugurato incidente: il pezzo doveva essere interpretato dai Tazenda in dialetto logudorese, ma a causa di un incidente al traghetto su cui viaggiava il gruppo del compianto Andrea Parodi, è stato frettolosamente tradotto in italiano e affidato a Luca e Paolo. I vertici Rai hanno molto apprezzato la scelta di Gramsci, il fondatore del Pci morto nelle carceri fasciste: «Un fulgido esempio dell’efficienza della giustizia durante il Ventennio».
- Non mettete in naftalina le trapunte, arriva il Festival del Freddurista. Quali sono le sigarette più patriottiche? Le Mamel. Perché i gatti odiano i Btwins? Perché sono due gocce d’acqua. Cos’hanno in comune Belèn e lo sceneggiatore di Burton? Entrambi lavorano per Tim. Come si chiama l’antizanzare di Verdi? Il Vape Nsiero. A domani!

- Seconda serata, fisiologico calo degli ascolti: gli immigrati tunisini precettati martedì dalla Rai per guardare Sanremo si sono rifiutati di ripetere l’orribile esperienza e si sono ributtati in mare. «In Italia la vita è molto più dura che in Maghreb,» ha osservato un fuggiasco, impressionato dalla conduzione di Gianni Morandi, «da noi i settantenni se ne stanno tranquilli a casa accuditi dai familiari da voi devono ancora guadagnarsi il pane sgobbando fino all’una di notte in mezzo a giovinastri che li prendono in giro.»
- Luca e Paolo bipartisan: dopo Berlusconi, hanno preso di mira le icone della sinistra. E’ il primo esperimento di «satira on demand», un nuovo servizio a pagamento offerto dalla Rai...
Basta prenotarsi sull’apposito sito e i comici genovesi fanno battute su chi ti sta sulle scatole: il capufficio, il vicino di casa, la rivale in amore. Dopo Saviano e Santoro, stasera il bersaglio sarà Niky Vendola. Un’altra imposizione del Pdl? «No, veramente ce l’ha chiesto D’Alema». Ma per Saviano dall’Ariston non arrivano solo sfottò. Pare che l’autore di Gomorra sarà protagonista di uno show promozionale dell’Eni, intitolato «Eni via con me».
- Belèn e Ely sempre più sexy. Come da programma, la bella argentina ha cantato «Malo», ma la sua prestazione ha superato le attese: ha cantato Malissimo. La Canalis avrebbe voluto unirsi alle ragazze della pole-dance, ma è stata gentilmente dissuasa: di pali di legno ne bastavano due. Momento hot della serata, il bacio fra le due soubrette, parzialmente sciupato dal «clang» prodotto dall’impatto fra la dentatura oversize di Belèn e la mascella a badile di Ely. «Il bacio omosex? Mmmm, davvero eccitante», è stato il commento unanime di Fabrizio Corona e George Clooney. Per una curiosa combinazione, entrambi i boyfriend stanno soggiornando nella suite 401 dell’hotel Ganymedes di Mykonos.
- Molto apprezzata dalla critica Giusi Ferreri, artista che per anni si è divisa fra il mestiere di cantante e quello di cassiera - passato che non ha mai rinnegato, come dimostra il titolo del suo ultimo album, «Avvertiamo la spettabile clientela». Su ogni astuccio, i punti-fedeltà della raccolta Ferreri, grazie ai quali i fan possono aggiudicarsi batterie di pentole, robot da cucina e apparecchi per l’aerosol.
- Delusione per gli amanti della musica: l’eliminazione di Patty Pravo significa solo che la cantante non parteciperà alle serate successive del Festival 2011. Ma un nuovo impegno attende la bionda artista veneziana: impersonerà Rita Levi Montalcini in una fiction sugli ultimi anni della celebre scienziata.
- Come mai Anansi ha scelto come nome d’arte quello della puzzola del folklore giamaicano? Il motivo è apparso chiaro poco prima della sua esibizione, quando il giovane rastaman trentino è stato colto da un attacco di panico da palcoscenico. «Improvvisamente i dreadlocks gli si sono sollevati e… mio Dio, non ho mai sentito un tanfo simile», mormora un tecnico, ancora sotto choc.
- Occhio ai geloni alle mascelle, torna il Festival del Freddurista. Chi è la cantante più preoccupata per lo sviluppo economico? Anna Ocse. E il gruppo che aiuta il transito intestinale? La CrusCa. Che differenza c’è fra Gabriella Ferrone e il Big Ben? Nessuna, entrambe sono campane. E perché ieri Patty Pravo non ha fatto la comunione? Perché non è stata ammessa. A domani!

«Non ci ha detto che era minorenne»: così i vertici Rai si difendono per l'uso osceno della piccola Maelle Clerici in apertura della prima serata del Festival. «Non volevo portarla,» ha spiegato la madre, «ma la babysitter mi ha dato buca all’ultimo momento perché doveva guardare Sanremo». Dodici milioni lo share conquistato dallo show anche grazie al look dei conduttori: ispettivamente in blu e in rosso Belen e Canalis, vestite da Calcio&Balilla; un po’ troppi lustrini sulla giacca di Morandi, la stessa che indossa Elton John ai funerali.
Deludono Luca e Paolo, che hanno riproposto la vecchia gag brevettata da Rifondazione Comunista durante i governi Prodi: due imbecilli preoccupati solo della propria visibilità si prendono gioco di un bonario conduttore emiliano, rischiando di far naufragare tutta la squadra...
Il duo ha quindi deliziato il pubblico con Ti sputtanerò, una graffiante parodia dei cabarettisti Mediaset paraculi che fingono di sputare nel piatto in cui hanno mangiato per anni.
- Per un po’ di sano divertimento bisognerà aspettare l’arrivo di Benigni, la più sicura fonte di risate dopo le mise di Arisa. Immancabile come l’acuto di Al Bano, la polemica sul cachet del comico: 200mila euro per un’apparizione di mezz’ora. «Critiche assurde,» ribatte Gianmarco Mazzi, direttore artistico del Festival, «chi lo regge Benigni per più di mezz’ora?» Esclusa, per ora, la presenza di Fiorello, ma pare certo un cameo di Ugo La Talpa nella sua esilarante imitazione di Renato Mannheimer.
- Fa discutere il primi verdetto del Festival: Oxa e Tatangelo bocciate con rito abbreviato. In realtà i telespettatori si sono confusi e hanno creduto di bocciare una sola cantante: la Tatangelo era mascherata da Anna Oxa nel '78. Molti hanno identificato in Gigi D’Alessio il «Bastardo» che ha trasformato la graziosa Tatangelo di un tempo nel macilento femminiello scarmigliato visto ieri all’Ariston. Ma pare che la scelta della giacca maschile sia dovuta all’operazione cui Lady Tata si è sottoposta per aumentare il seno: è così lievitato che per contenerlo ci vuole un doppio petto.
- Sempre sorprendente Patty Pravo, travestita da mummia di Katia Ricciarelli. La sua voce è stata la più votata dall’Associazione Medium: «E’ così oltretombale che i nostri tavoli ballavano da soli». Applauditi Roberto Vecchioni, con la sua Luci a Sanremo, e la bella Raquel del Rosario, moglie del pilota Alonso, che pare se l’appenda al collo prima delle gare. Di Anna Oxa si ricordano soprattutto gli originalissimi ed ecologici fatti con strisce di ceretta usata.
- Premete il tasto no-frost, arriva il Festival del Freddurista. Canta a Sanremo e alimenta il tuo cellulare, cos’è? La Tricarica. E chi ha vinto il festival di Gotham City? Bat Tiato. La cantante preferita da Breznev? Patty Pravda. E il paroliere più di casa ad Arcore? Bunga-Bungaro. A domani!

- A poche ore dall’inizio del Festival, ci si chiede se era il caso di associare una frivola kermesse canora alle celebrazioni per l’Unificazione: per omaggiare l’Italia unita, più che far cantare Van de Sfroos, era meglio far tacere Durnwalder. Ma gli storici sono di parere opposto: la prima opzione suggerita da Mazzini per unificare gli stati della Penisola non era un’insurrezione, bensì un Festival della Canzone Carbonara da tenersi a Milano in cinque giornate dal 18 al 22 marzo del 1848. A vincere fu beffardo inno ai fucilieri austriaci, intitolato Grazie dei fori e interpretato da una giovanissima Nilla Pizzi.
- E niente potrebbe riassumere il meglio dell’italianità come l’inossidabile Gianni Morandi, la versione umana della Cinquecento: alto un metro e mezzo, fa dieci chilometri di corsa al giorno e ha i capelli tinti con la vernice da carrozzeria.
Il cigno di Monghidoro ha così spiegato la sua presenza a Sanremo: «Mi hanno chiesto se volevo presentare il Festival dell’Unità nazionale, e voi sapete che io al Partito non dico mai di no.» A causa dall’assenza di bandiere rosse e di contenuti di sinistra, Morandi è veramente convinto di trovarsi alla festa nazionale del Pd e continua ad aggirarsi per l’Ariston cercando lo stand delle salamelle alla griglia. In compenso non ha dubbi sull’evento della serata di chiusura: il discorso di Pierluigi Bersani.
- Occhi puntati su Ely e Belèn, le showgirl più complete mai apparse sul palco di Sanremo: non sanno ballare, cantare, recitare e nemmeno fare le modelle, anzi, con i vestiti addosso sembrano decisamente a disagio. La Rai non nasconde di averle ingaggiate per biechi motivi di audience: basta che tutti i loro ex fidanzati seguano il Festival,per superare abbondantemente lo share dell’anno scorso. Le due bellissime nella conferenza stampa hanno criticato le donne che hanno sfilato in piazza domenica. Sconcertati i giornalisti: ma le due iene non erano Luca e Paolo?
- Ely ha tolto ogni speranza alle fan: George Clooney non verrà a Sanremo, però in cambio il direttore di Raiuno ha ottenuto due valige di capsule Nespresso. Ma forse all’Ariston potrebbe approdare John Malkovich, per ringraziare personalmente Luca e Paolo per averlo aiutato in un momento di sfiducia nelle proprie capacità: «Credevo di non avere nessuna possibilità come comico, ma da quando ho visto loro mi sono fatto coraggio.»
- Ferve il gossip sui compensi: quanto hanno sborsato i discografici per far tornare Anna Oxa al Festival? E quanto hanno sborsato i critici per non farci tornare Marco Mengoni? Intanto pare certo che sia stato Fabrizio Corona a contrattare il cachet della fidanzata: per presentare all’Ariston 150mila, in auto 100mila.
- Numero zero e calembour sottozero anche per il Festival del Freddurista. Perché Belen non sarà la regina del Festival? Perché è senza Corona. Chi è la diva più patriottica? Sophia Tricoloren. E il manager che non è mai degno di te? Lele Morandi. E la valletta più stupefacente? Elisabetta Cannabis. A domani!
Giuliano Ferrara, ieri pro-life, oggi pro-stituzione.
Lampedusa, 1500 extracomunitari nel campo di calcio. Ma l'Inter oggi non gioca a Torino?
Genova, mendicare spiccioli davanti a chiese e ospedali è vietato. E soprattutto inutile.
Non sogno un paese in cui una ragazza non sia libera di darla a un tycoon televisivo per fare carriera. Sogno un paese in cui una ragazza sia libera di darla a un tycoon televisivo senza darla contemporaneamente anche al presidente del Consiglio.
Berlusconi: «In Italia clima da Ddr». Verissimo: i media sono l'altoparlante del governo, l'opposizione non esiste e l'economia è allo sfascio.
Napoli, cinque minorenni abusano di una bambina. Finalmente i giovani si stanno riavvicinando alla politica.
Ferrara promuove un'assise anti-puritani a Milano presso il teatro Dal Verme. Il Teatro Dal Porco era già occupato.
Il Vaticano: «La confessione su iPhone non è valida». I peccati si possono cancellare solo tramite iTunes.
Berlusconi: «Farò causa allo Stato». Fra due presunti stragisti, più che un processo sarà un derby.
Bossi: «Il 17 marzo si deve lavorare». Si riferiva alla sua badante.
Max Pezzali: «Nel mio nuovo album canto quello che non va». Un album autobiografico?
Corona procurava marchette a Cecilia Rodriguez. A Belen, solo grandi marche.
Il caso Ruby in sintesi: Bruti Liberati contro bruti in libertà
Che tempi. Ormai se vuoi fare carriera nella prostituzione devi accettare di fare la valletta in tivù.
Diamo pure a Berlusconi il processo breve. L'importante è che la condanna sia lunga.

Grazie a Giuliano Ferrara, il governo Berlusconi tornerà sicuramente a volare alto: niente assomiglia a una mongolfiera come il direttore del Foglio. Ma il ritorno di Ferrara non sarà indolore: per ricostruire la credibilità del premier presso l’elettorato più conservatore e le gerarchie vaticane, l’Elefantino ha riformato l’agenda presidenziale all’insegna della devozione e della morigeratezza. Ecco una giornata-tipo.
Ore 5
Il Cavaliere viene svegliato all’alba a Palazzo Grazioli da un prete con l’ostia in mano: come spiega Ferrara, la Chiesa vieta a un divorziato di accostarsi ai sacramenti, ma se sono i sacramenti ad accostarsi al divorziato è okay. La camera da letto del premier ha subito un profondo restyling: al posto del famigerato lettone di Putin c’è una dura branda monacale, affiancata da un inginocchiatoio per Sandro Bondi...
Ma Berlusconi ha imposto a Ferrara di rimuovere dalla parete il crocefisso: «Lo conosco, quello è un amico della magistratura rossa, in tribunale sta sempre vicino ai giudici». In compenso Ferrara ha fatto rimuovere dodici statue di ninfe a seno nudo presentate da Berlusconi come un regalo del governo greco, dopo aver scoperto che si trattava di escort russe ricoperte di cerone bianco.
Ore 8
Berlusconi si immerge nello studio della stampa internazionale, ma la mazzetta di giornali stranieri approntata da Ferrara non lo soddisfa: mancano «The Fuckonomist», «Orges du monde» e «Tetas Gigantes». Per svagarsi, il Cav, telefona di nascosto alla fida Nicole Minetti per organizzare una seratina bunga-bunga ad Arcore, ma gli risponde un canto gregoriano: su ordine del suo implacabile spin-doctor, la Minetti è stata rinchiusa nel monastero delle Ancelle Penitenti della Madonna Addolorata e starebbe per prendere i voti. Il premier è dubbioso: «Se non la sponsorizzo io, quella di voti non ne prende nemmeno uno».
Ore 11
Ispezione della nuova mise ferrariana delle deputate Pdl: tacchi bassi, gonna a pieghe, camicetta accollata, cervello ben lavato. Ma Daniela Santanché si rifiuta di rinunciare agli zigomi autoreggenti, e ci vuole tutta la persuasione di Ferrara per convincere Michela Brambilla che portare le mutande non significa automaticamente passare con i finiani.
Ore 13
Per ritrovare la grinta del ‘94, Ferrara consiglia al suo illustre pupillo di impegnare la pausa pranzo ripassando i classici del liberalismo. Berlusconi in pausa pranzo preferirebbe ripassarsi un paio di deputate, tanto lui il principio della «mano invisibile» di Adam Smith lo conosce benissimo: consiste nel palpare il culo a una donna e dire che è stato Adam Smith. I due raggiungono un compromesso: il premier si ripasserà le due deputate, ma queste dovranno portare maschere con le fattezze di Margaret Thatcher e Ronald Reagan.
Ore 15
Nuovo compito per Berlusconi: «Scrivi una lettera al Corriere della Sera in cui ribadisci che per produrre ricchezza c’è bisogno di una nuova scossa». «Dev’essere almeno del nono grado Richter,» precisa il premier nella missiva, «per arricchire gli imprenditori è un rimedio infallibile, come dimostrano gli appalti per la ricostruzione in Abruzzo.» Al termine Ferrara legge a Berlusconi brani della vita di San Bernardo, ma vedendo che il premier sta per crollare dalla noia, ripiega sulla più avvincente vita di Santa Bernarda.
Ore 18
Rinfrancato nella fede, il Berlusconi Ferrara-style è pronto per il prossimo impegno: intervenire a un convegno all’Università pontificia sugli embrioni congelati. «E’ sacrilego mescolare embrioni con gelati» tuona il premier, «vanno tenuti su ripiani diversi del frigo, se non vogliamo si ripeta il recente caso della lesbica 60enne che ha partorito un Magnum». En passant, il presidente del Consiglio si impegna ad abolire l’aborto, il divorzio, la pillola e il meteo satellitare: il tempo va previsto solo col metodo naturale Frate Indovino-Knaus. Il Vaticano applaude.
Ore 20
Cena a Palazzo Grazioli, abolito l’intrattenimento frivolo: Ferrara ha sostituito il menestrello berlusconiano Michele Apicella con Franz Joseph von Hammerkrapfen, Mastro Organista della cattedrale di Norimberga e amico personale di papa Ratzinger, e, al posto delle solite squillo, d’ora in poi ad allietare le serate saranno i giornalisti del Foglio al gran completo. Berlusconi comincia a domandarsi se non sia preferibile consegnarsi ai giudici.
Arcore, la polizia manganella ripetutamente i manifestanti. Tanto per dimostrare che il premier mica è tipo da una botta e via.
Una Papi-girl all'Isola dei Famosi. E' la conferma che quest'anno non ci saranno elezioni.
Nel nuovo paniere Istat sono entrati tablet pc e cibo etnico. Ora mi spiego le macchie di curry sul mio iPad.
Morta Maria Schneider, la diva di Ultimo tango. L'estrema unzione è avvenuta col burro.
Parietti: «Io, cacciata dalla Rai perché ho delle idee». Incredibile, oggi col silicone si riesce a fare proprio tutto.
Rebibbia, Totò Cuffaro si iscrive a Giurisprudenza. Bedda matricola!
Vancouver: causa mancanza di turisti, soppressi 100 cani da slitta. E sì che avevano firmato un accordo.
Tornata dalla palestra: oggi 15 minuti di tapis roulant, la versione fitness di un discorso di Veltroni: ti dà l'impressione di fare tanta strada, ma in realtà non vai avanti di un passo.
Corriere, Berlusconi a Bersani: «Facciamo ripartire insieme l'economia». Cioè, lui guida e Bersani spinge.

Una cosa è certa, Nicole Minetti non è «una maitresse da quattro soldi»: poverina, chi non gliene darebbe almeno sei, con tutto il mazzo che si fa? Ma per assurgere nel Pantheon delle mezzane ci vuole ben altro, come si desume dalle biografie di alcune tra le figure più luminose nella storia del meretricio.
DONNA DI MACRO’-MAGNON
Viene così chiamato lo scheletro rinvenuto di recente in una caverna dei Pirenei: a far intuire che si trattasse della prima maîtresse della storia furono il reggicalze di pelo di mammut e il numero di cellulare di Silvio Berlusconi inciso sulla parete della grotta. La prostituzione era nata subito prima della scoperta del fuoco: furono infatti le battone preistoriche ad accendere il primo falò, per riscaldare le fredde notti sui marciapiedi del Paleolitico. Ma le ragazze di madame Macrò-Magnon non vendevano sesso: l’homo sapiens viveva in orde dove nudità, stupri e orge erano routine, e per il cavernicolo la massima trasgressione era frequentare una donna solo per giocarci a sudoku. La prestazione della prostituta veniva pagata con un cervo (di qui l’espressione “fare le corna”)...
La Macrò-Magnon probabilmente gestiva una caverna a ore, ma probabilmente aveva anche altre fonti di sostentamento: secondo i paleontologi sarebbe stata sorpresa dall’ultima glaciazione mentre si stava recando a una riunione del Consiglio regionale.
MARCIA RUFIANA
Tenutaria del lupanare più frequentato dell’antica Roma, nelle sue lussuose sale si incontravano tutti i Vip dell’Urbe (fu in questo contesto che Cesare pronunciò per la prima volta la famosa frase “Anche tu, Bruto, figlio mio?»). Odiata dall’austero Catone perché applicava tariffe ridotte a studenti e legionari ma non ai filosofi stoici scapoli, Marcia non arruolava volgari prostitute, ma attrici in carriera e danzatrici in cerca di un ingaggio, perché a differenza delle professioniste del sesso, erano veramente disposte a tutto. Divenne amica di artisti e scrittori: fu lei a convincere Virgilio che un poema sulla sodomia fra gli eroi omerici intitolato Aneide non sarebbe mai stato adottato nei programmi scolastici, ed era meglio correggere qualcosa. Secondo i Cristiani il bordello di Rufiana riassumeva il peggio degli dèi pagani: le sue prostitute erano baccanti giunoniche, gioviali, afrodisiache e sessualmente vulcaniche. La maitresse, pentita, si convertì, promettendo che nel suo locale d’ora in avanti avrebbero lavorato solo figlie di Maria, le prime a darla via.
PU TAN
Leggendaria cortigiana nella Cina del XV secolo, iniziò la carriera come prostituta di corte, ma ben presto fu promossa a responsabile del bordello imperiale per aver guarito da un fastidioso problema di eiaculazione precoce il principe Dura Ming. Esperta di taoismo, Pu insegnava alle sue ragazze che il sesso è ricerca dell’armonia fra yin, yang e yuan, e che l’uomo è l’altra metà del cielo - quella che non resta incinta. Marco Polo, che frequentò il suo locale, fu così entusiasta dell’ambiente da dedicare a Pu Tan un intero capitolo del suo Milione. «Che taccagno,» commentò la maitresse, «si era detto almeno mezzo Milione». L’imperatore, che le era affezionatissimo, alla sua morte pretese che nella propria tomba fossero seppellite le effigi in terracotta di Pu e delle sue ragazze al completo, ma il progetto fu abbandonato perché i soldati dell’esercito di terracotta di Xian uscivano tutte le notti per andare a trovarle, e tornavano a pezzi.
GONE O’RHEA
Cresciuta nel quartiere a luci rosse di New Orleans, Gone credeva fermamente nel “destino manifesto”, dottrina secondo cui le prostitute Usa dovevano allargare la clientela oltre le Montagne Rocciose fino al Pacifico. Il suo bordello di Tucson, una delle leggende del vecchio West, accontentava tutti i gusti: c’erano donnine allegre per i cow-boy, puledre compiacenti per i loro cavalli e tangenti formose per lo sceriffo. Unico punto debole, l’igiene: nelle camere giravano piattole così grosse e agguerrite da mettere in fuga il Settimo Cavalleggeri, e il tipico ritmo saltellante della musica suonata nel saloon si doveva alle pantegane che correvano sù e giù sulla tastiera. La vecchia Gone fu costretta a chiudere quando gli avventori scoprirono che le strisce bianche, rosse e blu che si ritrovavano sul pisello alla mattina non erano un omaggio alla bandiera americana, ma una brutta forma di scolo. Però gli indiani la considerarono sempre un’amica: aveva steso più visi pallidi lei di tutte le tribù Apache.
WANDA FLANELLA
Indimenticabile maîtresse degli anni Cinquanta, nella sua «maison», poi chiusa dalla legge Merlin, è passato il fior fiore dell’intellighenzia italiana, che ne rimase segnata per sempre: ancora oggi sono molti gli intellettuali che vivono di marchette. In realtà Fellini e Montanelli, che ricordavano con struggente nostalgia le ore passate dalla Wanda, non avevano capito che si trattava di un bordello: credevano fosse una trattoria in cui le cameriere giravano in mutande perché non funzionava il ventilatore. «Del resto anche loro mica sembravano clienti,» ricorda la Wanda, oggi centenaria, «così magri e male in arnese avevano più l’aria di barboni: altro che scopare, gli davo un bagno e una minestra gratis. Sfido che poi hanno sentito la mia mancanza». Oggi il ministro Bondi ha finalmente colmato il vuoto lasciato dalla Merlin nella cultura italiana: sono due anni che sta andando a puttane.