
Grazie a Giuliano Ferrara, il governo Berlusconi tornerà sicuramente a volare alto: niente assomiglia a una mongolfiera come il direttore del Foglio. Ma il ritorno di Ferrara non sarà indolore: per ricostruire la credibilità del premier presso l’elettorato più conservatore e le gerarchie vaticane, l’Elefantino ha riformato l’agenda presidenziale all’insegna della devozione e della morigeratezza. Ecco una giornata-tipo.
Ore 5
Il Cavaliere viene svegliato all’alba a Palazzo Grazioli da un prete con l’ostia in mano: come spiega Ferrara, la Chiesa vieta a un divorziato di accostarsi ai sacramenti, ma se sono i sacramenti ad accostarsi al divorziato è okay. La camera da letto del premier ha subito un profondo restyling: al posto del famigerato lettone di Putin c’è una dura branda monacale, affiancata da un inginocchiatoio per Sandro Bondi...
Ma Berlusconi ha imposto a Ferrara di rimuovere dalla parete il crocefisso: «Lo conosco, quello è un amico della magistratura rossa, in tribunale sta sempre vicino ai giudici». In compenso Ferrara ha fatto rimuovere dodici statue di ninfe a seno nudo presentate da Berlusconi come un regalo del governo greco, dopo aver scoperto che si trattava di escort russe ricoperte di cerone bianco.
Ore 8
Berlusconi si immerge nello studio della stampa internazionale, ma la mazzetta di giornali stranieri approntata da Ferrara non lo soddisfa: mancano «The Fuckonomist», «Orges du monde» e «Tetas Gigantes». Per svagarsi, il Cav, telefona di nascosto alla fida Nicole Minetti per organizzare una seratina bunga-bunga ad Arcore, ma gli risponde un canto gregoriano: su ordine del suo implacabile spin-doctor, la Minetti è stata rinchiusa nel monastero delle Ancelle Penitenti della Madonna Addolorata e starebbe per prendere i voti. Il premier è dubbioso: «Se non la sponsorizzo io, quella di voti non ne prende nemmeno uno».
Ore 11
Ispezione della nuova mise ferrariana delle deputate Pdl: tacchi bassi, gonna a pieghe, camicetta accollata, cervello ben lavato. Ma Daniela Santanché si rifiuta di rinunciare agli zigomi autoreggenti, e ci vuole tutta la persuasione di Ferrara per convincere Michela Brambilla che portare le mutande non significa automaticamente passare con i finiani.
Ore 13
Per ritrovare la grinta del ‘94, Ferrara consiglia al suo illustre pupillo di impegnare la pausa pranzo ripassando i classici del liberalismo. Berlusconi in pausa pranzo preferirebbe ripassarsi un paio di deputate, tanto lui il principio della «mano invisibile» di Adam Smith lo conosce benissimo: consiste nel palpare il culo a una donna e dire che è stato Adam Smith. I due raggiungono un compromesso: il premier si ripasserà le due deputate, ma queste dovranno portare maschere con le fattezze di Margaret Thatcher e Ronald Reagan.
Ore 15
Nuovo compito per Berlusconi: «Scrivi una lettera al Corriere della Sera in cui ribadisci che per produrre ricchezza c’è bisogno di una nuova scossa». «Dev’essere almeno del nono grado Richter,» precisa il premier nella missiva, «per arricchire gli imprenditori è un rimedio infallibile, come dimostrano gli appalti per la ricostruzione in Abruzzo.» Al termine Ferrara legge a Berlusconi brani della vita di San Bernardo, ma vedendo che il premier sta per crollare dalla noia, ripiega sulla più avvincente vita di Santa Bernarda.
Ore 18
Rinfrancato nella fede, il Berlusconi Ferrara-style è pronto per il prossimo impegno: intervenire a un convegno all’Università pontificia sugli embrioni congelati. «E’ sacrilego mescolare embrioni con gelati» tuona il premier, «vanno tenuti su ripiani diversi del frigo, se non vogliamo si ripeta il recente caso della lesbica 60enne che ha partorito un Magnum». En passant, il presidente del Consiglio si impegna ad abolire l’aborto, il divorzio, la pillola e il meteo satellitare: il tempo va previsto solo col metodo naturale Frate Indovino-Knaus. Il Vaticano applaude.
Ore 20
Cena a Palazzo Grazioli, abolito l’intrattenimento frivolo: Ferrara ha sostituito il menestrello berlusconiano Michele Apicella con Franz Joseph von Hammerkrapfen, Mastro Organista della cattedrale di Norimberga e amico personale di papa Ratzinger, e, al posto delle solite squillo, d’ora in poi ad allietare le serate saranno i giornalisti del Foglio al gran completo. Berlusconi comincia a domandarsi se non sia preferibile consegnarsi ai giudici.