Riformare gli accordi di Schengen: questa la richiesta del governo italiano ai partner europei. Ma in che modo? La Lega pretende la libera circolazione, ma solo nelle arterie di Bossi. Il premier vuole respingere gli immigrati sui barconi e tenersi solo le immigrate con gli zatteroni. I Responsabili chiedono di poter vendere il culo anche nei paesi nordici. Riuscirà Bruxelles a conciliare le esigenze italiane con quelle degli altri Paesi, e sembrare ugualmente un ente rispettabile? Ecco alcune delle riforme possibili per il discusso trattato.
PAROLA D’ORDINE
E’ la pragmatica Olanda a suggerire alla Ue il sistema più semplice per selezionare gli ingressi: la parola d’ordine. Si entrerà in un Paese solo se si è in grado di citare esattamente una frase cifrata, che verrà cambiata ogni giorno dal ministero degli Esteri. Potranno conoscere la parola d’ordine unicamente i migranti che avranno presentato regolare domanda a uno sportello dell’Ufficio Immigrazione a cui si accederà mediante una parola d’ordine che si otterrà attraverso una sezione dell’Ambasciata che risponderà solo a chi conoscerà una password che sarà inviata per email solo iscrivendosi a un sito greco dedicato all’enigmistica.
Bocciato l’emendamento della Lega Nord, che premeva affinché venissero scelte frasi che gli immigrati musulmani non oserebbero mai pronunciare, tipo «Ancora prosciutto, per favore», «Borghezio è un politico intelligente», «Mia moglie quando ha finito di insegnare all'Università fa le sfilate di biancheria intima».
REFERENDUM
Basta con i flussi decisi dall’alto che riempiono le città europee di volti anonimi: dalla civilissima Svezia arriva una proposta ispirata alla più schietta democrazia partecipativa. Per un’integrazione sicura ed efficace, il migrante verrà alloggiato in un apposito gabbiotto sul confine o presso l’aeroporto, dove sarà visionato da ogni singolo cittadino maggiorenne del Paese ospite, convocato per l’occasione; poi, attraverso un referendum, la collettività deciderà se è il caso di ammettere lo straniero o no. Per ogni ingresso ci vorranno almeno vent'anni, ma in questo i governi saranno al riparo dal malcontento popolare, anche perché la popolazione, impegnata 24 ore su 24 in spostamenti, votazioni e scrutini, non avrà tempo di preoccuparsi di vere urgenze come la crisi economica galoppante, il crollo dello stato sociale, eccetera. Si spera anche che il migrante, dopo aver incrociato gli sguardi iniettati di sangue di qualche migliaio di pensionati finlandesi o di esasperate casalinghe polacche ne abbia i coglioni così pieni da tornarsene in tutta fretta al suo Paese.
FOSSATO
Un pittoresco tocco animalier al grigio trattato di Schengen: lo promette la riforma caldeggiata dall'ultraconservatrice francese Marine Le Pen, che prevede di cingere ogni nazione europea con un fossato brulicante di coccodrilli. All’osservazione che oggi la maggior parte degli extracomunitari non arriva in Europa a piedi, ma in aereo e col visto turistico, Le Pen ha replicato che quello è anche il modo in cui arrivano in Europa i coccodrilli, dunque è sufficiente assicurarsi che loro e i migranti siano sullo stesso volo. La proposta ha attirato sulla Le Pen prevedibili accuse di crudeltà: «Il clima continentale è mortale per i coccodrilli,» rilevano le associazioni ambientaliste, «e la dieta a base di immigrato coriaceo ne ha già uccisi molti anche nel Sud degli Stati Uniti». Impraticabile anche l’opzione squali: «Spiacente, noi siamo solo pescecani,» precisa da Sharm el-Sheikh una nota della Federsquali, «per aggredire dei poveri disperati bisogna essere proprio dei pesceporci».
CAMPANA
Circolare in Europa potrebbe diventare un gioco da bambini, se verrà approvata la riforma che prevede di ridisegnare la mappa dell’Europa sul modello del più celebre gioco da cortile, la «campana». Il migrante, in piedi sulla costa nordafricana o su un’altura asiatica, dovrà lanciare una pietra piatta sul paese prescelto, quindi percorrere saltando su un piede solo tutti gli altri paesi dell’Unione per andare a recuperarla, Se ci riesce ottiene il diritto di restarvi, se inciampa deve ricominciare tutto da capo. A ostacolare la riforma sono le solite gelosie nazionali: il gioco della campana cambia nome a seconda delle regioni, così gli inglesi vorrebbero chiamarlo «hop scotch», i francesi «marelles» e i tedeschi «Tempelhupfen». Altro problema, stabilire in quali Paesi i migranti, secondo le regole della «campana» possono saltare con entrambi i piedi. La Svizzera ha annunciato che negherà il permesso di salto a piè pari:, «Se gli lasciamo appoggiare a terra anche l’altro piede gli stranieri credono che qui sia tutto facile e non se ne vanno più».
Già letto sul fatto (editato), visto che ero in vacanza in Italia. Sempre di alto livello, mi piace molto l`ultima frase che i musulmani non possono pronunciare.