
Ci vorranno settimane, forse mesi per recuperare il carburante della Costa Concordia. Ma per recuperare la credibilità perduta dell’Italia dopo la tragedia del Giglio e la vergogna planetaria di cui si è coperto il comandante Schettino, ci vorranno decenni. Il nostro già debole Prodotto Interno di Rispettabilità (Pid), che grazie a Monti aveva riguadagnato qualche punto, è di nuovo sprofondato. «Sembra una maledizione», osservano gli esperti del World Sputtanation Board, l’agenzia che misura la rispettabilità di ogni Paese, «ogni volta che l’Italia prova a rendersi presentabile, le piomba addosso una palata di merda. Era appena riuscita a far dimenticare di essere stata la culla della dittatura fascista, ed è tornata a far notizia per il terrorismo, le stragi impunite, la mafia e i sequestri di persona.
Aveva recuperato un po’ di smalto con il Mundial, il made in Italy e le griffe, quando è scoppiata Tangentopoli. Dopo la parentesi di Prodi, ecco Berlusconi, con il bunga-bunga e i costruttori che ridono dei terremoti. Ora non è facile per Mario Monti convincere il mondo che l’Italia ha più autorevolezza internazionale di un bordello di Tijuana. Comunque nemmeno lì rimanderebbero tranquillamente a casa un irresponsabile codardo che prima provoca un naufragio e poi abbandona la sua nave prima dei passeggeri.» Lo Sputtanation Board ha calcolato che per ripianare il gap che ormai ci separa dallo stato immediatamente superiore a noi per rispettabilità, l’Azerbaigian, bisognerebbe che per cinquantasette anni nessun italiano, neonati inclusi, non solo non commettesse la minima infrazione a leggi e regolamenti, ma compisse almeno tre buone azioni al giorno. E ad aumentare il Pir non serviranno le solite scorciatoie all’italiana, tipo sacrificare qualche valoroso magistrato antimafia, o due o tre giornalisti scomodi, o un paio di giuslavoristi riformisti, o una decina di soldati in missione di pace. «Nella produzione di eroi disposti all’estremo sacrificio l’Italia si è sempre distinta,» osserva l’International Bureau of Defamation, «come molti paesi arretrati, del resto. Quel che le è sempre mancato è un numero sufficiente di persone normali che paghino puntualmente le tasse, non sorpassino a destra, raccolgano la cacca del proprio cane e insegnino ai figli a non urlare nei luoghi pubblici. E’ solo su di loro che si fonda un Pir forte e stabile».
Posted by Lia Celi at 26.01.12 09:50C'é un refuso, Lia: alla seconda riga hai scritto Pid al posto di Pir
Posted by: Luciano at 26.01.12 18:19lia, pure l'autorevole "der spiegel" ti dà ragione...
Il PIR è ai minimi livelli, siamo in recessione ma all'italiano medio interessa di più sapere chi è uscito al grande fratello!
Fa ridere poco, perche` e` troppo vero.
Posted by: Enrico Marsili at 28.01.12 00:51Certo, é una pagina che suscita un riso amaro. Che altro aggiungere? Che Lia scrive con grande efficacia espressiva.E di ciò, noi lettori le siamo grati . E' bello che ci sia chi trova le parole per esprimere quello che ribolle dentro di noi e che, a volte, ci toglie il fiato dalla rabbia.
Posted by: Ada at 30.01.12 16:00Molta amarezza dissimulata dalla scrittura. Più "satura" che satira. Ma va benissimo così.
grazie, grazie, ogni tanto un buon pezzullo di satira alla vecchia maniera fa bene alla salute (di chi lo legge e di chi lo scrive)
Posted by: Lia Celi at 12.02.12 01:05