29.02.12

E.R. Monnezza: ospedali romani nuova mecca per gli sport estremi

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L’ultimo a provarci era stato, nel 1997, Patrick de Gayardon, il compianto re delle imprese no-limits: si era fatto ricoverare al Policlinico Umberto I, sapendo che uscire sano e salvo dal nosocomio romano, già allora infestato da ratti e cani randagi e privo di sistemi di sicurezza, era al di sopra delle possibilità umane. De Gayardon era sopravvissuto solo grazie al suo zaino hi-tech contenente una coppia di infemieri svizzeri gonfiabili in pochi secondi mediante un apposito tasto. Ma nemmeno lui aveva osato affrontare il reparto più pericoloso dell’Umberto I, il Pronto soccorso, oggi diventato il sogno proibito dei suoi eredi più temerari. L’affollamento nell’Emergency Room del Policlinico si deve proprio ai tanti appassionati di sport estremi in cerca di nuovi brividi. «Bunjee jumping, parkour e attraversamento sulle strisce ormai fanno cacare», confida un ventenne malconcio che, in mancanza di barelle, è stato appeso con quattro mollette da bucato agli schienali di due sedie su cui agonizza un anziano investito da un Suv, «solo qui siamo sicuri di vedere in faccia prima la morte che un medico».

«L’importante è non avere conoscenze fra i sanitari», avverte un altro audace codice bianco, che attende da dieci ore sdraiato a terra accanto a una donna febbricitante e coperta di bubboni, «se no ti trovano subito un posto in reparto e l’avventura finisce. Per mia fortuna io sono sprovvisto di raccomandazioni e sono stato piazzato accanto a questa donna evidentemente affetta da un virus pericolosissimo, una splendida occasione per testare l’efficienza dei miei anticorpi».
A tarpare ulteriormente le ali agli epigoni di De Gayardon, le fastidiose incursioni nel Pronto soccorso di politici bipartisan a caccia di casi di malasanità. «Ieri il senatore Marino ha piantato un casino perché non mi davano cibo da tre giorni e nella mia flebo c’era un ragno,» protesta un temerario. «Ma crede veramente che io venga all’Umberto I per farmi curare? Sono qui solo per divertirmi. Se ho qualche problema di salute vado a Milano o a Bologna.» Ma secondo altri i parlamentari vanno negli ospedali solo perché anche loro vanno pazzi per le imprese ad alto rischio: «Si presentano come i paladini dei malati, ma tutti sanno che appartengono agli stessi partiti che controllano le Asl e usano i finanziamenti alla Sanità come strumento di potere, anziché per migliorare il servizio. Se i pazienti non fossero indeboliti dagli stenti, li impalerebbero sul posto. E gli spericolati saremmo noi?»

Posted by Lia Celi at 23:59 | Commenti (1)

24.02.12

Miracolo a metano! Emergenza gas, l'Eni riapre le centrali ad aria fritta

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Abbiamo bombardato la Libia per assicurarci le forniture di gas, e alla prima nevicata siamo di nuovo al freddo. Non era meglio bombardare la Russia, visto che d’inverno il gas ci arriva da lì? Ehm, forse no. Non è una buona idea neanche tagliare il gas alle aziende mandando sottozero il Pil. Ma niente paura: Eni ha già disposto piani alternativi per supplire al deficit energetico.
MINISTRI EOLICI
L’ultima nata fra le rinnovabili consiste nel far parlare a ruota libera un membro del governo all’interno di un parco eolico finché, inevitabilmente, non gli scappa una frase infelice su chi sta peggio di lui o dei suoi congiunti. L’80 per cento delle pale inizia all’istante a girare a ritmo vertiginoso e non serve convertire l’energia da cinetica in elettrica: i generatori sono così incazzati che se li tocchi ti fulmini. Poi il premier o ministro ritratta le sue dichiarazioni, facendo girare vorticosamente il restante 20 per cento delle pale, quelle liberiste che erano d’accordo con lui.
PETANO
Al diavolo Gazprom! Ognuno ha nell’addome un gasdotto naturale che, opportunamente alimentato, fornisce biometano a costi irrisori...

Una famiglia di quattro persone dall’intestino regolare con due porzioni di fagioli al giorno produce di che scaldare casa propria e quella diun paio di russi. Inconvenienti del petano: la patina marrone supareti e suppellettili e lo sgradevole odore, per coprire il quale sono necessari appositi e costosi Arbre Magique al tartufo d’Alba.
TWEETANOLO™
Ricavare biopropellenti dall’uccellino più trendy della rete si può. Twitter obbliga gli italiani, tendenzialmente prolissi, a esprimersi in soli 140 caratteri; le migliaia di parole di scarto, conferite in speciali bidoni, dopo lunga fermentazione e distillazione diventano Tweetanolo™, il primo combustibile ricavato dal blablà, ideale per sedi di partiti, sindacati e pubblica amministrazione. La Fiat è già pronta con intere linee di veicoli adatti al nuovo carburante: si sa che le auto del Lingotto funzionano solo a parole.
LETARGO
Ideale per bambini e anziani, consiste nel metterli a letto dopo una buona cena verso le venti e svegliarli verso maggio. Grazie al letargo si risparmierà sul riscaldamento di scuole e ospizi e sulle scorte di cibo. In primavera i bimbi si sveglieranno più alti e snelli e più ignoranti, ma visto che dovranno darsi al lavoro manuale non è un gran danno. Quanto agli anziani, qualcuno potrebbe non svegliarsi, nel qual caso si può subaffittare la camera.

Posted by Lia Celi at 17:55 | Commenti (2)

19.02.12

Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/5

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- L’ultima serata del Festival si è prolungata oltre ogni limite: è stata così lunga che prima della fine Alessandro Casillo ha fatto in tempo a diventare maggiorenne, Ivanka Mrazova è andata in menopausa e il titolo della canzone di Samuele Bersani, Un pallone, è diventato Due pallone. I gestori dell’Ariston sono disperati: «Solo a ripulire i sedili dal muschio e dalle ragnatele ci vorranno decine di migliaia di euro». Gianni Morandi è stato restituito all’apposito magazzino per la pulitura e la custodia dei conduttori di Sanremo, mentre Rocco Papaleo è stato restituito alla sua Basilicata, nonostante la regione, per evitare di doverselo riprendere, si fosse malamente travestita da Friuli Venezia Giulia.

- Ivanka, che ha dato l’ultimo brivido sexy al festival con un’originale mise ottenuta facendosi scarabocchiare addosso dei ghirigori con la biro dallo stilista Fausto Sarli mentre era impegnato in una telefonata, torna al suo lavoro di indossatrice. «Mi vergognavo un po’ di fare un mestiere così cretino,» ha confidato la ragazza, «ma dopo aver fatto la valletta a Sanremo, quando sfilo su una passerella mi sembra di insegnare a Harvard».

- Arisa, Noemi, Emma, Luca e Paolo: è noto da tempo che il primo passo per una ragazza che desidera diventare cantante o per un ragazzo che intende sfondare come comico è sbarazzarsi del proprio cognome. Lo smaltimento dei cognomi rottamati dallo showbusiness sta diventando una vera e propria emergenza ecologica, specie quando si tratta di scorie imbarazzanti come Pippa, Scopelliti, Marrone o Kessisoglu). Per risolverla il ministro dell’Ambiente Clini ha predisposto appositi cassonetti in cui i giovani, prima di affrontare la scalata al successo potranno conferire l’ingombrante zavorra onomastica; opportunamente triturati e rigenerati, i cognomi diventeranno nuove generalità riutilizzabili da falsari, pregiudicati e uffici tesseramento dei partiti politici.

- Consulto otologico per il presidente Napolitano, che da martedì scorso soffre di un fastidioso fischio all’orecchio. Secondo lo specialista interpellato, il disturbo sarebbe dovuto al contenuto della canzone di Emma, Non è l'inferno, che si rivolge a un personaggio “guida del Paese”. Per risolvere il problema, Napolitano dovrebbe ritirarsi a vita privata o mettere al bando la canzone vincitrice di Sanremo, dilemma spinoso che il capo dello Stato sta valutando insieme a uno staff di giuristi. Gli esperti hanno anche spiegato al Presidente perché una cantante poco più che ventenne canta una canzone in cui si identifica in un pensionato settantenne: «I giovani d’oggi sanno che la pensione a settant’anni non l’avranno mai, almeno lasciamogli immaginare com'è».

- Il perfido Voldefilippimort ha colpito ancora: con i suoi loschi intrighi ha strappato la vittoria ad Harrysa Potter consegnandola alla sua protetta, l'ambigua reginetta degli Amici di Serpeverde, Emma Malfoy. Ma l’interprete di La notte può consolarsi con la proposta arrivatagli dall’Inghilterra, dove verrà ingaggiata come controfigura di Daniel Radcliffe nel suo prossimo film, un thriller dal titolo La donna in nero. «La somiglianza fra i due è impressionante,» dice il regista, «se non fosse per la barba, che Arisa deve farsi due volte al giorno, sarebbero perfettamente intercambiabili.

- Vi saluta battendo i denti anche il Festival del Freddurista. Come si chiama la cantante arrivata ultima a Sanremo? Incazzatanera. L’interprete della versione ceca della celebre “Diana”? Paul Ivanka. La comica preferita dai piduisti? Gelli Cucciari. E quella sponsorizzata dalla Twinings? Loredana Ber Tè. Chi è il cantante napoletano che si sposa meglio coi bolliti? Gigi Da Lesso. E la cantante che fa aumentare il prezzo della benzina? Accisa. E il teen-idol più amato dagli avvocati? Alessandro Cavillo. Che verso fa l’elefante irlandese? Cranbarrisce. Dove si imbarcheranno i cantanti di Sanremo in caso di diluvio universale? Sull’Arca di Noemi. Arrivederci al prossimo anno!

Posted by Lia Celi at 18:15 | Commenti (2)

18.02.12

Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/4

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- «Ma ce le ha o no?» si è domandato il pubblico davanti al balletto di Simona Atzori, cui mancava qualcosa di indispensabile. Le immagini parlano chiaro: la danzatrice non aveva le braccia. Ma stavolta il commissario Marano non è stato zitto: «Prima ballerine senza mutande, poi senza braccia», ha tuonato scandalizzato, «di questo passo cosa vedremo l’ultima sera a Sanremo? Una ballerina senza raccomandazioni?» Intanto stasera torna Celentano, dopo il memorabile cameo di ieri sera, in cui, con un’ennesima spettacolare bravata delle sue, si è presentato travestito da Sabrina Ferilli. Secondo gli accordi presi con la Rai, il Molleggiato parlerà trenta minuti, di cui quindici a braccio e gli altri quindici a cazzo, come sempre.

- Polemiche per l’esibizione del duo Bertè-D’Alessio, che iwei non sembrava del tutto live; critiche prive di senso, visto che sono anni che la Bertè non sembra del tutto live. La versione disco del loro brano rischia di affossare definitivamente le discoteche italiane, da tempo in crisi di pubblico; per tranquillizzare la clientela al Paradiso e al Cocoricò di Rimini sono già stati affissi cartelli in cui la direzione del locale si impegna a non diffondere mai e poi mai “Respirare” in nessuna versione, fosse anche l’ultimo disco rimasto sulla faccia della Terra...

- A SanremoSocial trionfa il 15enne Alessandro Casillo, il beniamino di Facebook che sembra il figlio segreto di Justin Bieber e Mark Zuckerberg. Adorato dalle ragazzine, che vedono in lui il boyfriend capace di proteggerti ma anche di farti un'impeccabile piastra ai capelli, Casillo ha due passioni, la musica e il calcio; ma siccome nel calcio diventi ricco e famoso solo quando hai dimostrato di essere bravo, ha scelto la musica.

- Grande successo degli One Direction, la prima gadget-boy-band al mondo: i cinque componenti si trovano solo in omaggio nelle confezioni di una nota marca inglese di cereali da colazione, e per averli al completo a Sanremo Gianmarco Mazzi ha dovuto saccheggiare i supermercati dell’intero Regno Unito e mercanteggiare con decine di tignosissime piccole collezioniste britanniche. E malgrado gli sforzi non è riuscito a portare al Festival Niall, Zayn, Liam, Harry e Louis: le fan italiane hanno subito notato che ieri sera sul palco c’erano due Niall e nessun Louis, e hanno tempestato il centralino dell’Ariston di telefonate di protesta.

- Il nuovo beniamino dei bambini? L’inquietante creatura che vive sulla testa di Nina Zilli e che abbiamo visto acciambellata in diverse fogge nelle serate del Festival. Lo staff della cantante ha la bocca cucita: si sa solo che l’essere - un rarissimo esemplare di piovra pelosa anfibia, specie che nella famiglia dei Polipi equivale al cugino Itt nella famiglia Addams - si ciba di balsamo e di piccoli roditori e di notte riposa accanto al letto di Nina in un’apposita vasca provvista di parrucchiere. La sua straordinaria mansuetudine si spiega con il fatto che è in letargo, e può sopportare ore e ore di pessima musica senza reagire. Procurarsene un esemplare non è facile: la stessa Zilli il suo l’ha scovato al mercatino dell’usato di Fukushima.

- Nelle rubriche di annunci sexy impazza da qualche giorno lo pseudonimo Nanì, che tra le mercenarie del sesso sta soppiantando rapidamente i veri Sonia, Vanessa e Ruby. Le inserzioni sono corredate da messaggi ammiccanti come «Vieni a scovare il mio sentiero», «ti farò annusare il bosco che ha il mio odore» o «nei giorni di pioggia si accontentano camionisti». Il giovane interprete del piccante brano stasera si esibirà senza Lucio Dalla, che ieri sera l’ha piantato in asso per fuggire con la boy band One Direction, sfruttando l’offerta «Scambia il tuo Carone con cinque Carini».

Dopo un doveroso saluto a lord Kelvin, parte il Festival del Freddurista, speciale Papaleo. Chi è l’intrattenitore più sfiatato dell’Ariston? Roco Papaleo. E il più benestante? Ricco Papaleo. E il più viziato dai critici? Cocco Papaleo. E il più scarso? Brocco Papaleo. E quello cui piacciono di più le battute del Freddurista? Sciocco Papaleo. A domani!

Posted by Lia Celi at 14:52 | Commenti (0)

17.02.12

Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/3

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- Il calo di ascolti nella serata dei duetti conferma il sospetto di molti: se il Festival fosse fatto solo di bella musica non se lo guarderebbe proprio nessuno. Alla serata è stato abbinato un simpatico gioco a premi: lo spettatore che aveva sentito nominare in vita sua almeno tre degli ospiti stranieri vinceva la discografia completa di Mads Lange (l’unico vincitore ha fatto rapidamente perdere le sue tracce).

- Come si spiega la folla di cantanti internazionali all’Ariston? Bisogna sapere che in Inghilterra e negli Usa i cantanti sul viale del tramonto non vengono termovalorizzati in squalificanti reality show come succede da noi. In quei paesi esistono appositi cassonetti in cui i discografici depositano gli artisti seminuovi di cui il pubblico anglofono si è stufato, ma che in paesi musicalmente meno fortunati sono la manna dal cielo. In quei paradisi dell'usato sicuro, con un po' di fortuna, si possono recuperare anziane poetesse-rock dal look ormai improponibile su Mtv, popstar sul filo della data di scadenza, vocalist sformate dall’uso eccessivo, chitarristi spaiati di rockband ormai defunte, comici rugosi che cantano canzoni a doppio senso sulla foca già vecchie ai tempi di Nino Taranto. Ah no, scusate, quello era Rocco Papaleo...

- Delusi i bambini quando hanno scoperto che il primo ospite straniero, Shaggy, non era lo strampalato amico del cane fifone Scooby-Doo, ma un omaccio rauco e peloso evidentemente incapace di cantare. «In effetti avremmo voluto presentare Scooby Doo in coppia con la Civello», ammette il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi, «ma lui ha creduto che la cantante avesse nella scollatura due uova di tirannosauro e ha avuto un attacco di panico».

- Patti Smith non ha fatto i salti di gioia quando è stato proposto l'accoppiamento con i Marlene Kuntz («non sarò miss America, ma quando voglio accoppiarmi posso trovare di meglio»), ma poi ha accettato per la profonda stima che nutre per il frontman del gruppo, Massimo Cacciari. La presenza dell’autrice di Because the night ha lasciato senza parole non solo i fan: erano più quarant’anni che sul palco di Sanremo non si vedeva una donna over-50 senza silicone addosso. Applausi anche per Samuele Bersani, che, in omaggio alle sue origini, ha cantato Romagna mia insieme a Goran Bregovic. «Sono orgoglioso di esibirmi con un artista che seguo da tanti anni dall’altra riva dell’Adriatico, e da cui ho imparato molto,» aveva detto Bregovic l’altro ieri in conferenza stampa, prima di apprendere che il musicista con cui avrebbe duettato non era Raul Casadei.

- Nemmeno Gigi D’Alessio si è esaltato tropo per l’abbinamento con Macy Gray: «Messi è bravo, ma avrei preferito Maradona». Lui e Loredana Berté sono stati ripescati a fine serata grazie alle telefonate del pubblico, in particolare una in napoletano stretto in cui si descriveva minuziosamente il percorso casa-scuola dei nipoti di Gianni Morandi.

- Tornano in pista anche Carone e Dalla, salvati dal televoto dei camionisti per i quali Nanì è diventata un mito: migliaia di autisti di Tir assillano Carone chiedendo il numero di cellulare di questa stakhanovista del sesso che pur di accontentarli se ne sta sotto la pioggia battente e che si è fatta deflorare per soli 20 euro, roba che le altre puttane per quei soldi manco ti salutano.

- Entusiasmante come sempre Adriano Celentano, che ieri, con un coup-de-théatre dei suoi, si è presentato travestito da Ivanka Mrazova. I truccatori avevano fatto un lavoro così perfetto che Rocco Papaleo ha provato a farle la mano morta e si è preso un calcio nelle palle che lo ha spedito al Pronto soccorso. L’unico dettaglio che rivelava il Molleggiato erano le gengive, meno cavalline di quelle della modella. Con un’altra trovata, Adriano ha annullato la conferenza stampa prevista oggi pomeriggio, in cui avrebbe spiegato ai giornalisti la sua performance di lunedì. Con un comunicato Claudia Mori fa sapere che le spiegazioni sono rimandate alla conferenza stampa di sabato mattina in cui spiegherà l’annullamento della conferenza stampa di oggi. Nel corso di una conferenza stampa fissata in mattinata è stato comunicato che le spiegazioni della performance di lunedì sono rimandate al comunicato che verrà letto nella conferenza stampa di domenica mattina, a meno che Adriano non preferisca annullarla con un comunicato stampa che verrà spiegato in una conferenza stampa la cui data verrà comunicata in data da destinarsi.

- Definitivamente svelato il mistero dello slip di Belen: è il C-string, una specie di calzascarpe ricoperto di stoffa che si incastra nel perineo e da vicino è invisibile, così invisibile che tutti vengono a guardarti fra le cosce se hai le mutande o no. Il brevetto è di Eva, una soubrette israelita vissuta qualche mgliaio di anni fa, che nei mesi estivi usava come C-string una foglia di fico, ma in inverno non sapeva come fare poiché le fronde di agrifoglio erano decisamente fastidiose (da cui il nome popolare “pungitopa”).

- Il riscaldamento globale non scalfisce il Festival del Freddurista. Chi sono le artiste straniere preferite dai felini? Gatti Smith e Micy Gray. E la vocalist più putrefatta? Marcheeba. Qual è la canzone napoletana dedicata a un eroe di Beautiful? Thorne a Surriento. Perché la Pellegrini va al Festival? Perché vuole sempre farsi nuotare. E come mai gli evasori fiscali ieri sera non hanno guardato Sanremo? Perché c'era la serata-tributo. A domani!

Posted by Lia Celi at 11:51 | Commenti (0)

16.02.12

Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/2

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- Passera o farfalla? Le pudende di Belen sono state il polo d’attrazione della seconda serata, benché ormai per il pubblico italiano il pelo della Rodriguez abbia meno segreti di quello del Commissario Rex. Anche quest’anno la soubrette argentina è riuscita a eclissare totalmente la povera Canalis, che nel disperato tentativo di emularla, ieri sul palco si è completamente denudata e si è stesa a gambe divaricate davanti alle telecamere mostrando il tatuaggio di un calamaro gigante sull’ovaia sinistra, ma nessuno in Italia se n’è accorto.

- Giro di vite sul Festival: dopo le intemperanze di Celentano, Lorenza Lei ha inviato come commissario Sanremo il suo vice Antonio Marano, con l’incarico di controllare ogni dettaglio della kermesse. Una punizione troppo severa: in fondo che male ha fatto il povero Marano? Fra i suoi primi provvedimenti per salvare il decoro del Festival, una dose di bromuro per Rocco Papaleo, un collutorio al Mastrolindo per Luca e Paolo e una tintura decente per Noemi...

- Le note della «Moldava» accennate dall’orchestra avevano fatto sperare nell’apparizione di Domnica Cemortan, l’esotica pupa del comandante Schettino. In realtà si trattava dell'attesissima Ivana Mrazova, la modella ceca colpita nei giorni scorsi da un torcicollo, rapidamente curato dai chiropratici del Festival grazie a un’innovativa fisioterapia orientale chiamata «calci in culo». Pare che le sproporzionate arcate gengivali dell'indossatrice si debbano a un equivoco linguistico con il chirurgo plastico italiano, che le avrebbe siliconato le «gzenzyve» senza sapere che in ceco significa «tette».

- Ancora più provocatoria la performance di Celentano nella seconda serata: è rimasto a casa sua e ha lasciato che sul palco si esibissero i cantanti. «Altro che le bombe,» commentano i critici, «questo sì che è stato un pugno nello stomaco». Ora perfino Avvenire e Famiglia Cristiana lo implorano di ritornare: «Pur di non risentire la canzone di Finardi ci lasciamo insultare volentieri».

- Prime eliminazioni fra i big: via la Bertè e Gigi D’Alessio; potrebbero essere ripescati stasera, se i sommozzatori impegnati al Giglio nel recupero della Costa Concordia hanno un minuto libero. Via anche Carone e Dalla, la cui canzone, com’era prevedibile, è andata a puttane. Non passa nemmeno Irene Fornaciari, ma ci lascia il suo «Grande Mistero»: sarebbe a Sanremo, se non fosse figlia di Zucchero? Resta in gara suo malgrado Francesco Renga, che sperava nell’eliminazione per tornare a casa a verificare cosa sta facendo la sua compagna Ambra Angiolini. L’attrice gli aveva detto che sarebbe stata impegnata nelle prove di «Casa di bambola», ma da alcune foto che gli stanno mandando gli amici, la pièce sembra piuttosto «Il magnifico cornuto».

- Soliti Idioti al di sopra delle aspettative: la loro idiozia è risultata assolutamente fuori dall'ordinario. Su Mtv i loro sketch sembravano esilaranti, ma dopo dieci videoclip di Christina Aguilera o di Justin Bieber hai le meningi così spappolate che rideresti anche con il funerale di Kim Jong Il. «La vostra canzone sui gay è un volgare insulto a tutti gli omosessuali. Continuate così,» ha scritto Carlo Giovanardi nel biglietto che accompagnava i fiori inviati in camerino a Biggio e Mandelli. In compenso il pubblico era così esasperato che quando è apparso l’ospite straniero, l’innocente deejay francese Martin Solveig, lo ha scambiato per un terzo Solito Idiota e ha tentato di linciarlo. L’unica nota positiva del duo è che al confronto stasera Luca e Paolo faranno la figura di Jack Lemmon e Walter Matthau.

Vai di vin brulè, arriva il Festival del Freddurista! Chi è il cantante che riceve più mance? Francesco Tenga. L’artista eroinomane? Dolcepera. Il gruppo preferito da Cosa Nostra? I Mafia Bazar. La valletta che frequenta i trans? Ivana Marrazzova. Perché l’etichetta dell’interprete di «Sono solo parole» è la Sony? Perché lei è No Emi. Come si chiamano due parallelepipedi che non fanno ridere? I Solidi Idioti. A domani!

Posted by Lia Celi at 11:20 | Commenti (0)

15.02.12

Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/1


imagesm-1.jpg-La prima serata di Sanremo spiega il no di Mario Monti a Roma 2020: se non riusciamo più a mettere sù nemmeno una gara di canzonette che si organizza dal 1950, figuriamoci un’Olimpiade fra otto anni. Pare che il presidente Napolitano abbia imposto allo staff del premier di tenerlo accuratamente lontano dagli schermi tv fino a domenica: «Se solo vede due minuti di questa fetenzia, perde ogni speranza sulla salvezza del Paese e mi rimette il mandato entro trenta secondi».

- Ancora in forma il 68enne Morandi, anche se ormai non più umana: le sue giunture sono uno strumento che sempre fa la stessa nota «rattattattà». Non ha aiutato dargli come spalla un inquietante sosia del defunto banchiere Roberto Calvi, presentatosi col buffo nome di Rocco Papaleo. «Mi sono imbottito di tranquillanti,» ha rivelato sul palco, e non scherzava: ne ha inghiottiti tanti che con un rutto ha anestetizzato sette orchestrali.

Stampa in rivolta dopo la performance di Celentano. Il più arrabbiato è Vittorio Feltri: «Lui chiede la chiusura di Avvenire e Famiglia Cristiana, e lo coprono d’oro, io chiedo la stessa cosa da anni e nessuno mi ha mai dato un soldo». La Chiesa respinge l’altra accusa del Molleggiato, e cioè che i preti non parlino del Paradiso. «Non è vero», ribadiscono i ragazzini degli oratori, «a noi il don dice sempre “vieni in sacrestia che ti mostro il Paradiso”». Buone notizie per Claudia Mori cui il premier greco Papademos ha offerto la poltrona del ministero dell’Economia: se è riuscita a spillare 300mila euro alla Rai in cambio di una performance fallimentare, è l’unica in grado di convincere la Merkel a scommettere15 miliardi sull’economia greca.

- Cosa ha messo ko la povera Ivana Mrazova? Secondo indiscrezioni, il vero problema della valletta slava è l’anoressia galoppante: il suo peso reale è venti chili scarsi, e i cinquanta registrati alla pesa al momento dell’assunzione erano dovuto solo solo al fatto che Rocco Papaleo non le toglieva mai le mani dal culo. Il suo manager, Yuri lo Sfregiato, smentisce recisamente le voci di disturbi alimentari: «Ivanka no ha mai disturbato me mentre io mangia, si lei pruova io spacca faccia». Ma la Mrazova può consolarsi: se a causa della sua anoressia salterà l’ingaggio per l’Ariston, per lei è già pronto un contratto nel corpo di ballo della Scala di Milano.

- A sostituire Ivana state richiamate in servizio Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, che, caso fortunato, avevano un buco nell’agenda proprio tra metà febbraio e la fine di dicembre 2013. Eli ha finalmente trovato la serenità con il nuovo fidanzato, uno stuntman pregiudicato cocainomane (ma non lo stesso con cui da due anni è fidanzata Belen). Si tratta dell’americano Steve-O, specializzato in prove estreme come sniffare wasabi, pinzarsi lo scroto alla gamba e votare Pd.

- Le uniche note positive vengono dai cantanti. Nina Zilli ci ha dimostrato che il parrucchiere di Amy Winehouse non è rimasto disoccupato, e che Gigi D’Alessio ha finalmente trovato un lavoro socialmente utile come badante di Loredana Bertè. La canzone sulla prostituta disgraziata, corvée toccata l’anno scorso ad Al Bano, quest’anno era spettanza di Pierdavide Carone e Lucio Dalla, la cui presenza in coppia a Sanremo è spiegabile solo con una fatale distrazione di Carlo Giovanardi. A causa di un guasto tecnico, stasera verranno ripetute tutte le canzoni in gara, compresa quella di Samuele Bersani, il cui labiale non corrispondeva al sonoro, ma in questo caso non si trattava di un inconveniente tecnico: al testo di «Un pallone» ha collaborato Enrico Ghezzi.

- Una speranza per gli icefish: i pesci ghiacciolo dell’Artico, a rischio estinione a causa del riscaldamento globale, hanno ritrovato un habitat ideale nel pubblico di Sanremo durante le esibizioni di di Luca e Paolo: quando i due comici genovesi hanno parodiato Va Pensiero fra gli spettatori è sceso il, offrendo agli icefish un habitat ideale. I dialoghi del duo hanno indignato la Rete: perché non hanno rubato qualche buona battuta su Twitter anziché annoiare il pubblico con lazzi ammuffiti?

Torna puntuale come l’influenza il Festival del Freddurista. Chi è l’attrice di «Friends» che non si perde un Festival? Jennifer Ariston. E il rocker preferito dalle meduse? Adriano Celenterato. La top model più amata dai dipietristi? Idvana Mrazova. La valletta più odiata dai vegani? Elisabetta Carnalis. Cosa fa lo scettico Papaleo al bar dell’Ariston? L’amaro lucano. A domani!

Posted by Lia Celi at 10:16 | Commenti (2)

14.02.12

Speriamo che sia Femen

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Belle, bionde, giovani, manifestano in topless: sono le stripper di Femen, il movimento sexy-femminista che arriva dall?Ucraina. Nato come provocazione contro il turismo sessuale nei paesi dell?Est, in tre anni lo ha raddoppiato: «se in Ucraina le femministe sono così», pensa lo zozzone medio, «chissà come sono le bambolone». Oggi non c?è evento internazionale in cui le Femen non si esibiscano in uno dei loro spogliarelli antagonisti. L?ultimo blitz al World Economic Forum di Davos ha suscitato un?ovazione: «I congressisti erano stufi delle solite ragazze che escono dalla torta,» spiega l?organizzazione, «le Femen ci hanno fatto fare una splendida figura a costo zero». Le ragazze di Kiev si sono fatte conoscere anche in Italia: mesi fa si erano spogliate in piazza San Pietro («Uno scandalo, donne nude sotto le finestre del Papa», aveva tuonato l?Osservatore Romano, «quando c?è tanto posto dentro.»), poi avevano protestato contro l?allora premier Berlusconi, che, scambiandole per volgari prostitute, aveva tentato di candidarle alle prossime elezioni...

Visto il successo, le Femen hanno ampliato le loro attività nel nostro Paese, dove i loro corsi di femminismo ucraino stanno rapidamente surclassando le lezioni di burlesque. «Ci vengo per far contento mio marito,» confessa una giovane signora. «Ieri mi ha detto: ti vorrei più femminista ogni tanto. Gli ho chiesto di aiutarmi a lavare i piatti, ma mi ha dato una sberla, così ho capito che intendeva lo strip alla Femen.» E sono sempre più numerosi gli addii al celibato rallegrati da incursioni delle suffragette nude. «Circondano il futuro sposo e gli urlano ?porco sciovinista, fallocrate ottuso, maschio represso?,» riferisce un testimone, «cose che anche le italiane più disinibite si vergognano di dire a un uomo». Ma è così insolito che delle femministe sposino atteggiamenti contrari ai loro principi? «Niente affatto,» spiega la storica leader del femminismo Anselma Dell?Olio, «io per esempio ho sposato Giuliano Ferrara».
L?esempio delle giovani ucraine è contagioso, come prova la nascita di altri movimenti di protesta nell'ironico e provocatorio stile di Femen. In Valsusa alcuni gruppi di No Tav hanno invaso i cantieri dell?alta velocità, ma anziché sabotarli hanno cominciato a scavare la montagna con ruspe e trivelle. In Sicilia sono scesi in campo attivisti anti-pizzo che ricattano i negozianti: «Se paghi la protezione ai boss ti facciamo saltare in aria noi». Le Femen guru del nuovo antagonismo italiano? «Veramente» rivela una di loro «a ispirarci è stato proprio un partito italiano che a parole difende le donne ma poi fa manifesti pubblicitari con cosce al vento. Credo si chiami Pd».

Posted by Lia Celi at 08:48 | Commenti (0)

12.02.12

Gli abominevoli uomini (e donne) delle nevi

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Quello che le uniche catene che ha a bordo sono quelle per il bondage. Il tipo che tiene il Suv in garage perché la neve lo sciupa. Il falso Alemanno che su Twitter si spaccia per il falso Gabrielli. Quando la temperatura va sottozero, il buonsenso la segue, e la psicopatologia urbana si arricchisce di nuovi soggetti. Ecco alcune tipiche vittimeda esaurimento nevoso.

AUTO-SAN BERNARDO
Come il divorzio, la neve divide ciò che Dio ha unito: l’italiano e l’auto. Ma se l’italiano impiegasse per salvare il matrimonio gli sforzi che dedica al recupero della sua macchina nella neve, gli avvocati farebbero la fame. Lo vedi, teso come un cane da valanga, fiaschetta di antigelo al collo, mentre fiuta gli anonimi mucchi di neve sotto casa tentando di ricordare in quale si nasconde la sua vettura. Poi comincia a scavare uggiolando (molti sono stati soccorsi perché, leccando festosamente la carrozzeria ghiacciata, c’erano rimasti attaccati con la lingua). Quando riesce ad aprire la portiera deve chiamare il 118 perché tutto lo scavare gli ha schiantato le coronarie. Si spera che almeno l’ambulanza abbia le gomme termiche...

MAMMA DISPERATA
Al ritorno in ufficio dopo la maternità, si era ritrovata la scrivania nel cesso, e le ci erano voluti anni per tornare in carriera. Una settimana di scuole chiuse la inguaia di nuovo. Lavorerebbe da casa, se i pupi stessero buoni. E invece vogliono uscire a fare lo stramaledetto pupazzo di neve come nei film. Il pupazzo di neve è il vero incubo materno in quanto a) in cerca dell’occorrente i bimbi vandalizzano guardaroba e dispensa; b) dopo due minuti sono stanchi e il fottuto pupazzo deve farlo la mamma c) causa esposizione al freddo, alla ripresa delle lezioni i bimbi hanno la febbre e devono stare a casa altre due settimane. Quando la sciagurata torna in ufficio, la sua scrivania è di nuovo nel cesso.

ACCAPARRATORE
Su di lui esistono tre scuole di pensiero. La “Yoghi” teorizza che il freddo gli mette una fame da orso e lo fa mangiare il doppio. Per la «Day After» le nevicate sopra i 3 cm, come la bomba atomica e i ponti festivi, gli evocano lo spettro dell’inedia e lo inducono ad depredare i negozi. Stranamente, anziché cibi energetici e durevoli come legumi e cioccolato, arraffa solo uova e latticini, che comunque non riuscirà mai a consumare entro la scadenza; il che dà ragione alla terza scuola, la «Cretino dentro», secondo cui l’accaparratore vuole solo impedire al prossimo di farsi un'omelette.

REDUCE TRENITALIA
Il reduce Armir 2.0 è sopravvissuto a venti giorni dentro un Intercity Bologna-Lecce bloccato a –30° e ha visto cose che i non pendolari non possono nemmeno immaginare. Tornato a casa a piedi, si è tolto i vestiti brulicanti di zecche e li ha bruciati in giardino, ha abbracciato il figlio natogli durante la prigionia, ha tentato di addentare il gatto, poi si è seduto con la testa fra le mani gemendo: «Keine Gegestaende aus dem Fenster werfen». Una psicologa lo sta aiutando a rielaborare il trauma con un memoriale dedicato a Mauro Moretti, ad di Trenitalia, che intitolerà «Il fetente nella neve».

MINETTI MINOR
Piccoli fori nel ghiaccio seguiti dal segno di una rovinosa caduta: qui è passata una Minetti Minor. Cresciuta davanti alla tv più sessista del pianeta, è convinta che l’abbigliamento invernale della
donna in età fertile sia top, mini e stiletto, e crede che i doposci possa indossarli solo la Boccassini. La MM sfila fra le nevi urbane scosciata come a Colorado Cafè, sfoggiando una ricca collezione di infortuni: capitomboli alla Kostner, ustioni da freddo in tutta la gamma del blu, tacchi in cancrena. Per scongiurare l’estinzione delle MM, il Wwf lancerà una campagna per ospitarle in apposite gabbie riscaldate nel bioparco di Arcore.

Posted by Lia Celi at 00:41 | Commenti (1)