
Quello che le uniche catene che ha a bordo sono quelle per il bondage. Il tipo che tiene il Suv in garage perché la neve lo sciupa. Il falso Alemanno che su Twitter si spaccia per il falso Gabrielli. Quando la temperatura va sottozero, il buonsenso la segue, e la psicopatologia urbana si arricchisce di nuovi soggetti. Ecco alcune tipiche vittimeda esaurimento nevoso.
AUTO-SAN BERNARDO
Come il divorzio, la neve divide ciò che Dio ha unito: l’italiano e l’auto. Ma se l’italiano impiegasse per salvare il matrimonio gli sforzi che dedica al recupero della sua macchina nella neve, gli avvocati farebbero la fame. Lo vedi, teso come un cane da valanga, fiaschetta di antigelo al collo, mentre fiuta gli anonimi mucchi di neve sotto casa tentando di ricordare in quale si nasconde la sua vettura. Poi comincia a scavare uggiolando (molti sono stati soccorsi perché, leccando festosamente la carrozzeria ghiacciata, c’erano rimasti attaccati con la lingua). Quando riesce ad aprire la portiera deve chiamare il 118 perché tutto lo scavare gli ha schiantato le coronarie. Si spera che almeno l’ambulanza abbia le gomme termiche...
MAMMA DISPERATA
Al ritorno in ufficio dopo la maternità, si era ritrovata la scrivania nel cesso, e le ci erano voluti anni per tornare in carriera. Una settimana di scuole chiuse la inguaia di nuovo. Lavorerebbe da casa, se i pupi stessero buoni. E invece vogliono uscire a fare lo stramaledetto pupazzo di neve come nei film. Il pupazzo di neve è il vero incubo materno in quanto a) in cerca dell’occorrente i bimbi vandalizzano guardaroba e dispensa; b) dopo due minuti sono stanchi e il fottuto pupazzo deve farlo la mamma c) causa esposizione al freddo, alla ripresa delle lezioni i bimbi hanno la febbre e devono stare a casa altre due settimane. Quando la sciagurata torna in ufficio, la sua scrivania è di nuovo nel cesso.
ACCAPARRATORE
Su di lui esistono tre scuole di pensiero. La “Yoghi” teorizza che il freddo gli mette una fame da orso e lo fa mangiare il doppio. Per la «Day After» le nevicate sopra i 3 cm, come la bomba atomica e i ponti festivi, gli evocano lo spettro dell’inedia e lo inducono ad depredare i negozi. Stranamente, anziché cibi energetici e durevoli come legumi e cioccolato, arraffa solo uova e latticini, che comunque non riuscirà mai a consumare entro la scadenza; il che dà ragione alla terza scuola, la «Cretino dentro», secondo cui l’accaparratore vuole solo impedire al prossimo di farsi un'omelette.
REDUCE TRENITALIA
Il reduce Armir 2.0 è sopravvissuto a venti giorni dentro un Intercity Bologna-Lecce bloccato a –30° e ha visto cose che i non pendolari non possono nemmeno immaginare. Tornato a casa a piedi, si è tolto i vestiti brulicanti di zecche e li ha bruciati in giardino, ha abbracciato il figlio natogli durante la prigionia, ha tentato di addentare il gatto, poi si è seduto con la testa fra le mani gemendo: «Keine Gegestaende aus dem Fenster werfen». Una psicologa lo sta aiutando a rielaborare il trauma con un memoriale dedicato a Mauro Moretti, ad di Trenitalia, che intitolerà «Il fetente nella neve».
MINETTI MINOR
Piccoli fori nel ghiaccio seguiti dal segno di una rovinosa caduta: qui è passata una Minetti Minor. Cresciuta davanti alla tv più sessista del pianeta, è convinta che l’abbigliamento invernale della
donna in età fertile sia top, mini e stiletto, e crede che i doposci possa indossarli solo la Boccassini. La MM sfila fra le nevi urbane scosciata come a Colorado Cafè, sfoggiando una ricca collezione di infortuni: capitomboli alla Kostner, ustioni da freddo in tutta la gamma del blu, tacchi in cancrena. Per scongiurare l’estinzione delle MM, il Wwf lancerà una campagna per ospitarle in apposite gabbie riscaldate nel bioparco di Arcore.
Bel pezzo, stavolta le freddure non servivano (meta-freddura...).
Per una volta, fa piu`caldo qui a Dublino che in Italia!