Facce da culotte! Sara Tommasi: «Né con l’Eurozona né col perizoma»

Provocazione? Pazzia? Metaforico j’accuse contro le commissioni di massimo scoperto? Tutt’altro. Sara Tommasi, l’attrice che si esibisce senza mutande per spiegare al pubblico il signoraggio bancario, sta solo divulgando il segreto meglio custodito dell’economia: basta
sbarazzarsi della biancheria intima e le leggi della finanza non hanno più misteri. Le ragioni del fenomeno non sono chiare: secondo alcuni neurologi il semplice gesto di sfilarsi lo slip attiverebbe di riflesso le aree cerebrali predisposte alla comprensione degli accordi di Basilea II, mentre altri ritengono che le pudende libere migliorino le capacità di prevedere l’altalena dei cambi. Una terza teoria ipotizza che restare senza mutande sia la più frequente condizione finale dell’uomo alle prese con le dinamiche economiche, quindi tanto vale eliminarle subito.
Fra gli accademici si sapeva fin dal 1700. Lo Smith autore del fondamentale Saggio sulla ricchezza delle nazioni in realtà si chiamava John e fu ribattezzato Adamo perché girava per l’Università di Glasgow con gli inguini coperti a stento da una foglia di fico. Vilfredo Pareto morì per una polmonite dovuta all’abitudine di non portare mutandoni nei rigidi inverni torinesi; e fu grazie all’osservazione dell’effetto degli sbalzi di temperatura sui suoi nudi testicoli che Joseph Schumpeter individuò il ritmo espansione-recessione in
economia. Perfino Keynes, secondo i testimoni dell’epoca, con gli slip addosso non riusciva a distinguere un penny da una moneta di cioccolato, ma gli bastava toglierli per elaborare soluzioni geniali come la Teoria generale dell’occupazione. E a Harvard a tutt’oggi circolano meno mutande che libri di Fabio Volo.
«Le grandi correnti del pensiero economico non sono statalismo e liberismo, ma mutandismo e amutandismo,» affermò Paul Samuelson, il cui saggio New Frontiers in Economics doveva intitolarsi A chiappe scoperte. Il Nobel indiano Amartya Sen Zamutandhe non ha dubbi: «Chi indossa abitualmente l’intimo non ha mai capito un cazzo d’economia, tant’è che Milton Friedman, guru dei Chicago Boys e ispiratore della catastrofica deregulation reaganiana, portava boxer col simbolo del dollaro, e tutti a Wall Street sapevano che alla Lehman Brothers si spendevano somme folli da Yamamay e Victoria’s Secret». E in Italia? E’ escluso che il premier Mario Monti, ex rettore della stessa Bocconi che ha laureato la Tommasi, porti mutande. In compenso il comò dell’appartamento che Giulio Tremonti occupava con Marco Milanese era pieno di perizomi fantasia.

3 Responses

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  1. veramente spiritosa, complimenti!

  2. Come diceva sempre quel tale: “togliti le mutande che ti devo parlare”

  3. nuova grafica??? WOW, che sciccheria! tu geniale come sempre!!

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