Non era un vero kappaò, bensì una vittoria ai punti. Il «Punch-Panzer» tedesco ne aveva persi ben 300 sotto gli implacabili jab di Mario «Bocconi Butcher» Monti, il fuoriclasse italiano che ha incantato il mondo. Ma per lo Spread, il peso massimo teutonico allenato da Angela Merkel, sta per suonare l’ora della riscossa. Reduce da una clamorosa vittoria in Spagna e da trionfi su tutte le piazze d’Europa che gli hanno fatto recuperare punti su punti, il terrore del ring economico è pronto a incrociare di nuovo i guantoni con SuperMario. E gli appassionati sono in fibrillazione: il prossimo incontro Monti-Spread potrebbe entrare nella leggenda come i mitici duelli degli anni Settanta fra Muhammad Ali e Joe Frazier, «Rumble in,the Jungle», a Kinshasa, e «Thrilla in Manila». Mario Draghi, il Don King della boxe finanziaria europea, starebbe già cercando una sede idonea per la sfida, in territorio neutrale, ad esempio la Svizzera («Fury in Zurich») o Francoforte («Bankrupt in Frankfurt»).
Ma gli esperti più ortodossi storcono il naso: «I due atleti non appartengono alla stessa categoria politico-economica. Lo Spread è un peso supermassimo, Monti un peso mosca: è un miracolo che non sia già stato fatto a pezzi». Per di più il Bocconi Butcher, fiore all’occhiello della palestra Robur Quirinale di Giorgio Napolitano, negli ultimi tempi appare fuori condizione. Gli unici combattimenti da cui non è uscito ammaccato e contuso sono quelli con pensionati, lavoratori dipendenti e altri sparring partner abituati a prendere pugni in faccia da tutti. «A mandare al tappeto i poveracci Monti è sempre imbattibile,» conferma un osservatore, allarmato, «però se all’angolo opposto del ring non c’è un punching ball come Bersani ma un vero combattente come Taxius Clay, il campione dei tassisti, Mohammed Aliquota, il commercialista dal pugno proibito, o Rocky Rogito, il pugile sostenuto dalla lobby dei notai, Mario finisce a gambe all’aria dopo due round. E’ in difficoltà sia con i tiri destri che con i sinistri, non sa parare gli attacchi speculativi sotto la cintura e si è lasciato confondere perfino dal gioco di gambe di Emma Marcegaglia,alias Confindustria Doll.» Come se non bastasse, nelle ultime settimane, mentre lo Spread continuava a rafforzarsi menando uppercut in giro per l’Europa, il Butcher bocconiano se n’è andato in tournée in Cina e Medio Oriente a caccia di sponsor. Ma Monti non raccoglie le critiche: «Io sono il più grande, posso battere lo Spread quando voglio. E chi prova a dire il contrario lo riempio di
Bot a sei mesi, salvo complicazioni.»

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