Falso e martello: le Feste Democratiche sono in realtà raduni di cosplayer!

«L’ultima vera festa l’abbiamo fatta nel 2001», ammettono al Pd nazionale, «poi è diventato difficile trovare gente disposta a votarci gratis, figuriamoci a friggere salsicce e ascoltare discorsi fumosi per sere di fila». Ma allora chi c’è dietro le Feste Democratiche, ex dell’Unità, che perfino in quest’estate di crisi spuntano nelle nostre periferie, con stand gastronomici, incontri politici e pista del liscio? Basta googlare «Pd cosplayer» e il mistero è risolto: sono migliaia le voci su club, negozi specializzati e raduni. Già: è il partito di Bersani l’ultima passione cosplay, la pratica di replicare nei minimi dettagli il look del personaggi di fumetti, di serie tv o saghe cinematografiche.
E proprio i cosplayer giapponesi, che di solito copiano manga e cartoni, hanno lanciato il filone Pd. Harajuku, il quartiere di Tokyo mecca dei cosplayer nipponici, sembra l’ultima Assemblea Nazionale: ovunque ragazzi e ragazze mascherati da Bersani, da Enrico Letta e da Debora Serracchiani. «Noi adoriamo gli anime», spiega in un video su YouTube un’adolescente vestita e truccata come Anna Finocchiaro, «come possiamo non andare pazzi per il Pd, che di anime ne ha almeno quarantacinque?» Dal Giappone la moda è dilagata grazie alla Rete ed è stata adottata da tanti giovani cosplayer italiani, ignari che l’ispirazione venga da un partito italiano: credono si tratti dell’ultimo manga di Akira Toriyama, «Dragon Ball PD», collezionano tutte le Carte degli Intenti e seguono le avventure dei loro eroi ogni giorno su YouDem. «Sul web si dice che Renzi SuperSaiyan nella prossima sconfigge Rosy Bindi,» confida un seguace, «ma secondo me torna D’Alema e si divide in sette dirigenti malvagi. Ragazzi, se la politica fosse così la seguirei eccome!»
Sono questi appassionati che ogni estate si radunano in varie località per creare repliche perfette e illusorie delle tradizionali kermesse del popolo di sinistra. Arrivano nel luogo stabilito in treno o in macchina, già vestiti secondo il ruolo, creando qualche imbarazzo nella popolazione. «In un solo giorno ho visto fermarsi otto macchine con a bordo Veltroni e credevo di avere l’Alzheimer» afferma un benzinaio dell’area di servizio di Cantagallo, «erano così uguali al vero Veltroni che chiedevano il pieno di benzina ma anche di diesel».
Alla Feste cosplay-Pd ci sono esatte repliche dei deputati democratici, degli intellettuali di sinistra, ma anche dei volontari alle cucine, dei ballerini di liscio e dei concorrenti alla gara di briscola. «Anche gli stand delle Coop sono finti,» rivela un figurante alla Festa Democratica di Forlì, specializzato nell’imitazione del dirigente di cooperativa rossa, in gergo «coopsplayer». E pure una buona metà dei visitatori è composta da cosplayer. Perché lo fanno? «Semplice,» risponde un cinquantenne con barba e Clarks «Perché in questo buffo mondo virtuale, così lontano dalla realtà, ci sentiamo protetti e possiamo sognare.» E’ per questo che si finge militante Pd? «No, è per questo che sono iscritto dal 2008».

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  1. Applausi. Vale lo stesso per quel che rimane alla sinistra del PD, ma fa meno ridere.

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